Il Premio Letterario “Città di Castello”. Sesso, satana e niente soldi

Città di Castello, veduta con il Duomo
Veduta di Città di Castello

Forse anche tra voi c’è chi scrive poesie, racconti, saggi o quant’altro e medita di pubblicarli, magari tramite un concorso letterario.
Ebbene, in Italia, nella regione della verde (o rossa) Umbria, abbiamo il Premio Letterario “Città di Castello”, intitolato alla cittadina dove si svolge.
Dante nel suo viaggio ideale si è spinto fin dentro l’inferno, con il fine d’irrobustire la sua fede e quella dell’umanità intera. Anche noi vogliamo esplorare questo premio letterario non per gettare nello sconforto gli abitanti del posto e altri ancora, ma per ravvivare la fede di tutti.
Vediamo, intanto, l’aspetto del vile ma utile denaro.
Come forse saprete, molti concorsi in ambito letterario sono a partecipazione gratuita. Quanto ai premi, non pochi offrono belle somme o sommette ai vincitori, oltre alla pubblicazione. Anche in questi casi, l’iscrizione è gratis o si richiede una modica cifra.
A Città di Castello invece viene indetto ormai da anni uno tra i premi letterari più esosi,Premio Letterario Città di Castello 445x617 pxl se non il più ferocemente avido. Bisogna sborsare la cifra pazzesca di 40 euro per iscriversi, e neanche con il primo premio il vincitore vede l’ombra di un centesimo. Per di più, solo i primi due classificati ottengono la pubblicazione. Così anche nell’attuale edizione 2019. Gratificante, vero?
Sorge la domanda: tutti quei soldi, che tolte debitamente le spese dovrebbero andare ai primi classificati, chi se li intasca invece? Non saranno forse dei “premi” per la “partecipazione” dei giurati?
Beh, penserete voi, sarà allora una competizione prestigiosa, un trampolino di lancio, un’occasione per trovare il giusto riconoscimento… Ma sono pie illusioni, come si può capire dando un’occhiata ai giurati e ai loro “meriti”. Osserviamone da vicino alcuni esemplari.

Anna Kanakis con sigaro e trucco
L’attrice giurata del Premio Letterario “Città di Castello”

Al secondo posto nell’elenco dei personaggi, rigorosamente in ordine alfabetico (mai si è visto un ordine analfabetico), figura un’attrice, che citeremo con le iniziali, A.K., perché non siamo degni di nominarla per esteso. Su internet viene fuori in costume quasi adamitico, ma ovviamente il corpo esibito, dopo il peccato originale, indica tutt’altro che innocenza. Può vantare solo due matrimoni, invece che tre o quattro; non si sa però se siano stati celebrati entrambi dal dio sindaco. Risulta essere scrittrice, ma i suoi due libri raccontano “amori” molto fuggevoli, come l’aria fritta.
Al quarto posto, ecco a voi L.M., docente dell’università LUISS di Roma, quella promossa da Confindustria, per giovani di belle speranze pecuniarie. Il Prof. L.M. sfoggia un sorriso in una foto ed è un satanista, oltre che, presumiamo, un massone. Volendo forse emulare l’inno A Satana di Giosuè Carducci, ha dato alle stampe una poesia pure dedicata al demonio, con profonda ammirazione. S’intitola In principio era il verbo. Il “verbo”, secondo il povero L.M., sarebbe il diavolo, di cui si è fatto figlio, forse perché l’immensità di Dio se la sentiva stretta. È insomma ben incamminato sulla via dell’inferno, dove lo aspettano i tormenti orribili ed eterni che il paparino riserva ai suoi amichetti. Questa poesia, pensate un po’, è risultata vincitrice proprio in uno dei Premi Letterari “Città di Castello”, quello del 2017.
Il sesto dei giurati nell’elenco alfabetico (non analfabetico) è un nome grosso del

Padellaro timido
Un padellaro timido

giornalismo progressista, un certo A. Padellaro. Non abbiamo resistito a riferirvi il cognome (anche se non ne siamo degni), perché ci rievoca piacevolissime fritture e un tranquillo ambiente casalingo, che non è certo quello della stampa di sinistra. Su internet, il quotidiano da fondato dal Padellaro, che ne rimane editorialista, riportava qualche giorno fa il solito repertorio da fine dei tempi: esigenze dei transessuali, sesso fatto dagli anziani, diritti dei maiali (quadrupedi) da far valere dicendo basta a certe situazioni.
Ecco qua. Poi ci sono altri nomi, ma di sicuro non litigano con i primi tre citati.
E voi, avete in serbo una raffinata ode A Belzebù, un intrigante racconto di avventurette sentimentali o un accorato saggio sulla scomparsa della sinistra da proporre alla giuria del Premio “Città di Castello”? O custodite nel cassetto un’opera mirabile come La vita sessuale degli Ittiti, di un certo Marco (non Lino) Cotone, vincitrice per la narrativa del Premio 2017, lo stesso del satanista? Se non siete a questi livelli, fossimo in voi ci metteremmo l’anima in pace.
Carducci e satana
A proposito, la biblioteca comunale di Città di Castello è intitolata fin dal lontano 1907 proprio a Carducci. Sì, lui, l’autore dell’inno A Satana, che nel 1888 salì al 33° grado della massoneria, il più alto.
Inoltre, la nuova sede bibliotecaria è stata inaugurata il 10 marzo 2019 e l’orario adesso prevede l’apertura domenicale e la chiusura di lunedì. Come le pizzerie, i ristoranti e simili. Quindi anche i poveretti che ci lavorano, per non perdere il posto sono costretti a non poter santificare del tutto le feste. Così vogliono i compagni rossi, che governano la città fin dal dopoguerra.
Il vecchio Marx blaterava, ipocritamente, di voler liberare un giorno l’umanità dal lavoro; oggi invece i socialcomunisti costringono la gente a lavorare anche di domenica. L’importante, per Marx e i suoi nipotini, è liberare l’uomo dal Dio che gli dona la vita e che, se avessimo un briciolo di umiltà, donerebbe Se Stesso a ognuno di noi.

 


Una risposta a "Il Premio Letterario “Città di Castello”. Sesso, satana e niente soldi"

  1. C’è poco da dire, salvo il compianto per questi ignari, oppure coscienti, adoratori di chi fermerà la loro evoluzione spirituale per portarseli in un suo luogo delle cui pene è meglio non parlarne.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...