Fa caldo: non perdiamo la decenza

C’è chi dice che si spoglia e si scopre, in pubblico, perché ha caldo. Un caldo simile però sembra che mieta vittime solo da un secolo a questa parte, mentre prima non sarebbe mai esistito. Infatti, fino a circa il 1920 l’oscenità di svestirsi in pubblico era sconosciuta, a parte braccia e scollature delle donne mondane.
Scherzi a parte, il caldo c’era ovviamente anche prima. Ma a quegli uomini e a quelle donne non passava nemmeno per la testa di denudarsi. Anche con il caldo mantenevano la dignità. Se uno a quei tempi si fosse denudato per le strade come fa oggi la massa, l’avrebbero rinchiuso in carcere o in manicomio.
E ricordiamolo, si tratta dei tempi dell’intera storia della civiltà occidentale. Da circa un secolo la civiltà è stata invece capovolta in un’anticiviltà, che segna la fine della storia. Non ci sarà un futuro per una umanità che ha capovolto la legge di Dio.

Modestia 29
La Duchessa di Cambridge, Catherine (Kate) Middleton, durante la sua visita in India nel 2016 in compagnia del consorte Principe William.

L’abbigliamento succinto e i pantaloni per le donne sono invenzioni della società atea e di massa, che ha assoggettato uomini e donne alla moda e non più alla Verità cristiana, all’oscenità e non più al decoro.
Anzi, poi persino nella Chiesa ufficiale la religione è diventata una moda che deve seguire il mondo. Ed ecco adesso, nelle chiese e a Messa, uomini in mezze maniche e bermuda e donne che fanno concorrenza alle passeggiatrici.
Del resto, il fatto che in certe zone della terra, più calde delle nostre, uomini e donne non cristiani vadano in giro vestiti – con tessuti leggeri – da capo a piedi, è la dimostrazione che il caldo non è il vero motivo per svestirsi.
Se le persone avessero ancora la dignità di cristiani, troverebbero il modo di stare coperte senza soffrire il caldo più di tanto, come è avvenuto per oltre duemila anni di storia occidentale.
Il problema dunque è che manca la dignità. Riflettiamo e ritroviamola al più presto, guardando a Nostro Signore e a Maria Santissima, Madre di Dio e dei cristiani.
Se ci pensiamo, Gesù e Maria non vivevano forse nella calda terra d’Israele? E da tutte le immagini tradizionali vediamo bene com’erano vestiti. Proprio come gli ebrei di allora, che avevano usi e costumi di un popolo chiamato alla santità.
Smettiamola di imitare la giornalista, l’attrice, la cantante, il calciatore, il conformista di turno… così possiamo solo riflettere una luce opaca, invece della luce pura e bella che viene dal Cielo.
Cosa ne pensano i Santi, e quindi Dio che li ispira, del caldo come motivo per svestirsi? Rileggiamo un dialogo preso dalla vita di San Domenico Savio, scritta da Don Giuseppe Tomaselli, e poi un episodio che ha per protagonista Padre Pio, il grande San Pio da Pietrelcina.

Il caldo era soffocante. Parecchi giovani stabilirono di andare al bagno. Fu invitato anche Domenico ad andarci.
– Domenico, vuoi venire con noi a fare una partita?
– Che partita?
– Una partita a nuoto.
– Oh, no! Io non vengo!
– Vieni; fa molto piacere! Quelli che vanno a nuotare, non sentono più il caldo, hanno buon appetito e ne avvantaggiano nella salute.
– Io non vengo e neppure voglio che andiate voi!
– E che male c’è?
– Voi vi esponete al pericolo di dare scandalo o di riceverlo. E questo non è male?
– Ma noi abbiamo un caldo che non ne possiamo più!
– Se non potete tollerare il caldo di questo mondo, potrete poi tollerare il caldo terribile dell’inferno? Guai ad offendere la purezza! Invece di andare al bagno, fate ciò che fanno gli altri: divertitevi qui onestamente. Fra non molto comincerà la funzione in Chiesa ed anche noi vi prenderemo parte.
Domenico seppe tanto industriarsi che convinse i compagni a non andare al bagno.

E Padre Pio?

Una volta gli fu condotto un gruppo di bambini per ricevere la sua benedizione. Era estate e faceva molto caldo: i bambini indossavano i pantaloncini corti. Appena Padre Pio li vide in quella tenuta, li mandò via tutti dicendo loro: «Andate prima a vestirvi». Poi spiegò ai presenti: «Devono imparare da piccoli a conservare la loro dignità».

Ecco: la nostra dignità, di cristiani. Ricordiamocene, quando sentiamo che arriva il caldo.


2 risposte a "Fa caldo: non perdiamo la decenza"

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