Terzo dolore. Lo smarrimento di Gesù

Ritrovamento di Gesù nel tempio

di Padre Stefano M. Manelli, FI

Il terzo dolore di Maria Santissima si presenta come un mistero di dolore che trova la sua spiegazione soltanto nella missione salvifica della Madre divina, ossia nella missione che Ella ebbe quale Madre Corredentrice universale, condividendo in pienezza e totalità la missione di Gesù, il Salvatore, «servendo al mistero della Redenzione sotto di Lui e con Lui», come spiega il Concilio Vaticano II (LG 56).
Di fatto, dopo il ritorno dall’Egitto, nello scorrere sereno di molti anni vissuti in quell’umile casetta di Nazareth, durante l’infanzia e la fanciullezza di Gesù si viveva una vita di cielo, con esperienze di Paradiso per la Madonna e per san Giuseppe, pur vivendo, la Sacra Famiglia, una vita molto semplice e molto povera agli occhi del mondo.
In effetti, la Madonna e san Giuseppe, nella loro povertà, vissero giorni, mesi e anni di ineffabile comunione d’amore con Gesù bambino e ragazzo. E ogni anno si premuravano anche di fare il pio pellegrinaggio da Nazareth a Gerusalemme per celebrare più santamente la principale e più grande festa del popolo ebreo: la Pasqua degli azzimi.
Quando Gesù ebbe raggiunto l’età dei dodici anni, però, in occasione del viaggio-pellegrinaggio pasquale a Gerusalemme, ci fu la novità di un terribile dolore per la Madonna e per san Giuseppe: Gesù ragazzo, infatti, senza che i genitori lo sapessero, invece di tornare con loro a Nazareth, volle restare a Gerusalemme, da solo.
Soltanto alla sera del primo giorno di cammino per il ritorno da Gerusalemme a Nazareth, la Madonna e san Giuseppe si accorsero che Gesù non c’era nel loro gruppo di pellegrini. Durante il viaggio, infatti, la Madonna pensava che Gesù stesse con san Giuseppe, e san Giuseppe, invece, pensava che Gesù stesse con la Madonna, dal momento che i bambini e i ragazzi potevano stare indifferentemente con il papà o con la mamma.
Non appena, alla sosta per la notte, essi si accorsero dell’assenza di Gesù nella carovana, un grande manto di tristezza e di angoscia invase l’anima dei due santi Sposi, i quali immediatamente si misero alla ricerca di Gesù, prima tra i pellegrini della carovana, e poi lungo la strada, tornando a Gerusalemme, a piedi, da soli.
Arrivati nella Città santa, quale non fu la loro angoscia nel camminare e girare per le vie di Gerusalemme, cercando in ogni luogo possibile la presenza di Gesù, ragazzo dodicenne! Dove poteva mai essere?… Che cosa poteva essere successo?… Come spiegare questa sua assenza così improvvisa?… A chi rivolgersi, oltre che a Dio nella preghiera?
L’ansia della ricerca acuiva il dolore e la stanchezza dei due santi Sposi. Dopo il primo e il secondo giorno di affannosa ricerca, Gesù non l’avevano trovato. Al terzo giorno, però, recatisi essi al Tempio per pregare e per trovare sostegno nel loro travaglio, ebbero la sorpresa di udire, proprio là, nel Tempio, la voce di Gesù, e poterono subito vederlo mentre parlava fra i dottori del Tempio (che erano gli scribi e i farisei).
Un balzo al cuore fece trasalire la Madonna e san Giuseppe! Ecco Gesù, lo avevano ritrovato sano e salvo: era là, nel Tempio. D’impulso, la Madre non può trattenersi dal dire a Gesù la prima e più importante parola: «Figlio»! Come poteva non esserci tutto il suo Cuore materno che ha sofferto lo strazio indicibile della separazione inspiegabile dal suo tesoro di infinito amore, in quei tre giorni che dovettero sembrare interminabili…
«Figlio, perché ci hai fatto questo? Tuo padre ed io, angosciati, ti abbiamo cercato» (Lc 2,48). Misurare quell’angoscia della Madonna e di san Giuseppe!… Chi potrebbe mai, se non soltanto Iddio Onnipotente? Per avere un’idea, in particolare, della sofferenza della Madonna dovremmo sapere a quali vette celestiali e ardenti arrivava il suo amore a Gesù che Ella aveva sempre presente accanto a sé. Ma come potremo noi saperlo? Impossibile. E proprio l’incommensurabilità dell’amore della Madonna a Gesù, e, reciprocamente, dell’amore di Gesù alla Madonna, può aiutarci a intuire l’immensità dell’angoscia della Madonna durante quei tre giorni di separazione da Gesù, misteriosamente scomparso e rimasto solo a Gerusalemme.
È nella misura della sofferenza che si trova la misura dell’amore verso una persona. L’angoscia della Madonna verso Gesù, smarrito in quei tre giorni, non poteva non essere un’angoscia incommensurabile, proprio perché il suo amore a Gesù era davvero incommensurabile! Perché noi, invece, con tanta facilità ci dimentichiamo di Gesù e della Madonna, senza soffrirne?… Proprio perché il nostro amore a Loro è debole, è fragile, è fuoco semispento. Dovremmo perciò pregare spesso al Madonna Addolorata con le parole del beato Jacopone da Todi: «Fa’ che arda il mio cuore»!….

Perché lo smarrimento di Gesù?

