La Santa Casa di Loreto, baluardo a difesa della Cristianità

di Lazzaro M. Celli

Dopo le due storiche vittorie dei cristiani sul mondo islamico, dopo Lepanto e Vienna, autorevoli intellettuali sostengono che l’islam ha cambiato strategia di conquista dell’Occidente. Non più una guerra, ma un’invasione silenziosa dell’Europa, con la complicità dei potenti dell’alta finanza. Non è del tutto improbabile che dietro questa occupazione silente il fine ultimo sia quello di rovesciare definitivamente il Papato.
La storia del santuario della Santa Casa di Loreto s’intreccia in alcuni punti con la storia delle conquiste violente dell’islam.
Innanzitutto, ricordiamo che la Santa Casa fu trasportata dagli Angeli del Cielo, da Nazareth fino a Tersatto, un attuale quartiere di Fiume, in Istria. La traslazione avvenne la notte tra il 9 e 10 maggio 1291, prima che capitolasse San Giovanni D’Acri, ultimo avamposto della Cristianità in Palestina.
Si può pensare che la salvaguardia della Casa dov’è nata l’Immacolata e dov’è avvenuta l’Incarnazione del Figlio, debba considerarsi un’attenzione delicata di Dio verso Colei che è stata per Lui Figlia e Madre. È indubbio, comunque, che l’abbia voluta preservare dalla violenza devastatrice degli islamici.
Anche la storia della celebre battaglia di Lepanto ci fa vedere l’importanza della Santa Casa di Loreto per la difesa della Cristianità.
Nell’anno della battaglia decisiva, il 1571, Papa San Pio V affidò le sorti della guerra alla Vergine di Loreto. Da un colossale lavoro di Padre Arsenio D’Ascoli, I Papi e la Santa Casa, apprendiamo che l’invocazione “Aiuto dei cristiani” fu aggiunta alle Litanie Lauretane dopo la vittoria di Lepanto: «Come ricordo e come riconoscenza, nei medaglioni degli “Agnus Dei” [il Papa] fece porre l’immagine di Loreto con sopra le magnifiche parole: “Vere Domus florida quae fuit in Nazareth” [“La vera Casa fiorita che fu a Nazaret”]. Sotto volle che si scrivesse: “Sub tuum praesidium” [“Sotto la tua protezione”], per far comprendere a tutti a chi si doveva attribuire il merito della vittoria.
Un altro fatto ci mostra l’intervento della Vergine Loretana nelle sorti della battaglia. Mentre Marcantonio Colonna, comandante dell’armata papale, partiva per l’Oriente, la moglie Donna Felice Orsini con altre dame si recò a Loreto a pregare per lo sposo e per la vittoria. Passò giorni e notti in devotissima preghiera. Un giovane ebreo, vedendo il suo fervore e la sua fede, si convertì e ricevette il Battesimo nella Santa Casa. Donna Orsini gli fece da madrina e se lo prese come paggio.
Roma preparò poi un grande ingresso trionfale al condottiero dell’armata cristiana, ma il comandante, riconoscendo che il merito della vittoria era della Vergine di Loreto, rimandò il ritorno nella Capitale e andò a Loreto a ringraziare la Madonna.
Fra l’altro, i cancelli della Santa Casa vennero forgiati con il ferro delle catene che tenevano legati gli schiavi rematori dell’armata turca.
In modo simile possiamo ricordare la battaglia di Vienna del 1683.
Dopo questa seconda decisiva battaglia per le sorti della Cristianità in Europa, l’esercito guidato dal re della Polonia, Giovanni Sobieski, entrò vittorioso nella città di Vienna, portando l’immagine della Vergine Lauretana sulle bandiere.
Il gran condottiero, prima che si apprestasse a ricevere gli onori della vittoria, diede ordine ai suoi uomini di dirigersi verso una chiesa dedicata alla Madonna di Loreto, dove si venerava una sua immagine. Giunto davanti all’immagine sacra si prostrò in ginocchio, certo che bisognasse attribuire solo a Lei la vittoria appena conseguita sul Gran Visir, Kara Mustafà.
Sobieski inviò al Pontefice, Innocenzo XI, lo stendardo di Maometto IV, la tenda del Gran Visir e una bandiera dell’esercito cristiano, che i musulmani avevano vinto in una battaglia precedente. Il Papa consegnò tutto alla Madonna di Loreto, riconoscente per la grande vittoria. […]
Nel libro di Federico Catani, Il Miracolo della Santa Casa di Loreto, troviamo che il Papa fece un ex voto: «[…] l’istituzione di una festa in onore del Santissimo Nome di Maria. Il 25 novembre 1683, un atto della Congregazione dei Riti la estendeva a tutta la Chiesa e la fissava nella domenica fra l’ottava della Natività di Maria e San Pio X l’ha fissata per il 12 settembre, giorno dell’anniversario della vittoria».

Da «Il Settimanale di Padre Pio» n. 47 – 9 dicembre 2018.


2 risposte a "La Santa Casa di Loreto, baluardo a difesa della Cristianità"

  1. Grazie per avermi ricordato gli eventi della Santa Casa. Mentre a Lepanto la vittoria delle armi cattoliche avvenne pure perché eravamo superiori in armamenti e i combattenti turchi erano vittime di una epidemia, a Vienna le forze turche erano armate come quelle cristiane e in numero tre volte superiore.. Fu sicuramente un miracolo. Appellarsi alla Madonna di Loreto fu sempre un atto di fede e di forza interiore… Purtroppo, ci sono oggi alti prelati che non credono alla traslazione miracolosa della Santa Casa. Dicono che fu smontata e rimontata… Cosa impossibile anche allora e facilmente riscontrabile ancora oggi… Invece, furono gli angeli, o entità molto potenti, o per l’azione della stessa Vergine, a smaterializzare e materializzare di nuovo la Santa Casa. Non occorse molto tempo. La cosa avvenne con la velocità con cui un individuo, per i poteri “interni ed esterni”, come scrive la Chiesa, può smaterializzare e materializzare di nuovo un martello, facendolo passare attraverso il muro di un casa. Ma un conto è un martello ed un altro è un edificio come la Santa Casa. Sì, la Santa Casa fu trasportata da “angeli”. Peccato che, per mancanza di conoscenza (e di fede) molti del clero non credono al miracolo di Loreto… Per me è importante che un ex-materialista storico, divorzia e abortista, come fui io quaranta anni fa, oggi io creda nel miracolo di Loreto e nella mia Santa Mamma.

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    1. Grazie per l’apprezzamento e soprattutto per la fiducia filiale riposta nell’Immacolata. La nostra fede ci insegna che furono gli angeli di Dio a trasportare, non smaterializzare e materializzare, la Santa Casa.

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