È peccato andare dai cartomanti? La risposta della Chiesa

Cartomanzia a colori

Sono stata da una cartomante e sono rimasta sconcertata perché mi ha detto una verità che riguarda la mia vita che non ho rivelato mai a nessuno.
Come poteva conoscerla? Quali sono i poteri delle cartomanti e che ne pensa la Chiesa?

Può accadere che una cartomante possa leggere nei tarocchi una situazione particolare passata o presente che ha vissuto la persona che le sta davanti. In alcuni casi addirittura può predire una situazione che accadrà in futuro.
In questi casi come ben lei ha evidenziato, si tratta di poteri… poteri occulti dati dal demonio alle persone che iniziano queste pratiche. Il demonio a volte rivela alcune verità che nessuno conosce tranne la persona interessata tanto da stupirla. Ma il demonio è soprattutto il padre della Menzogna e fa dire alla cartomante anche bugie che spesso spaventano le persone.
Qualche anno fa una ragazza che stava per sposarsi, sconvolta mi raccontò che era stata da una cartomante la quale le aveva detto che dopo il matrimonio il marito sarebbe morto.
Naturalmente non è stato così, ma le assicuro che la ragazza era terrorizzata da quella rivelazione e ha vissuto anche male i primi anni del matrimonio.
Nella comunità cristiana ci può essere una persona che ha doni ricevuti da Dio per il bene della comunità come troviamo nella prima lettera di San Paolo quando parla dei carismi (c. 12). Ma certamente non sono le cartomanti ad avere doni da Dio. Inoltre le persone che hanno ricevuto doni da Dio per il bene delle persone non accettano denaro al contrario delle cartomanti che addirittura dicono che se non vengono retribuite non hanno potere di leggere bene le carte.
Perciò, anche se a volte il demonio può indovinarci, non significa che conosce a priori l’esito finale degli eventi. Solo in rari casi Dio consente a chi pratica arte divinatoria di sapere in anticipo l’esito di qualche evento futuro, per motivi che spesso a noi sfuggono ma pur sempre nell’utilità dell’ottica divina. La conoscenza totale di tutto, in tutti, e in ogni momento, è di sola pertinenza divina. Solo Dio ci conosce nell’intimo più profondo, il Diavolo non può entrare nell’anima e non conosce i nostri pensieri, può solo suggerirci i suoi pensieri e studiarci accuratamente per vedere come ci comportiamo esternamente. Conoscendo le nostre debolezze, i vizi, i peccati, le aspirazioni, egli è pronto a darci le risposte che più ci aspettiamo per renderci soddisfatti, con l’unico scopo di legarci a lui e portarci su strade sbagliate.
Occorre quindi dire che, a parte il caso dei numerosi ciarlatani e dilettanti in circolazione, coloro che leggono le carte spesso sono veri e propri operatori dell’occulto che si muovono sotto la guida invisibile di entità spirituali maligne.
Coloro che si fanno leggere le carte quindi violano apertamente il primo comandamento (“Io sono il Signore, tuo Dio… non avrai altri dei di fronte a me”), entrano in contatto diretto con il mondo infernale aprendo delle porte difficili poi da chiudere ed esponendosi al rischio di infiltrazione spiritica. Infatti, gli esoteristi e occultisti insistono molto sul fatto che i tarocchi debbano essere “attivati” prima del loro utilizzo.
Per questa ragione essi insistono sulla necessità di effettuare dei riti di “purificazione” e successivamente “consacrazione” delle carte a determinati spiriti.
Le consiglio di non ricorrere più alla cartomanzia e durante la celebrazione del sacramento della Confessione di confessare anche questo peccato.
È inoltre opportuno pregare Dio affinché spezzi ogni vincolo occulto creatosi e rinunciare nel nome di Gesù ad ogni spirito magico e di divinazione a cui potremmo esserci legati. La Sacra Scrittura ci mette in guardia su ogni forma di divinazione: “Non vi rivolgete né ai necromanti, né agli indovini, non li consultate per non contaminarvi” (Lv 19,31).
La persona che si abbandona completamente a Dio non è preoccupata per nulla, né per il passato, né per il presente, né per il futuro, perché crede fortemente nella Sua bontà e non teme. Infatti è proprio il non abbandonarsi completamente a Lui che intralcia i suoi benefici su di noi. Se desiderasse approfondire l’argomento può scriverci ancora o partecipare agli incontri del G.R.I.S. ogni ultimo venerdì del mese presso il Centro Pastorale in via Pizzi 25 a San Benedetto del Tronto.
Il GRIS (Gruppo Ricerca Informazione Socio-religiosa) è un’associazione riconosciuta della CEI, impegnata sin dalla sua costituzione a svolgere attività di pastorale della Chiesa cattolica di fronte alla sfida del Movimenti Religiosi Alternativi.

Fonte:
http://www.ancoraonline.it/2014/12/23/gris-risponde-cartomanti-ne-pensa-chiesa/


5 risposte a "È peccato andare dai cartomanti? La risposta della Chiesa"

  1. Buongiorno Isidoro. Innanzi tutto la ringrazio per il suo articolo.
    Faccio due dovute premesse: la prima è che leggo i tarocchi, la seconda è che non li uso per rivelare il futuro e non sono né un esoterista e né un occultista. So che può suonar strano a chi non è del settore, ma la lettura delle carte non è necessariamente legata a esoterismo, occultismo, evocazione di entità o altro. Ci sono molti modi di approcciare allo strumento.

