Il Natale di una bambina santa

Si avvicina il Santo Natale dell’anno 2018 ed è sempre più grande la sensazione di vuoto nella vita delle persone. Abituate a mettere l’uomo al centro dell’attenzione, non sentono e non gioiscono per il Dio che si fa uomo con la tenerezza di un Bimbo.
A piccoli e grandi si offrono regali, che non riempiranno quel vuoto. Leggiamo allora per concessione del Cammino dei Tre Sentieri come visse il suo Natale una bambina santa, e quale fu il suo regalo.

Antonietta Meo (1930-1937), per i suoi cari Nennolina, è stata una bambina che ha sofferto atroci dolori per un male osseo, che precocemente le ha causato l’amputazione di una gamba, un progressivo peggioramento ed infine la morte alla età di soli 6 anni e mezzo.
Ma Nennolina ha ottenuto da Gesù il dono della grazia, sovrabbondante su ogni terribile dolore corporale, tanto da non privarle mai del sorriso fino alla fine. Disse di lei Maria Valtorta: “Nennolina è una delle bambine più care a Gesù!”.
L’amore innocente di Nennolina per il suo Gesù è stato sconfinato, e per molti anche un mistero incompreso. I primi a stupirsi erano i suoi genitori, ai quali Nennolina dettava quotidianamente letterine indirizzate a Gesù. “Oggi ho fatto un po’ di capricci, ma tu Gesù buono, prendi in braccio la tua bambina…”; “Gesù, aiutami che senza il tuo aiuto non posso fare niente»; «Gesù, aiutami con la tua grazia, aiutami tu, che senza la tua grazia nulla posso fare”; “Ti prego, Gesù buono, conservami sempre la grazia dell’anima”.
A Natale i bambini sono in attesa di ricevere un dono, ma Nennolina, in quel giorno, era desiderosa di ricevere il più grande Dono, Gesù Eucaristico, grazia che le fu concessa.
“Caro Gesù, oggi vado a spasso e vado dalle mie suore e gli dico che voglio fare la prima comunione a Natale. Gesù vieni presto nel mio cuore che io ti stringerò forte forte e ti bacerò. O Gesù, voglio che tu resti sempre nel mio cuore”. “Caro Gesù, io ti voglio tanto bene, te lo voglio ripetere che ti voglio tanto bene. Io ti dono il mio cuore. Cara Madonnina, tu sei tanto buona, prendi il mio cuore e portalo a Gesù”.
C’era anche qualcosa di davvero non comune per una bambina di cinque anni: “Mio buon Gesù, dammi delle anime, dammene tante, te lo chiedo volentieri, te lo chiedo perché tu le faccia diventare buone e possano venire con te in Paradiso”.
La mamma si sorprendeva e le chiedeva: “Queste cose chi te le ha dette?”.
“No, mamma,” rispondeva candidamente la bimba, “non me le ha dette la maestra, le ho pensate io”.
Poi completava il suo pensiero: “Gesù fa che questa grazia la lascerai sempre, sempre con me”.
Quella notte di Natale in cui ricevette Gesù dentro di sé, nonostante l’apparecchio ortopedico le provocasse dolore, i presenti la videro alla fine della Messa rimanere per più di un’ora in ginocchio, ferma e con le manine giunte.
In questi giorni che precedono il Natale di Nostro Signore, in una società così rapita dalla mentalità mondana da essere arrivata a lottare con astuzia per cancellare il nome e il volto di Dio, la meditazione sull’innocenza e la grande santità dei bambini è disarmante e mette a tacere ogni menzogna.

Fonte
http://itresentieri.it/credo-negli-esseri-umani-che-hanno-il-coraggio-di-essere-santi-antonietta-meo-detta-nennolina/


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