Risponderemo al Signore che ci chiama?

Chiesa, Crocifisso, silenzio

Non ci sono tenebre dove la voce di Dio non possa arrivare a noi ed entrare nel nostro cuore.
Dio parla in apparizioni e locuzioni ad alcuni tra i suoi fedeli, che non abbiano con vanità cercato questa grazia e non siano ingannati dal demonio. E attraverso di loro si rivolge a molti altri.
Dio parla nel cuore dove viene ad abitare, perché c’è l’osservanza dei Comandamenti e la sete di Dio. E «le pecore ascoltano la sua voce» (Gv 10,3).
Dio parla anche nel cuore di quelli che osservano i Comandamenti e hanno sete di Lui, ma sono nell’aridità spirituale, quel genere di prova che non fa sentire la voce di Dio e le consolazioni spirituali.
Come è possibile? Proprio perché Dio ancora comunica a queste persone chi Lui è, il suo santo volere, la sua maestà e bontà infinite, la sua immensa attrattiva, e continua a guidarle in un cammino di fedeltà e perfezione.
Dio parla anche a quelli che sono in grazia di Dio, ma deboli e con poca sete di Lui. Comunica loro, con amore misericordioso, quanto di Lui sono disposti a ricevere.
Dio parla all’uomo e alla donna che vivono i momenti più bui, la disperazione, il peccato mortale, perché bussa ancora alla porta del loro cuore (Ap 3,29) e loro, se lo ascoltano, finalmente gridano a Lui e lo invocano.
Dio parla ad ogni uomo e ad ogni donna. Dio si rivolge insistentemente, con segni e richiami, a tutte quelle miserabili creature umane che gli oppongono un rifiuto: pastori e seguaci della falsa chiesa cattolica, eretici e scismatici di ieri e di oggi, atei perduti nella notte della ragione, massoni e satanisti, cuori di pietra d’ogni angolo del mondo.
Dio parla a tutti quelli che, quanto più è forte la voce di Dio che li chiama, tanto più rispondono con il loro terribile «No, non m’interessa», «No, siamo avversari», «No, io sono giustificato», «No, so io, sappiamo noi come comportarci».
Dio parla e la sua luce splende nell’oscurità (Gv 1,5). Anche i suoi fedeli sono come luce nell’oscurità, come il sale che ha conservato il suo sapore, come una città sul monte, visibili a quelli che vogliono avvicinarsi e costruire insieme il Regno di Dio.
Anche i fedeli di Cristo passano, nel loro cammino inarrestabile, bussando ai sepolcri che incontrano, per richiamare in vita chi non si chiude nel silenzio dei morti.
C’è un tempo per la Misericordia e un tempo per la Giustizia. Un tempo per seminare e un tempo per raccogliere quello che avremo seminato, quando cadrà l’ultimo istante concesso da Dio per la nostra vita terrena.


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