Le regole d’oro per i collaboratori domestici

Collaboratrice domestica

Una persona, italiana o straniera, che vuol fare il collaboratore o la collaboratrice domestica, sta per svolgere una missione che ha le sue regole.
La missione è quella di servire Dio, nostro Creatore e anche Padre se siamo cristiani, assistendo altre persone in casa loro.
Si viene accolti in una famiglia, o comunque in casa di un’altra persona. Si entra dove quelle persone vivono la loro vita intima e familiare. Vi sembra poco?
Il compito ufficiale può essere fare le pulizie o le varie faccende di casa, o l’assistenza a un malato o a una persona comunque in difficoltà.
Voi che intendete far questo, se volete essere graditi a Dio e ai vostri datori di lavoro, dovete prestare il lavoro ma anche entrare degnamente nella vita di quelle persone.
Se lo fate solo per soldi, e magari volete rubare altri soldi e cose oltre alla vostra paga, siete veramente disgraziati. Non vi salverete l’anima in questo modo.
Se lo fate per donare un po’ d’amore, è già un passo avanti.
Ma il vero motivo, quello valido, è voler servire Dio e il prossimo nel vostro lavoro.
Vediamo allora delle buone regole per la collaborazione domestica.

1 – Portate Gesù alle altre persone. Il mondo in cui viviamo e anche l’Italia sono ormai quasi senza più fede né amore. È raro trovare la pura fede e il puro amore. Quindi sta a voi, con spirito d’iniziativa ma anche con la necessaria prudenza e discrezione, essere un esempio di fede e amore, e aiutare anche i vostri datori di lavoro a credere e amare. Non siate troppo insistenti, ma nemmeno indifferenti nei loro confronti.

2 – Mantenete la decenza. Vestitevi con decoro, soprattutto le donne che non devono presentarsi con gonne corte, pantaloni attillati, scollature larghe, spalle scoperte. Se poi volete essere donne veramente meritevoli, non scoprite affatto gambe, petto e braccia. Se volete avere la prova della bontà di questo invito, guardate alla Madonna, Madre di Dio e dei cristiani, unico vero modello di ogni donna cristiana. Anche il vostro linguaggio e i vostri gesti devono essere sempre decorosi. Guai a voi se entrerete in casa di altre persone e direte parole sporche o farete gesti poco educati.

3 – Salutate prontamente. La buona regola del saluto è che deve salutare per primo chi arriva e chi va via. È doveroso rispondere sempre al saluto. Ricevere un saluto e non rispondere è un comportamento molto scortese. Inoltre, se anche i datori di lavoro non vi salutassero per primi quando spetterebbe a loro, salutateli voi; sono i vostri datori di lavoro e meritano considerazione.

4 – Non desiderate la roba d’altri. Questo è il 10° Comandamento. Non è la stessa cosa di Non rubare. Anche desiderare le cose degli altri e chiederle è una mancanza. Volete fare i mendicanti molesti in casa di chi vi ha accolti? Ma allora il vostro posto è per strada, non in casa di quelle persone.

5 – Siate puntuali. Puntuali all’ora fissata per il vostro arrivo e per appuntamenti vari, così dimostrerete che siete persone rispettose, affidabili e serie.

6 – Siate puliti. La pulizia esteriore riflette la pulizia interiore di una persona. Se il vostro datore di lavoro vi insegna qualcosa su come essere puliti, non fate storie e non tornate a essere sporchi. I datori di lavoro potrebbero non vedervi, ma Dio vi vede sempre.

7 – Sappiate essere pazienti con buona volontà. Magari troverete datori di lavoro poco educati, o venali, o magari persone anziane o malate che hanno perso la testa e vi mancano di rispetto. Siate pazienti per amore di Dio e di quelle persone, con buona volontà. A volte sarà il caso di cercare un altro datore di lavoro. Altre volte questo non sarà facile. Però con le persone che hanno perso la testa e che dipendono da voi, aiutarle pazientemente vuol dire fare il bene in modo generoso e crescere nella virtù dell’amore e della pazienza.

8 – Non dite falsa testimonianza. Per nulla al mondo si devono dire bugie, né di testa nostra né se qualcuno ci ordina di farlo. Dio è Verità. Piuttosto è bene presentare le cose in maniera prudente, o evitare di presentarle. Il Comandamento Non dire falsa testimonianza ci comanda anche di non raccontare gli affari degli altri e di non mettere nessuno in cattiva luce. È da persone vigliacche fare cose simili. In più, chiunque lavori per un’altra persona ha il dovere del segreto professionale, e chi non lo rispetta è un traditore.

9 – Svolgete il lavoro alla perfezione e come richiesto. Questo fa parte della vostra missione, per rendervi graditi a Dio e al datore di lavoro. Anche così dimostrate il valore della fedeltà cristiana.

10 – Siate gentili, ma non prendete troppa confidenza. Non bisogna perdere una sola occasione per essere gentili e premurosi con i datori di lavoro. Ma attenti a non prendervi troppa confidenza, per esempio dando del tu a un adulto quando non siete invitati a farlo, o dicendo parole troppo disinvolte, o toccando e addirittura sbaciucchiando le persone della famiglia dove lavorate. Le confidenze spettano a familiari, parenti e amici, non a voi. Spingersi oltre il limite è mancanza di rispetto. Ci possono essere dei datori di lavoro grossolani che vi danno del tu e vi chiamano per nome, ma normalmente non si aspettano che voi facciate lo stesso con loro. Ci vuole pazienza e rispetto anche con chi ne dimostra poco.


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