Sappiamo riconoscere i nostri tempi?

Fine dei tempi

Forse anche a te, gentile lettore o lettrice, piacerebbe tanto poter vivere in una relativa pace mondiale gli anni che ti restano. Ciò pur sapendo che non c’è vera vita cristiana senza croce, senza un impegno eroico che porti a diventare santi e a spargere fermenti di santità.
Tuttavia, guardiamoci intorno: chi può negare che le profezie bibliche e le rivelazioni private riconosciute dalla Chiesa riguardino proprio i nostri tempi?
Per quale generazione, se non per la nostra, il Signore ha chiesto: «Ma il Figlio dell’uomo, quando tornerà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18,8).
E chi sono se non gli occidentali di oggi, quelli che al Re, prima che ritorni nella gloria, mandano «dietro un’ambasceria a dire: Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi» (Lc 19,14)?
Non sono i cuori dei nostri paesi, delle nostre città, delle nazioni del mondo attuale quelli nei quali «per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà» (Mt 24,12)?
Non parla forse San Paolo della chiesa ufficiale non più cattolica ma venduta al mondo, quando annuncia: «Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole» (2 Tm 4,3-4)?
Da Quito, in Ecuador, e dal XVI secolo, una santa suora raccoglie e trasmette parole che sono il ritratto della nostra società, denunciando…

…lo spirito avvelenato di impurità che in quel tempo dominerà, percorrendo le strade, piazze e i luoghi pubblici come un mare immondo e godendo di una libertà talmente sorprendente che quasi non resteranno più nel mondo anime vergini. Il quarto significato è il riconoscimento del potere delle sette, che abilmente si introdurrà nelle famiglie estinguendo l’innocenza nei cuori dei piccoli, soffocando in tal modo anche le vocazioni sacerdotali… Disgraziatamente, la Chiesa passerà allora attraverso una notte oscura in cui mancherà un prelato e un padre che vegli con amore, con dolcezza e forza, perspicacia e prudenza, e molte anime si perderanno mettendo in pericolo la loro stessa salvezza eterna.

E qual è oggi il volto di Roma, la città dove furono San Pietro e San Paolo stessi a portare la fede, e che fu poi colmata di doni spirituali nella storia gloriosa dei Pontefici e della Cristianità? Non è forse già riconoscibile la «grande prostituta» che siede sui «sette colli» la «madre delle prostitute e degli abomini della terra» (Ap 17)?
Per quali tempi, se non i nostri, la Beata Anna Caterina Emmerick (1774-1824), guardando nel futuro, vede…

…anche il rapporto tra i due papi. […] Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [di Roma]. Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità… Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà.

Come non pensare a quello che sta succedendo in Vaticano nei nostri giorni e a tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose, le comunità e gli istituti cattolici che dal 2013 ad oggi sono crudelmente perseguitati, commissariati, destituiti, allontanati dalla cura delle anime, infangati e ridotti sul lastrico?
Poi per quale clero e per quale gente, se non quelli che abbiamo intorno, la stessa Beata osserva:

Anche se rimanesse un solo cattolico, la Chiesa vincerebbe di nuovo perché non si fonda sui consigli e sull’intelligenza umani. Mi fece anche vedere che non era rimasto quasi nessun cristiano, nell’antico significato della parola.

La profezia de La Salette (1846) non scandisce forse per i nostri tempi la previsione che «Roma perderà la Fede e diventerà la sede dell’anticristo. I demoni dell’aria con l’anticristo faranno dei grandi prodigi sulla terra e nell’aria e gli uomini si pervertiranno sempre più»?
E da Fatima non ci vengono annunci che riguardano strettamente il nostro presente e vicinissimo futuro?
Tuttavia a Fatima, nel 1917, Maria Santissima, Madre di Dio e dei cristiani, Condottiera dei suoi figli a Lei consacrati e devoti, ha anche solennemente annunciato: «Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà!».
E allora, eccoci. Fedeli a Cristo nel piccolo resto dei suoi fedeli, in mezzo ai lupi della falsa chiesa che si è accordata con il mondo, noi andiamo avanti.
Con un sorriso, giorno dopo giorno cerchiamo di strappare un sorriso e di salvare più anime possibili, al prezzo che Dio ci chiederà.
E poi un giorno, se saremo stati credibili e perseveranti, il Signore Gesù ci dirà: «Bene, servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone».
Guai, invece, a chi avrà seppellito i propri talenti e quelli degli altri. «Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha» (Mt 25,29).


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