    L’utilizzo dei tarocchi da parte degli occultisti è una pratica successiva alla nascita dei tarocchi, e la stupirà molto sapere che quando i Tarocchi assunsero il numero di 22 trionfi con allegorie stabili, ciò che andarono a rappresentare fu la scala mistica cristiana, insegnando agli uomini come avvicinarsi a Dio.
    Quindi, in verità, vederli come strumenti del demonio non è del tutto corretto, anzi, l’opposto. Erano quasi uno strumento di catechismo dove si apprendevano le virtù e i peccati in modo visivo.
    Quello su cui concordo appieno con lei è che purtroppo oggi, o meglio, negli ultimi due secoli, i tarocchi sono stati associati a credenze popolari e ciarlataneria, oltre a esoteristi e occultisti che in realtà di esoterismo ed occultismo sanno poco o nulla.
    Ci tenevo a precisa questi punti storici poiché è importante, qualunque sia l’opinione in merito a una pratica, conoscerla prima di trarne giudizio.
    Grazie ancora per il suo spunto.
    Andrea

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    1. Caro Andrea,
      grazie a lei per aver voluto aggiungere altre conoscenze sull’argomento.
      Le confesso però che le sue notazioni mi lasciano perplesso, in quanto non ho mai sentito o letto, istruendomi nella nostra fede cattolica, che i tarocchi fossero uno strumento per avvicinarsi a Dio. Si tratterebbe in tal caso addirittura di una pratica devota…
      Quello che mi sento di suggerire, a lei e ai lettori, è di seguire il Magistero della Chiesa e i santi maestri della fede per il nostro cammino di perfezione cristiana.
      La saluto cordialmente e offro la mia preghiera per lei alla Madonna.

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      1. Buongiorno Isidoro, la ringrazio della sua gentile risposta e della sua preghiera a me rivolta.

        In merito all’argomento, può ampliare le sue informazioni in merito all’associazione tra i Tarocchi e la scala mistica cristiana nel Sermo perutilis de ludo cum aliis del 1450-1500 o nel Discorso in merito all’ordine dei Tarocchi di Francesco Piscina del 1565, così come nei saggi dell’Associazione Le Tarot.

        Le riporto inoltre un breve estratto di un articolo presente sul blog “rinascimentoitalianart”:

        “Nelle sculture delle chiese romaniche, nelle vetrate delle chiese gotiche e nei testi moralizzanti dell’enciclopedismo medievale si vedono numerose immagini identiche ad Arcani Maggiori dei Tarocchi; per esempio Virtù cardinali e teologali, la Morte, Angeli, Diavoli e Giudizio finale. Non a caso, tutti i maggiori iconologi del Novecento, inclusi insigni esoteristi come Arthur Edward Waite e Gerard Van Rijnberk, sostengono che l’origine dei Tarocchi affondi nel cristianesimo medievale.

        […]

        Il giurista italiano Francesco Piscina nel Discorso sopra l’ordine delle figure dei Tarocchi (Mondovì, 1565) definì l’ignoto inventore dei Tarocchi come «buono e fedel seguace della Catholica et Cristiana fede»; inoltre, Piscina affermava che l’ordine dei 22 Trionfi evidenzia «molti ammaestramenti morali… per mordere i cattivi et pestiferi costumi diffusi oggidì.»”

        Spero di averle fatto cosa gradita ampliando l’argomentazione. Premetto che non è assolutamente mia intenzione convincere nessuno in merito ai tarocchi, soprattutto in questo momento storico dove siamo circondati da ciarlarani e da persone assolutamente disoneste in merito, semplicemente trovo preziosa la ricerca storica per cercare di dare maggiore comprensione su un tema molto poco conosciuto ma molto dibattuto.

        Le auguro una splendida giornata e la ringrazio per la sua cortesia.
        Andrea

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      2. Caro Andrea, mi trovo in viaggio e ho già modo di rispondere al suo approfondimento. Vede però che per soffermarsi sul tema dei tarocchi, lei si trova – spero suo malgrado – a citare un passo dove si parla di “insigni esoteristi”. Proprio qui sta il punto. L’esoterismo è fuori dalla fede cattolica. I tarocchi non sono una pratica devota, e se hanno qualcosa di soprannaturale, sicuramente non è di origine celeste. Non sarebbe il primo caso di un’esperienza estranea alla retta fede, ma dove appaiono segni apparenti di fede. So per esempio che certi maghi ostentano nei loro locali immagini sacre… questa commistione tra sacro ed esoterismo non promette bene. Su, caro Andrea, liberiamoci da tarocchi e cose simili e viviamo una limpida vita di devozione, santificandoci sotto la guida di Maria nostra Madre. Un caro saluto e torno a pregare per lei.

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      3. Buongiorno Isidoro, la ringrazio per la celere risposta. Io nel citare ho riportato la frase così come era scritta per non alterare lo scritto di un autore, ma ciò su cui mi volevo soffermare era semplicemente la questione storica. I tarocchi sono stati utilizzati dagli esoteristi solo a partire dal tardo millesettecento, mentre l’origine dei tarocchi risale a più di tre secoli e mezzo prima, la loro origine non era esoterica. Come detto nella mia prima risposta io non sono un esoterista, né mi occupo di studi esoterici od occultistici. Il mio fornire un approfondimento era solo un voler dare delle informazioni “storiche” in merito a uno strumento molto spesso attaccato “a priori” ma senza una doviziosa indagine storico-culturale. L’immagine della fattucchiera o dell’esoterista che vede il futuro nelle carte è una immagine pressoché ottocentesca che poco ha realmente a che fare con i trionfi (nome che avevano in origine i tarocchi). Tutto qui.
        Grazie ancora per la risposta,
        Andrea

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