Per la S. Messa domenicale, fuga da una chiesa all’altra

Casa di reclusione

Non so se vi è mai capitato di dover lasciare in fretta (ma senza furia) una chiesa dove eravate andati a Messa.
Ho scritto: di dover lasciare, non di lasciare. Infatti, quando nell’attuale capovolgimento della fede succede davvero di doversi allontanare da una chiesa, non tutti lo fanno, perché non tutti vogliono o possono.
Domenica scorsa, 28 aprile 2019, mi ero recato in un paesino fuori città, contando su una tranquilla Messa modernista. E invece il solito prete non c’era. L’avevo atteso con anticipo per confessarmi, ma poco prima dell’ora della Messa ne è comparso un altro.
Intanto vi faccio vedere un quadro appeso vicino all’ingresso laterale della chiesa, che come quasi tutte quelle che sono sulla faccia della terra è stata devastata all’interno per adattarla alla riforma liturgica del 1969.
È un’opera da quattro soldi, che definirei pornocattolica:

Quadro pornocattolico

La nudità è senza peccato nel contesto del Paradiso terrestre. Qui invece una o più menti deviate hanno voluto raffigurare un uomo e una donna nudi mentre una specie di sacerdote li abbraccia.

E chi era il prete sostituto? Una vecchia conoscenza. In tempi relativamente recenti mi è capitato di assistere ad una sua Messa (o “messa”?). Lasciando perdere il Messale, fece una specie di tirata pseudoliturgica, un po’ pronunciando alcune delle parole prescritte, un po’ rimpastandole a modo suo, e il tutto doveva servire da celebrazione eucaristica. All’inizio della “messa” però non aveva dato particolari segni di squilibrio.

Domenica scorsa invece ha esordito alla grande, attaccando uno sproloquio che non finiva più. Ha pure invitato i presenti, che gli hanno obbedito, a recitare in coro un atto di adorazione del mattino. I cattolici di oggi infatti obbediscono prontamente all’uomo, ma non a Dio.
Loro sono come i cattivi giudei di un tempo, anzi, peggio: «Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste. E come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio solo?» (Gv 5,43-44).
Dopo alcuni minuti, ancora il folle monologo non cessava. Allora, solo io con chi mi accompagnava ce ne siamo andati. Gli altri tutti fermi, in piedi e in attesa di nuovi ordini, a parte una o due persone disabili che non avrebbero potuto fuggire nemmeno volendolo.

Ho dato un’occhiata all’orologio: eravamo in tempo per la S. Messa in un santuario mariano sempre fuori città, ma piuttosto lontano da quel paesino.
Siamo arrivati con un anticipo di oltre cinque minuti sull’orario della Messa, modernista ma molto meno selvaggia, e forse valida.
L’unica nota dolente nel santuario sono state le lunghe corse di un bambinello in giro per la chiesa. Il religioso che celebrava, in puro stile neomisericordioso ha interrotto l’omelia per chiedere di stare attenti a quello che lui diceva e non al bambino, che bisognava lasciar libero di fare «più o meno» quello che voleva.

La mamma del piccoletto ad un certo punto mi ha fatto pena: lei era più di altri, con un clero simile, una delle «pecore senza pastore» (Mc 6,34) che avevano fatto commuovere il Signore Gesù. Sarebbe bastato dirle, con vera misericordia, che poteva tenere il bambino fuori e rientrare al momento della S. Comunione. Ma la falsa misericordia vuole che le pecore malate e smarrite muoiano in mezzo alle spine, abbandonate da tutti.

Si celebravano, durante la Messa, le nozze d’oro di una coppia di sposi. Alla fine, dopo tante giacche e cravatte, foto scattate come se fossimo su un palcoscenico, un’omelia estenuante e applausi al religioso che officiava, tutti in piedi a parlare, dentro o fuori, tranne un paio di persone.
Mi rincresce dover porre una domanda: in tutti questi anni, di nozze d’argento e d’oro, non abbiamo imparato a stare in ginocchio, in preghiera e adorazione, dopo aver ricevuto il Signore Gesù nella SS. Eucaristia? Ma allora chi è Gesù per noi?

A voi l’ardua o non ardua risposta.


3 risposte a "Per la S. Messa domenicale, fuga da una chiesa all’altra"

  1. Ci hanno tolto tutto, persino la capacità di fare comunione con Cristo! Anche il catechismo esalta il modernismo badando bene di nascondere il Vangelo fra un’attività e l’altra perché i ragazzini devono divertirsi, altrimenti si allontanano dalla Chiesa. Ma senza una fede vissuta, trasmessa dalla famiglia, rafforzata dalla comunità dei credenti e guidata dai sacerdoti che senso avrà mai la loro vita? Trasformare la religione in un umanesimo senza Dio è il peccato più grande con cui la Chiesa deve combattere…

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  2. Bisogna lasciare il modernismo, riconoscerlo come eresia e tornare al catechismo di San Pio X ed alla Messa di San Pio V, quella di sempre in latino. Ci vuole il coraggio di educare i figli come si faceva prima del sessantotto secondo i sani principi che tengono conto del Decalogo e del Vangelo, quello vero non manomesso dal novus ordo montiniano e dalle successive novazioni.

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