L’orribile peccato della bestemmia e le sue conseguenze

Riportiamo le parole di San Jean-Marie Vianney (1786-1859), noto anche come il Santo Curato d’Ars e Patrono universale dei parroci, riguardo all’orribile peccato della bestemmia e alle sue conseguenze.

Fa davvero meraviglia che il buon Dio sia obbligato a farci un comando esplicito per proibirci di profanare il suo nome… Eppure, malgrado la gravità di questo peccato, malgrado il suo orrore e la sua nefandezza, c’è forse un peccato più diffuso […] della bestemmia, dell’imprecazione e della maledizione? Non è forse vero che, spesso, ci addolora sentire che, dalla bocca dei bambini, – che non sanno ancora bene il Padre Nostro -, escono bestemmie così enormi da attirare ogni sorta di maledizioni su una Parrocchia?

Grandezza del nome di Dio

Il secondo Comandamento […] suona così: «Non usare invano il nome del Signore tuo Dio». È come se il Signore ci dicesse: «Vi ordino e vi comando di rispettare questo nome, poiché è santo e adorabile». […]
II nome del buon Dio è così santo, così grande, così adorabile che gli angeli e i santi, ci dice san Giovanni, non fanno altro in cielo che cantare: «Santo, santo, santo è il grande Dio degli eserciti; benedetto il suo nome per tutti i secoli dei secoli!».
Quando la santa Vergine andò a visitare la cugina Elisabetta, e questa santa le disse: «Quanto sei fortunata tu, scelta per essere la madre di Dio!», la santa Vergine le rispose: «Colui che è onnipotente, e il cui nome è santo, ha operato in me grandi cose». Noi dovremmo dunque avere un grande rispetto per il nome del buon Dio e non pronunciarlo mai se non con una profonda venerazione…

Cosa significa la parola “bestemmia”?

Se voi mi domandate che cosa s’intende con questa parola “bestemmia”… questo peccato è così spaventoso che non parrebbe vero che un cristiano possa avere la forza di commetterlo.
“Bestemmia” è una parola che significa “maledire e detestare una bontà infinita”; ciò sta a indicare che questo peccato colpisce direttamente il buon Dio. Sant’Agostino ci dice: «Noi bestemmiamo quando attribuiamo al buon Dio qualcosa che non ha o che non gli si addice, oppure quando gli togliamo ciò che gli appartiene, o, infine, quando attribuiamo a noi stessi quello che si addice a Dio e non è dovuto che a lui solo».

Gli Ebrei neppure pronunciavano il nome di Dio

Questo peccato è così grave e così mostruoso agli occhi di Dio che attira ogni sorta di sventure sulla terra. Gli ebrei avevano tanto orrore della bestemmia che, quando sentivano qualcuno bestemmiare, si strappavano le vesti. Non osavano neppure pronunciare questo nome; dicevano, al suo posto, “Benedizione”.
Il santo Giobbe temeva tanto che i suoi figli potessero aver bestemmiato che offriva sacrifici a Dio per placarlo se mai l’avessero fatto (Gb 1,5). Sant’Agostino dice che quelli che bestemmiano Gesù Cristo, ora che è in Cielo, sono più crudeli di coloro che l’hanno crocifisso qui sulla terra.

