A Messa, lezione su ecologia e immigrati

C’è un sacerdote francescano, nella chiesa vicino casa, che una domenica ha detto ai presenti, durante l’omelia, di venirsi a confessare il sabato, perché la domenica lui e l’altro sono troppo impegnati.
Due settimane dopo, a me ha detto che non possono confessare di domenica e neppure di sabato. Solo dal lunedì al venerdì, «Anche la sera…».
Come gli impiegati, insomma. Solo che questi sarebbero dei sacerdoti.
Oggi, domenica 30 dicembre 2018, sono dunque andato in cerca di una chiesa dove potermi confessare prima della S. Messa, arrivando con opportuno anticipo.
Ho preso la macchina e ho fatto il mio tentativo presso una chiesa periferica.
Qui è stato trasferito dalla Cattedrale un sacerdote, prete, che mi ha spesso o sempre accolto con un sorriso. Entro e lo trovo proprio in chiesa, mentre parla con un signore. Mi chiama «carissimo», e come si può non amare più degli altri chi ci ama? Chi non ci ama, per grazia di Dio lo ameremo comunque.
Mi dice che mi confesserà, ma intanto deve intrattenersi con quel signore. Escono da una porta del presbiterio, non so se quella della sacrestia.
Intanto osservo la chiesa, ancora deserta nonostante manchino poco più di 10 minuti all’inizio della S. Messa.
Guardatela voi stessi, nella foto che ho scattato dopo pranzo, tornando sulla scena del delitto. Parlo ovviamente del mio delitto. Anche Rodion Raskolnikov, nel romanzo Delitto e castigo di Dostoevskij, torna sul luogo del suo duplice omicidio. Il mio delitto, lo confesso, è quello di voler essere cattolico ancora sul finire dell’anno 2018. Roba dell’altro mondo.

Chiesa delle periferie esistenziali

Come vedete, di simboli e immagini religiosi ve ne sono pochissimi. Il grande cerchio multicolore in fondo al presbiterio non rappresenta niente di cristiano. I muri sono impataccati con dei collage realizzati da bambini o ragazzi. Il Tabernacolo è relegato fuori dal presbiterio, sulla sinistra guardando verso l’altare; potete riconoscerlo dalla porticina e dalla candela rossa accesa che segnala la presenza di Gesù Eucaristico.
Prima che inizi la Messa, una ragazza distribuisce delle fotocopie. Guardo, è una specieCredo finto di preghiera intitolata Credo. Penso che sia il testo di un canto e quasi mi rallegro, perché sembra qualcosa d’impegnato. Noto però che il riferimento a Maria Vergine è assente da questa presunta versione canterina. E poi, a ben vedere, i versi non si prestano affatto ad essere cantati. Qui a lato vi mostro la foto del foglio.
Notate fra l’altro quell’espressione ingannevole, «la Buona Novella del perdono dei peccati». Il Signore Gesù annunciava invece: «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15), non un perdono indiscriminato come va oggi di moda nella Chiesa ufficiale.
Inizia la Messa. C’è un prete alto, magro e sugli ottant’anni.
Le letture sono come al solito gestite dai laici che hanno fatto la “presa dell’ambone” invece che della Bastiglia. Il Vangelo tocca a un signore che penso sia un diacono. È il passo sul ritrovamento di Gesù nel tempio.
Il prete celebrante sfodera la sua omelia. L’inizio già m’inquieta: dice che è «strano» il discorso fatto da «questo Gesù».
Poi sembra riprendersi: Gesù ci sta dicendo che dobbiamo saperci elevare al Padre, compiendo un certo distacco dai genitori se necessario. Ah, beh.
In che cosa consiste però l’elevarci al Padre? Nell’aprirci, nell’evitare di chiudere «tutti i confini», di chiuderci «nelle nostre piccole patrie», nell’accogliere i poveri e i bisognosi… Chiaro il riferimento al ministro Salvini, del nuovo governo, che sta mettendo un argine all’invasione devastante di immigrati degli anni della sinistra al potere.
Gli sta a cuore anche l’ecologia: parla del disastro ecologico immane a cui andrebbe incontro la terra.
E Dio? Gesù Cristo? La fedeltà e l’infedeltà? Il peccato che sta sommergendo tutto e tutti? La Sacra Famiglia di cui oggi ricorre la Festa? La famiglia di oggi con i suoi problemi di adulterio, castità, procreazione e sana crescita dei figli? Non una parola su questo.
Nel seguito della celebrazione eucaristica, mi accorgo che il prete celebrante cambia le parole della liturgia per ribadire le sue argomentazioni.
A un certo punto vedo a cosa serviva quella specie di Credo taroccato: in questa libera chiesa viene recitato al posto del Credo cattolico. Ovviamente non mi unisco al coro dei diversamente obbedienti.
Al momento della Consacrazione, quasi nessuno sta inginocchiato. Forse quattro o cinque persone su diverse decine. Tutti gli altri restano in piedi. Sanno quello che sta avvenendo sull’altare? Ci credono?
Il canto finale è un’esplosione di malessere spirituale, sempre con accompagnamento di chitarra se non anche di piano elettronico.
Alla fine della Messa, provo a fare il ringraziamento alla Comunione, avendo ricevuto Gesù Eucaristico. Nessuno rimane inginocchiato, ma si mettono a parlare ad alta voce oppure lasciano la chiesa. Sono un po’ sollevato al vedere che vanno via abbastanza presto. Ma una bambina, accompagnata da una giovane signora, si mette a strimpellare sul piano elettronico, e continua finché, dopo cinque o dieci minuti, devo rinunciare a cercare di pregare. Intanto la signora parla in chiesa con il prete che ha celebrato.
In altre parole: non pregano e impediscono di pregare a chi cerca di farlo, inginocchiato alla loro vista dopo la S. Comunione.
Sono proprio per i nostri tempi le visioni profetiche della Beata Caterina Emmerick (1774-1824):

La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione. […]
Anche se rimanesse un solo cattolico, la Chiesa vincerebbe di nuovo perché non si fonda sui consigli e sull’intelligenza umani. Mi fece anche vedere che non era rimasto quasi nessun cristiano, nell’antico significato della parola.


Una risposta a "A Messa, lezione su ecologia e immigrati"

  1. Caspita che bravo . Peccato che siamo rimasti in pochi a riconoscere che in questa confusione della Chiesa Cattolica tutto degrada .Nessun principio viene riconosciuto , ma calpestato con violenza in nome della modernità . Ritengo , che sia un processo irreversibile , e rimpiango i tempi della comune povertà , dove tutti vivevamo la vera solidarietà in semplicità.
    Non voglio aggiungere altro ,…..

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