A che serve il pettegolezzo?

Il pettegolezzo non è la stessa cosa della maldicenza, ma ci assomiglia. Nella maldicenza, si ha l’ostilità aperta verso le persone di cui si parla male. Nel pettegolezzo in realtà si toglie qualcosa a un’altra persona, ma non con l’aria di avercela con lei.
Il pettegolezzo è un racconto magari di fatti e situazioni realmente avvenuti, ma tendenzioso. Si vuole condizionare l’atteggiamento degli altri nei confronti della persona discussa, suscitando falsa pietà, ilarità o una certa disapprovazione.
Le persone vanno lasciate libere di vivere e presentarsi come desiderano, se il loro non è un comportamento offensivo. Se no, bisogna correggerle, ma non parlare alle loro spalle.
Non dobbiamo creare dicerie o reputazioni poco onorevoli intorno a una persona. Se ha dei segreti o dei punti deboli, è nostro dovere tacerli e nasconderli con carità cristiana. È sleale raccontare i segreti, le malattie, le situazioni poco onorevoli di un’altra persona.
Con il pettegolezzo e con le domande indiscrete si cerca non di conoscere ma di controllare le persone, di esercitare un potere su di loro. Chi vuole invece conoscere e amare le persone cerca di sapere solo quello che conta davvero, cioè se hanno fede e su quali princìpi basano la loro vita.
Nel pettegolezzo si propone una visione distorta di una persona e della vita. Si spinge chi ci ascolta a tenere in considerazione non il giudizio di Dio ma il giudizio insensato e incoerente dell’uomo della strada, dell’opinione pubblica o di una cerchia di persone.
Il pettegolezzo può ferire tanto più gravemente una persona, quanto più seri e gravi sono i suoi segreti, le sue malattie, le varie situazioni che vengono rivelate.
Pensiamo poi alle conseguenze del pettegolezzo sulla situazione lavorativa, familiare e sociale della persona che viene mal presentata. Non è nemmeno escluso che quella persona, se è debole, per le conseguenze di un pettegolezzo su questioni delicate arrivi alla disperazione e a compiere gesti irrimediabili.
Insomma, facciamoci un serio esame di coscienza e andiamo a purificare la nostra anima con il sacramento della Confessione, invece di pensare e raccontare cosa fanno e non fanno gli altri.

Un’eccellente guida alla Confessione:
Voglio confessarmi bene!


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