La bestemmia è il linguaggio dell’inferno

Possiamo dire che la bestemmia è davvero il linguaggio dell’inferno.
Badate bene che, se la bestemmia regna nella vostra casa, tutto andrà a male.
Sant’Agostino ci dice ancora che la bestemmia è un peccato più grande dello spergiuro, perché – dice lui – con lo spergiuro prendiamo il nome di Dio a testimonio di una cosa falsa, mentre con la bestemmia diciamo una cosa falsa di Dio stesso.
E voi, non avete forse bestemmiato, quando avete detto che non c’è Provvidenza se non per i ricchi e per i birbanti? Non avete forse bestemmiato, quando, di fronte a qualche rovescio, avete detto: «Ma cos’ho fatto io al Signore più degli altri, per avere tante disgrazie?». Cos’hai fatto? Alza lo sguardo e vedrai che sei stato tu a crocifiggerlo. Non hai forse bestemmiato, dicendo che sei troppo tentato, che non riesci a fare diversamente, che questo è il tuo destino?
E che? Non ci pensi? Allora sarebbe il buon Dio che ti ha fatto vizioso, collerico, violento, impudico, adultero, bestemmiatore! Vuoi dire che non credi nel peccato originale, che ha degradato l’uomo dallo stato di rettitudine e di giustizia in cui siamo stati creati da principio!
«È più forte di me…». Ma, amico mio, la religione non ti aiuta dunque per nulla a comprendere tutta la corruzione originale? E tu, infelice, hai ancora il coraggio di bestemmiare contro colui che te l’ha data come il più grande regalo che potesse farti!

Come si può accusare Dio di ciò che ci capita?

Intendo accennare a coloro che, quando parlano, hanno quella maledetta abitudine, per collera o per impeto, di rinnegare il santo nome di Dio: come uno che ci rimettesse al mercato o perdesse al gioco, e se la prendesse con Dio, quasi volesse far credere che sia stato lui la causa. Quando vi succede questo, bisogna che il buon Dio sopporti tutti i furori della vostra collera, quasi fosse lui la causa della vostra perdita o dell’incidente che vi è capitato. Infelici!
Chi vi ha tratto dal nulla, che vi tiene in vita e vi ricolma continuamente di favori, voi osate ancora disprezzarlo, osate profanare e rinnegare il suo santo nome?
Dovreste chiedermi come mai c’è tanta gente che pronuncia imprecazioni orrende e che rinnega Dio, vi dirò che quelli che si abbandonano a simili mostruosità non hanno né fede, né religione, né coscienza, né virtù; è gente in gran parte abbandonata dal buon Dio. Come saremmo più felici se avessimo la grazia di non adoperar mai la nostra lingua – consacrata dal buon Dio col santo Battesimo se non per pregare un Dio così buono, così benefico, e per cantare le sue lodi!
Siccome è appunto per questo che Dio ci ha dato la lingua, cerchiamo di consacrarla a lui; così che, dopo questa vita, possiamo avere la gioia di andarlo a benedire in Cielo per tutta l’eternità.
È ciò che vi auguro di cuore…

Fonte:
https://www.amicidomenicani.it/sono-stata-castigata-per-le-molte-bestemmie-ma-adesso-ho-cambiato-vita/


3 risposte a "L’orribile peccato della bestemmia e le sue conseguenze"

  1. Al punto tre della risposta del sacerdote domenicano c’è scritto che:” Non pensare che dovrai essere castigata ulteriormente per le bestemmie dette.”
    ma Gesù ha pagato per i nostri peccati e cancella quelli da noi confessati, ma in Purgatorio dovremo scontare la pena e quindi la ragazza anche se ha confessato le bestemmie dovrà essere purificata dalle pene del Purgatorio.

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    1. In effetti, carissima, la risposta del sacerdote non mi pare del tutto convincente, e proprio per questo non l’ho riportata. Sembra contraddire le affermazioni del Santo Curato d’Ars sulle conseguenze delle bestemmie, anche se ha avuto la bontà di citarlo. Diciamo che la penitente potrebbe evitare o abbreviare il Purgatorio, sempre però che si purifichi in questa vita. E devo dire che mi sembra sincera, seria e sulla buona strada.

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  2. Sì sì noi credo anch’io che non possiamo sapere se tutte le sofferenze che ha avuto nel mondo siano bastate a purificarsi.
    In fondo il Buon Ladrone va direttamente in Paradiso perchè sconta sulla terra il suo Purgatorio. Ma questo lo decide Dio e non il sacerdote….perchè solo Lui vede nel cuore di ciascuno di noi.
    Comunque bellissimo articolo.

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