Magnificat in musica

Sono trascorsi almeno diversi mesi da quando ho scoperto il Magnificat messo in musica da Mons. Marco Frisina e interpretato dalla soprano Romina Novis. Lo potete ascoltare nel video che vi presento.
Non sono stati musicati tutti i versi del sacro canto, ma i primi tre si ripetono e non si va oltre l’ottavo, «et sanctum nomen eius», «e Santo è il suo nome».
Data la bellezza del componimento musicale e la bravura dell’interprete, ho cercato più volte di contattare un musicologo per chiedergli di scrivere un commento. Se tra i visitatori qualcuno ne ha la competenza, posso sempre riceverlo e pubblicarlo.
Il Magnificat è l’espressione sovrumana di Maria Santissima nel momento in cui riceve il saluto ispirato della cugina S. Elisabetta, e come sappiamo precede di circa sei mesi la nascita del Signore Gesù, il primo Santo Natale.
Qui sotto trovate il video e di seguito il testo del Magnificat in latino, seguito dal relativo passo del Vangelo di S. Luca.
Anche una nota cantante ha prestato la sua voce a quest’opera di Mons. Frisina, ma con un risultato di una volgarità indescrivibile. La società dei nostri giorni ha ovviamente tributato più di un milione di visite al pezzo della cantante e dieci volte meno all’interpretazione stupenda della soprano Romina Novis.
La Novis avrebbe potuto essere vestita più castamente, ma il suo volto solenne, la sua gestualità partecipe e misurata, la sua voce potente e spirituale sono, mi sembra, quanto di meglio si possa desiderare.

Magníficat ánima mea Dóminum,
et exsultávit spíritus meus
in Deo salvatóre meo,
quia respéxit humilitátem ancíllæ suæ.
Ecce enim ex hoc beátam me dicent
omnes generatiónes,
quia fecit mihi magna, qui potens est,
et sanctum nomen eius,
et misericórdia eius in progénies et progénies
timéntibus eum.
Fecit poténtiam in bráchio suo,
dispérsit supérbos mente cordis sui;
depósuit poténtes de sede
et exaltávit húmiles;
esuriéntes implévit bonis
et dívites dimísit inánes.
Suscépit Israel púerum suum,
recordátus misericórdiæ,
sicut locútus est ad patres nostros,
Abraham et sémini eius in sæcula.

Fonte
http://www.preghiamo.org/magnificat.php

Dal Vangelo di S. Luca 1,39-56:

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».
Allora Maria disse:

«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre».

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Fonte
http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=lc&Versione_CEI74=1&VersettoOn=1&Cerca=Cerca


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