La Bianca Signora svela il suo Nome

Il 25 marzo 1858 nel racconto di Santa Bernardette

160 anni fa, nella festa della sua Annunciazione, la Santissima Vergine a Lourdes acconsentiva finalmente alla richiesta di presentarsi. Riviviamo la grazia di quel momento attraverso le parole di Jean-Baptiste Estrade, confidente della giovane Bernardette e storico delle apparizioni.

Bernardette andò a dormire, ma il sonno non giunse. La notte le parve lunga e molte Ave Maria del Rosario passarono sulle sue labbra! Appena apparvero le prime luci del giorno, lasciò il suo lettuccio, si vestì diligentemente e senza far attenzione all’asma che si destava nel suo petto, prese con passo agile il cammino di Massabielle.
Oh, quale confusione per lei! La nicchia era già illuminata e la Signora aspettava!… «Ella era là – diceva Bernadette – affabile, sorridente, guardando la folla come una madre affettuosa guarda i suoi figli».
La veggente aggiungeva: «Quando fui inginocchiata davanti alla Signora, le chiesi perdono del mio ritardo. Sempre buona con me, mi fece cenno con il capo che non occorreva scusarsi. Allora le manifestai tutto il mio affetto, tutta la mia devozione e la felicità che avevo nel rivederla. Dopo averle manifestato tutto ciò che mi passava nel cuore, presi il mio rosario. Mentre pregavo, il pensiero di chiederle il nome si presentò al mio spirito con una insistenza tale da farmi dimenticare tutti gli altri pensieri. Temevo di essere importuna, rinnovando una domanda, rimasta sempre senza risposta, tuttavia qualcosa mi spingeva a parlare. Infine, per un moto istintivo che non potei contenere, le parole uscirono dalla bocca e pregai la Signora a volermi dire chi era.
Come nelle volte precedenti, la Signora abbassò il capo, sorrise ma non rispose. Non so il perché, mi sentivo più coraggiosa e tornai a chiederle la grazia di farmi conoscere il suo nome.
Rinnovò il sorriso ed il grazioso inchino, ma continuò a tacere.
Una terza volta, a mani giunte e riconoscendomi completamente indegna della grazia che domandavo, rinnovai la mia preghiera».
Giunta a questo punto del racconto, la fanciulla era vinta dalla commozione e proseguiva così: «La Signora era in piedi, sopra il roseto, e si mostrava come si mostra nella Medaglia miracolosa. Alla terza richiesta prese un’aria grave e parve umiliarsi… Giunse in seguito le mani e le portò verso la parte superiore del petto… guardò il cielo… poi staccando lentamente le mani e chinandosi verso di me, mi disse con voce tremante: “Io sono l’Immacolata Concezione”».
Pronunciando queste ultime parole, Bernadette abbassava la testa e riproduceva il gesto della Signora.
Il grande mistero della Grotta era finalmente svelato. E in quale giorno! Precisamente nell’anniversario del giorno, tre volte benedetto, nel quale l’Arcangelo Gabriele venne, da parte dell’Altissimo, ad annunciare l’imminente venuta del Redentore atteso, e a salutare come «piena di grazia», cioè Immacolata, la Donna predestinata che, dopo l’antica promessa fatta ai nostri Progenitori, doveva schiacciare la testa al serpente maledetto. Quale coincidenza! E per noi quale motivo di speranza! Angeli che circondavate la Vergine nella sua rustica nicchia, quali furono le vostre lodi e le vostre felicitazioni ascoltando la vostra augusta Sovrana designarsi e chiamarsi con uno dei più bei titoli di gloria? Non faceste riecheggiare le volte di Massabielle degli accordi dei vostri strumenti vibranti e delle acclamazioni dei vostri cuori infiammati?
I pellegrini inginocchiati davanti alla Grotta non intesero né le armonie, né i trasporti degli spiriti celesti; ma si sentirono penetrati di santa e soave allegrezza. Durante il tempo dell’estasi, rimasero sospesi con lo sguardo rivolto alle labbra della veggente, sperando che da questa bocca pura discendesse ad ogni istante qualche parola rivelatrice.
Quando Bernadette ebbe parlato, un trasporto indefinibile si impossessò di tutte le anime, e quelli che erano presenti caddero in ginocchio. Dopo aver resto questo primo atto di ossequio alla Vergine, spinti dall’entusiasmo gli uni andavano a deporre i loro baci sulle pareti della roccia benedetta, gli altri andavano ad abbracciare, come fossero esseri animati o reliquie di Santi, i rami del roseto selvatico che cadevano dalla nicchia. Dal mezzo della folla, dai massi del Gave, dall’alto della roccia, si alzava l’invocazione popolare: «O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi!».
Qualche tempo dopo l’apparizione, tutta la città di Lourdes era informata della strepitosa notizia, portata dalla giovane veggente.
Incontrandosi nelle strade, gli abitanti si stringevano la mano e si felicitavano a vicenda, come di un avvenimento fortunato, accaduto a ciascuno di loro.
Quanto ai pellegrini forestieri, non sapevano più staccarsi dalla Grotta; quando avevano finito di recitare un Rosario, ne aggiungevano un altro, e dopo aver cantato, cantavano ancora. Infine, verso il tramonto, si dispersero in tutte le direzioni, proclamando ovunque sul loro passaggio le parole della Vergine.

Tratto da: Le apparizioni di Lourdes narrate da Bernadetta a Jean-Baptiste Estrade.

Fonte per Lucechesorge: «Il Settimanale di Padre Pio» n. 46 del 2 dicembre 2018.


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