La gravità del dolore della Madonna per lo smarrimento di Gesù, che era restato solo a Gerusalemme, senza avere avvertito i genitori, è data soprattutto dalla sua inspiegabilità apparente. Per evitare un dolore così terribile, infatti, sarebbe bastato che Gesù avesse avvertito i genitori del suo bisogno di restare a Gerusalemme ancora per qualche giorno, evitando, in tal modo, di sottrarsi nascostamente ai loro sguardi, e risparmiando a loro, di conseguenza, la dolorosa prova di tre giorni di angoscia amarissima.
Restando Gesù da solo a Gerusalemme, invece, all’insaputa dei genitori (che lo credevano presente nella carovana in cammino per il ritorno a Nazareth), non può non apparire chiaro che il punto più amaro di tutto l’evento è dato dalla constatazione evidente secondo cui tale grande dolore dei genitori è stato voluto e provocato precisamente da Gesù: è Gesù stesso, cioè, che ha voluto e ha scelto di arrecare quella terribile sofferenza alla sua Mamma e a san Giuseppe, suo padre putativo. Con il padre Faber si potrebbe anche dire che «Gesù leva dal cuore di Maria la spada di Simeone e vi immerge la sua». Come mai?
La risposta a questo doloroso interrogativo ci può venire soltanto dal progetto divino della Redenzione universale da realizzare nel tempo stabilito. Gesù è il Redentore, Maria è al Corredentrice, secondo il piano salvifico voluto da Dio nella sua imperscrutabile sapienza. La sofferenza, perciò, deve essere l’anima della Redenzione. La Redenzione espiatrice del “peccato”, quindi, non può realizzarsi che nella sofferenza.
A Betlemme, infatti, nella povera e misera stalla per il Natale di Gesù, quanta sofferenza! Nella Presentazione di Gesù Bambino al Tempio, ugualmente, alle parole del santo vecchio Simeone sulla “spada che trapassa l’anima” di Maria Santissima, quanta sofferenza! La fuga precipitosa della Sacra Famiglia in Egitto, infine, come poveri perseguitati costretti all’esilio, per salvare la vita di Gesù Bambino, quanta sofferenza! È evidente che la sofferenza è l’anima conduttrice della Redenzione universale.
Orbene, smarrire Gesù, ragazzo dodicenne, a Gerusalemme, e ritrovarlo al terzo giorno di ricerca affannosa e di sofferenza amarissima, è stato, soprattutto per la Madonna, un capitolo acerbo di dolore redentivo che ha fatto penetrare più in profondità la “spada” del dolore che doveva appunto servire a portare avanti il piano salvifico di Dio, preparando, in certo senso, il capitolo finale di sangue iniziato nell’orto del Getsemani e terminato sul Calvario.

Dolore imprevisto

È stato ben detto da molti, infatti, che, nei suoi tre giorni di separazione dai genitori, Gesù ha voluto in certo modo anticipare, profeticamente, alla sua Mamma Corredentrice, i “tre giorni” di amarissima separazione e di dolore senza misure del Giovedì Santo, del Venerdì Santo e del Sabato Santo; e nello stesso tempo ha voluto già offrire alla Mamma un’occasione di sofferenza davvero angosciosa: una sofferenza, appunto, simile a quella futura “assenza” durante il triduo della Passione e Morte, una sofferenza, perciò, particolarmente feconda di grazia per la sua missione materna di Corredentrice.
La sofferenza dei tre giorni dell’assenza di Gesù dodicenne, però, non poteva non essere particolarmente acuta per la Madonna, poiché, a differenza della separazione dolorosissima che sarebbe avvenuta nel triduo della Passione e Morte, e che la Madonna aveva già appreso leggendo il profeta Isaia, questa separazione da Gesù dodicenne a Gerusalemme, invece, si può ben pensare che fosse da Lei del tutto ignorata; e, in più, in questa occasione, il pensare a Gesù che aveva soltanto dodici anni e che per tre giorni si trovava da solo in una grande città come Gerusalemme, non poteva che angustiare al massimo la Madonna e san Giuseppe.
Ha scritto bene il pio Abbatelli affermando che per Maria santissima la sofferenza dell’assenza inspiegabile di Gesù per tre giorni interi non poteva non essere incommensurabile, pensando che vivere «scompagnata da Gesù era per Lei più che rapirle il cuore dal petto, la vita dal cuore, il paradiso dall’anima», e che soltanto «nelle pene di Gesù abbandonato dal Padre, noi riscontriamo un mistero conforme alle pene di questa Madre abbandonata dal Figlio».
È splendida questa riflessione del pio Abbatelli, che mette ancora in maggior risalto l’unità del disegno redentivo di Dio, e l’unità fra i due protagonisti primari della Redenzione universale, che erano il Redentore e la Corredentrice: anche qui, di fatto, la Corredentrice ha fatto unità con il Redentore per la missione salvifica da compiere.
Aveva ben ragione la serva di Dio Lucia Mangano di affermare con parole di grande sofferenza: «Quanto sono stolti gli uomini! Essi hanno veri tesori nella Passione di Gesù e nei dolori della Madonna, e non sanno approfittarne». Vogliamo forse appartenere anche noi a questi “stolti uomini”? La divina Madre Addolorata voglia salvarci!

Padre Stefano M. Manelli, FI

Da «Il Settimanale di Padre Pio» – 17 marzo 2019 – n. 11.


Una risposta a "Terzo dolore. Lo smarrimento di Gesù"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...