Oltre il Concilio, la gnosi

La Chiesa terrena, in moltissimi dei suoi membri (non certo nel suo mistero soprannaturale), ha subìto una sorta di mutazione genetica: l’autocoscienza dei cattolici non è più la stessa. Non c’è più distinzione tra verità e opinione, errore o menzogna, tra bene e male, tra amici e nemici; il principio luterano del libero esame ha trionfato, svuotando la Sacra Scrittura di ogni autorità. La Tradizione è una realtà ormai sconosciuta alla maggioranza dei fedeli, mentre il Magistero non conta più nulla: al massimo si prende quel che fa comodo, ignorando ciò che dà fastidio o non è di conferma alle vedute soggettive del singolo “credente”. In questo Martini ha stravinto, nonostante le sue geremiadi sul ritardo della Chiesa Cattolica; il problema è che quell’uomo (come inequivocabilmente dimostrano le sue blasfeme Conversazioni notturne a Gerusalemme) non credeva affatto in Dio, ma in una sorta di forza immanente che spingerebbe la storia verso un “progresso” puramente orizzontale nel senso inteso dalla rivoluzione massonica, iniziata nel 1789 e giunta al culmine nel 1968.

In una situazione del genere, temo che neanche una dichiarazione chiarificatrice sul Vaticano II che ribadisse la verità cattolica, se mai arrivasse, porterebbe grandi vantaggi, ma cadrebbe nel vuoto, come tanti documenti del Magistero recente non in linea con l’insindacabile spirito del Concilio. Ormai la maggior parte della gerarchia è mentalmente deformata; Bergoglio non fa altro che affermare esplicitamente ciò che già da decenni pensavano tanti preti, vescovi e cardinali, pur senza manifestarlo troppo chiaramente perché non si poteva. Ora si sentono liberi di venire allo scoperto – e questo, in ogni caso, è per noi un vantaggio: riconoscendoli per quello che sono veramente, senza maschera, possiamo respingerli come falsi pastori; pur non avendo l’autorità di farlo pubblicamente, ne abbiamo comunque il diritto e il dovere nel foro interno della coscienza.

Il problema è più profondo di un concilio inopportuno: la nouvelle théologie, che quel concilio ha consacrato, ha portato col tempo al rigetto della metafisica e all’oblio della dimensione soprannaturale, con la conseguente caduta nel naturalismo e la mondanizzazione della Chiesa, ridotta a movimento politico o ad agenzia umanitaria che deve a tutti i costi assecondare un mondo a sua insaputa già cristiano, anziché convertirlo e correggerlo per la sua salvezza eterna. Tutti gli orientamenti, veri o falsi, sono ammessi in quanto ridotti a diverse “interpretazioni”, ma non si sa di cosa, visto che non c’è più un oggetto definito da conoscere mediante la fede e neanche una base comune a livello di semplice logica. La razionalità stessa è stata oscurata, a vantaggio di un “pensiero” liquido che può imporsi unicamente con gli abusi di potere e la manipolazione delle coscienze.

In realtà il diavolo ci ha gabbati facendoci concentrare su un fronte secondario, mentre le sue forze avanzavano indisturbate alle nostre spalle. I russi la chiamano maskirovka, strategia diversiva. Il Vaticano II era già superato alla sua conclusione, dato che, nei progetti di coloro che ne avevano preso il controllo, era soltanto uno strumento per aprire un varco alla loro gnosi anticristica. Mentre ci lambiccavamo a capire come interpretare l’ultimo concilio in modo corretto, cioè in continuità con la Tradizione, questa gnosi ha dilagato fino a sommergere tutto e a sostituire la fede. Ai novatori non importa più nulla di quello che è stato il concilio per antonomasia: da intoccabile superdogma esso è diventato, come tutto il resto, un rottame del passato. Dopo che quell’evento è stato sfruttato per cancellare quanto lo aveva preceduto e abbattere così ogni barriera, sono andati ben più lontano delle premesse poste allora; ormai lo rievocano solo di tanto in tanto come puro nome, privo di contenuto reale, per giustificare le loro derive senza fine.

Le dottrine gnostiche articolano la storia in cicli distinti sempre più perfetti; in ognuno di essi sorge un nuovo mondo, la cui comparsa comporta la distruzione del precedente e l’instaurazione di un ordine diverso, più corrispondente a quello occulto della sapienza iniziatica, noto – ovviamente – soltanto a pochi eletti, ma consistente in realtà nella totale distruzione dell’ordine naturale (e con esso della Chiesa, degli Stati e dell’umanità stessa, in omaggio all’odio satanico che lo ispira). La storia recente della Chiesa Cattolica si spiega così; non c’è dunque da meravigliarsi più di tanto, alla luce di tutto ciò, della progressiva demolizione del dogma, della morale, dei Sacramenti e dell’autorità gerarchica: è l’obiettivo scientemente voluto e sistematicamente perseguito dalle società segrete, secondo un preciso programma elaborato alla fine dell’Ottocento.

