Da chi è governata l’Italia?

Salvini intervistato 30.03.2019

Sabato 30 marzo 2019

Questa mattina Matteo Salvini, capo della Lega Nord, figura centrale dell’attuale governo italiano, si è rivelato più che mai.
Non bastavano il turpiloquio, le relazioni con donne nonostante abbia alle spalle un matrimonio e in vita un figlio, la proposta di costringere le ragazze al servizio militare o civile, l’insistenza a rendere di nuovo legali i bordelli.
No, non bastava. Dovevamo essere ben consapevoli che l’Italia è in condizioni disperate, perché da 150 anni sprofonda sempre più nell’abisso dei peccati mortali.
Ci voleva qualcosa per ricordarci che si prepara il peggio, prima che Dio annienti il potere perverso dei capi delle nazioni.
In questi giorni si sta svolgendo a Verona il Congresso Mondiale delle Famiglie, e il sig. Salvini coglie l’occasione per dichiarare:

«Io non voglio togliere niente a nessuno! Sull’aborto, il divorzio… Ognuno fa l’amore con chi vuole…».

Poi sul palco del Congresso ha fatto un discorso probabilmente estenuante di 30 minuti, concludendo con le parole: «Ritenetemi al vostro fianco, ciascuno mantenendo le sue priorità». Ma che dice? Al fianco di chi? Noi siamo per la vita e per il progetto di Dio sull’uomo, non per i peccati mortali che questo signore difende e propaga!
L’omicidio volontario, per di più di un bimbo nel grembo materno, e il peccato impuro contro natura sono due dei quattro peccati che gridano vendetta davanti a Dio. Proprio non volete tornare indietro?
Non pensate ancora di inginocchiarvi, anzi stendervi con la faccia a terra e gridare la vostra implorazione di perdono a Dio, all’Italia, al mondo? Avete sulla coscienza sei milioni di bimbi trucidati solo nel nostro Paese, la rovina della famiglia cristiana, la disperazione dei figli senza genitori uniti, la dannazione eterna di milioni e milioni di vostri connazionali. Non vi basta ancora?
Davanti a Dio tutto si paga, nel bene e nel male, diceva San Pio da Pietrelcina, il nostro Padre Pio.
Sì, aspettiamo che Dio ci faccia giustizia, ma non rimaniamo con le mani in mano. Reagiamo, se ci è rimasto un minimo di fede e dignità!


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