Come lavorare di domenica e restare in grazia di Dio

Se si vuole restare fedeli, si  scoprirà che lavorare di domenica e restare in grazia di Dio è più facile di quel che si crede. La Chiesa infatti viene incontro in tutti i modi a chi davvero s’impegna con amore verso Dio. Vediamo come.
Si segue il principio di venire incontro a chi deve lavorare di domenica, perché il dovere di coscienza lo impone, e a chi è costretto a farlo, perché è ricattato dal datore di lavoro.
Come cristiani, cattolici, siamo tenuti a osservare i Comandamenti, tra cui il terzo: Ricordati di santificare le feste. Siamo creature e, come cristiani, figli di Dio. Dobbiamo glorificare Dio e rendergli culto, amandolo «con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente» (Mt 22,37).
Il supremo atto di culto verso Dio, al quale abbiamo il dovere di partecipare, è la Santa Messa, cioè il Sacrificio Eucaristico, in cui si rinnovano misticamente Passione, Morte, Resurrezione e Ascensione al Cielo di Nostro Signore Gesù Cristo. Evitare volontariamente, senza vero impedimento, di partecipare alla S. Messa, è dunque peccato grave.
Ora, la S. Messa di precetto si celebra di domenica e di sabato sera, e nei più importanti giorni di festa religiosa. Purtroppo, però, viviamo oggi in una società idolatrica, dove governanti e popolo adorano il denaro, la propria vanità, le cose materiali, il commercio, il potere, il piacere e così via. Quindi ci troviamo in una situazione tale per cui molte persone sono chiamate a lavorare senza necessità anche di domenica e per le festività, sotto ricatto di licenziamento. E può succedere che l’orario di lavoro subìto impedisca di trovare il tempo anche solo per la S. Messa di precetto.
Come fare allora?
La Chiesa viene incontro a questi nostri fratelli e sorelle. Da una parte, si raccomanda di cercare, se possibile, un lavoro che sia rispettoso dei nostri doveri di cristiani. Dall’altra parte però, il lavoratore ricattato può chiedere una dispensa al proprio Vescovo, che gli concederà di andare a Messa in un giorno non di precetto, con la stessa validità della S. Messa di precetto.
Qualcosa di simile succede nei Paesi musulmani, dove il giorno del riposo consentito è solo il venerdì. In quei Paesi la Conferenza Episcopale, cioè l’assemblea dei Vescovi nazionali, può dare ai lavoratori cattolici una dispensa per andare a Messa di venerdì, con la validità della S. Messa di precetto.
Quindi non viene meno il Comandamento e il dovere di osservarlo, ma viene dato, a chi davvero vuole adorare e servire il Signore, la possibilità di farlo comunque.
Diciamo che meno edificante è l’atteggiamento ufficiale della Chiesa nell’indicare i lavori leciti nel giorno della domenica. L’elenco è forse un po’ troppo permissivo e include anche i fornai, come se fosse una disgrazia per qualcuno mangiare il pane del giorno prima, e i ristoratori, come se non ci fosse il dovere e la possibilità di organizzarsi, con buona volontà, per evitare di comprare cibo anche quando si è in viaggio. Si consideri fra l’altro la possibilità di installare distributori automatici per rifornirsi di cibo e bevande.
Non solo, ma come scrive Padre Carlo Dragone nella sua celebre Spiegazione del Catechismo di San Pio X, si accetta come grave motivo che giustifica un lavoro servile (manuale) anche «la consuetudine di considerare permessi certi lavori».
Dal punto di vista di chi dipende da un datore di lavoro, è giusto venirgli incontro. Si dovrebbe però mettere bene in chiaro il dovere di fare tutto il possibile per evitare lavori di domenica che non siano necessari.
Concludiamo con un ringraziamento rivolto proprio a chi lavora di domenica per giustificata necessità e dovere di coscienza, come le forze dell’ordine, i medici, gli infermieri, gli inservienti, i portantini, i vigili del fuoco, gli addetti ai trasporti, eccetera.
Con una nota: bisognerebbe evitare di viaggiare di domenica senza stretta necessità, per risparmiare chi deve trovarsi a lavorare per noi.
Se veramente viaggiassimo solo per necessità di domenica e nei giorni festivi, tante persone che lavorano nei trasporti potrebbero santificare meglio le feste, invece di dover stare a servire i piaceri e i capricci dei loro connazionali.
Si vede quindi bene come nell’osservanza del terzo Comandamento si uniscono l’amore verso Dio e l’amore verso il prossimo.

Cliccando qui potete scaricare una scansione di alcune pagine dell’opera citata di Padre Dragone, dove si parla dei lavori servili (manuali) in relazione al terzo Comandamento.


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