Il “Cristo” dello spiritualismo occultistico non è certo la Seconda Persona della Trinità che ha assunto la natura umana per salvarci, ma un indefinito “spirito” in continuo sviluppo che si identifica con l’universo o con l’umanità, da cui tutto emana senza fine – compresi i contrari – e che giunge a compimento nell’uomo iniziato, il quale si autoredime (non dal peccato, ma dall’ignoranza e dalla molteplicità del mondo materiale) “deificandosi” mediante la propria conoscenza. Ma, al di là delle intricatissime dottrine, di un’allucinante irrazionalità, proprie delle svariate sètte gnostico-massoniche, il reale e comune oggetto del loro culto è il diavolo. I satanisti, accanendosi con astio demoniaco contro la giustizia di Dio, lo esaltano come il vero amico degli uomini, portatore del progresso e liberatore dal tiranno celeste, pur sapendo perfettamente di dannarsi in tal modo all’Inferno, dove contano però di poter alleviare l’eterno tormento con il perverso godimento di bestemmiare senza fine il Creatore.

In questo quadro i dogmi, i riti e le strutture della Chiesa Cattolica sono un rivestimento transeunte che l’unica religione eterna, base comune di tutte le religioni storiche, ha assunto in una determinata epoca e cultura, ma che deve necessariamente essere aggiornato in funzione dei tempi nuovi, forieri di un nuovo ordine del mondo. Il cardinale Achille Liénart (1884-1973), arcivescovo di Lille e, da massone, cavaliere qadosh (titolo corrispondente al trentesimo grado del rito scozzese, che implica la partecipazione al culto di Lucifero), proprio questo aveva di mira quando, il secondo giorno del Concilio, infranse la procedura esigendo con un banale pretesto che fosse rimandata la votazione delle commissioni nominate dal Papa, che furono poi completamente rifuse per introdurvi i teologi neomodernisti sanzionati da Pio XII, con il conseguente rigetto di tutto il lavoro preparatorio. Sarebbe stato lui stesso, in punto di morte, a rivelare questo retroscena al confessore, autorizzandolo al contempo a divulgare il contenuto dell’accusa. Il moribondo avrebbe altresì asserito che il danno da lui provocato insieme con i suoi sodali era così grave che per la Chiesa, umanamente, non c’era più nulla da fare.

Che il racconto sia autentico o meno, la triste realtà che è sotto i nostri occhi ci conferma comunque che – ahimè – l’affermazione è fin troppo vera. Bisognerebbe essere ciechi per non vedere che la Chiesa Cattolica ha imboccato la via dell’autodemolizione e che ormai, dopo cinquant’anni, regna in essa una confusione babelica. Questo è il punto d’arrivo di una lunga parabola che parte dall’Eden, quando il tentatore, l’angelo ribelle che si era rifiutato di servire il Creatore (non serviam), istigò i progenitori alla disobbedienza illudendoli di poter in tal modo diventare come Dio (eritis sicut dii). Da allora egli continua a sedurre gli uomini con una falsa sapienza che rappresenta un sovvertimento della Rivelazione. Essa si è dapprima espressa nelle antiche dottrine talmudiche, poi – per influsso di quelle – nella filosofia moderna e contemporanea, infine assunta a fondamento intellettuale dalla nouvelle théologie, che ha partorito il Vaticano II.

Se, nell’attuale cristianesimo geneticamente modificato, non c’è più posto per la trascendenza, la grazia, la preghiera, la santificazione e la vita futura, ma solo per un’innocua religiosità emotiva e sentimentale, vero oppio dei popoli, o per un piatto impegno umanitario funzionale al mondialismo, è perché le sue premesse non sono più nella Rivelazione divina, bensì nella gnosi cabalistica. Qui la realtà oggettiva (che comprende pure la finitezza, la malattia e la morte) non conta più nulla, ma è negata in nome di un’illusoria idea di progresso senza fine; la pretesa salvezza dell’umanità proviene non dal misericordioso intervento di Dio a favore di chi si converte cambiando vita, quanto da un’illimitata acquisizione di conoscenze che consentano la manipolazione tecnocratica della natura – progressivamente violentata fino all’alterazione dell’uomo stesso – da parte di un’oligarchia di “illuminati” che, per realizzare i propri scopi di potere, ha narcotizzato le coscienze.

In questo caos pianificato, non smettiamo mai di ringraziare il Signore di averci conservato la fede e la ragione. È una grazia straordinaria per chi è stato chiamato a vivere all’epoca della grande apostasia camuffata da legittimo sviluppo della fede. Il cosiddetto rinnovamento, in realtà, ha partorito un’altra religione (con un’altra dottrina, un altro culto e un’altra morale) artificiale e caduca, funzionale alla comparsa dell’unica religione universale della massoneria. Ciò non significa che sia nata un’altra Chiesa, in quanto la Chiesa non può se non essere una, quella fondata da Gesù Cristo. Se si parla di neochiesa, bisogna intendere il corpo estraneo e parassitario che si è formato in seno ad essa ed è silenziosamente cresciuto come un cancro, fino a invadere tutto l’organismo con le sue metastasi. La nostra missione, in attesa che l’onnipotente Medico celeste lo rimuova, è quella di collaborare con la Provvidenza per custodire il dono ricevuto e aiutare a ritrovarlo o ad accoglierlo almeno chi vi è disposto; a tal fine ci vuole tanta preghiera, tanto studio… e tanta penitenza. Non scantoniamo in facili scorciatoie che ci porterebbero fuori dell’unica Chiesa di Cristo. A Bruno Cornacchiola, dopo averlo convertito all’istante dalla sua via di perdizione, la Vergine della Rivelazione intimò: «Chi è dentro, per grazia, non esca; chi è fuori, per grazia, entri!».

Fonte:
https://lascuredielia.blogspot.com/2019/02/oltre-il-concilio-la-gnosi-la-chiesa.html


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