Il Battesimo: una responsabilità

Dalla rubrica Risposte ai lettori de «Il Settimanale di Padre Pio», n. 3, 20 gennaio 2019.

M’è capitato di assistere ad un Battesimo ed i genitori del bambino erano conviventi, non sposati in chiesa e neppure praticanti. Tra l’altro pure i padrini erano nella stessa situazione… non capisco che senso possa avere un Battesimo del genere, dove si professa la rinuncia al peccato, mentre invece [lo] si pratica e si accetta pienamente e pubblicamente. Non sembra una sorta di ipocrisia quella del sacerdote che ammette al Battesimo un bambino che per forza di cose non sarà mai educato alla Fede, né potrà avere esempi in famiglia di come si vive il Vangelo o la vita di grazia? […].

battesimo amministrato da padre pio
Il santo Battesimo amministrato da Padre Pio

Ha ragione, Riccardo, viviamo in tempi difficili. Se è vera la situazione che ha descritto, ci sarebbe materia di denuncia del sacerdote ai suoi superiori.
Infatti se i genitori non sono credenti, almeno i padrini dovrebbero, a norma del Diritto della Chiesa, essere scelti tra credenti che possano aiutare il bambino a crescere nella fede: «Perché la grazia battesimale possa svilupparsi è importante l’aiuto dei genitori. Questo è pure il ruolo del padrino o della madrina, che devono essere dei credenti solidi, capaci e pronti a sostenere nel cammino della vita cristiana il neo-battezzato, bambino o adulto [cfr. Codice di Diritto Canonico, cann. 872-874]. Il loro compito è una vera funzione ecclesiale (“officium”) [cfr. Concilio Vaticano II, Sacrosanctum concilium, n. 67]. L’intera comunità ecclesiale ha una parte di responsabilità nello sviluppo e nella conservazione della grazia ricevuta nel Battesimo» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1255).
È vero infatti che il Battesimo contiene la grazia essenziale e fondamentale per la salvezza eterna del bambino, però è vero pure che questa grazia si fonda anche sulla fede di chi è chiamato ad educarlo alla vita cristiana, per il fatto che tale grazia comporta per chi la riceve l’obbligo di adempiere i doveri legati alla filiazione divina. Se questa fede non esiste, anche se il Battesimo è valido ex opere operato [per il fatto stesso che l’azione venga compiuta], tuttavia non potrà portare nel tempo i suoi frutti, se non ci saranno persone pie che educheranno il bambino alla vita cristiana, alla ricezione dei Sacramenti, al rispetto dei Comandamenti e della Chiesa.
Sembra strano che tutto sia dato per scontato nella fede, in un mondo che, al contrario, richiede una sempre maggiore preparazione tecnica e culturale per affrontare i problemi e le soluzioni sempre nuove che si presentano al mondo moderno in continua evoluzione.
Solo i cristiani sembrano così faciloni da poter credere di essere dei veri cristiani senza studiare, prepararsi ed impegnarsi concretamente nella vita cristiana.
Possiamo solo sperare che la divina Provvidenza operi lo stesso in questo bambino tristemente sottratto all’influenza di Cristo, per fargli conoscere cosa è il Battesimo e cosa possa significare per lui.
I ragazzi di oggi, deprivati della fede, ci giudicheranno in futuro perché non hanno ricevuto da noi un bene così grande per la conquista della vita eterna. Forse loro arriveranno a una fede più sofferta e più matura e scopriranno per via soprannaturale la bellezza di essere cristiani, che noi abbiamo rinnegato.


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