Imprese temerarie (soprattutto l’ultima)

Dobermann tra i fiori

Salutare un Dobermann, un Rottweiler o altri simili “amici dell’uomo”, magari mentre ci stanno puntando, dicendogli allegramente: «Ciao, Pinuccio!».

Chiamare un noto medico abortista e chiedergli «se lavora per lo stato embrionale o per lo Stato ateo».

Chiamare la sede della massoneria italiana e chiedere «se è vero che alla lista della P2, oltre a Licio Gelli era iscritto anche Ciccio Formaggio».

Chiamare l’ambasciata americana e chiedere «se davanti all’ambasciata si attraversa a stelle e strisce».

Chiamare l’ambasciata cinese e chiedere gentilmente «i numeli di telefono del capo del Paltito comunista».

Chiamare l’ambasciata russa e alla prima persona addetta che risponde snocciolare a bruciapelo: «Tantìsky colpòsky scopòvnia ntomùsoff».

Entrare con l’abito più elegante e un’aria disinvolta in una sartoria di lusso per uomo e chiedere se fanno «pedalini su misura». O in una sartoria di lusso per donna e chiedere di mostrarci la loro «collezione di veli muliebri, da chiesa».

Andare vestiti di tutto punto in una rosticceria rinomata, magari in un quartiere bene, tra signori e signore di un certo livello socioeconomico, e fatta la fila sorprendere il/la giovane dipendente dicendo davanti a tutti, con aria perfettamente normale: «Vorrei un pollo angioletto, non alla diavola, e vegetariano, quello che non mangia i bachetti».

Avvicinarsi a un vigile urbano, meglio se grande, grosso e accigliato, chiedendogli, nella stagione calda: «Scusi, lei può prestarsi per arrestare la canicola?», o, nella stagione fredda: «Scusi, potrebbe mica arrestare l’ondata di freddo?».

Entrare in una bottega dove si fanno panini, fare la fila in mezzo agli altri e poi chiedere una bistecca ben cotta.

Durante la stagione estiva, tempo di sfogo del caldo mentale, avvicinarsi a una giovane coppia come tante seminuda, scegliendone una con un lui dall’aspetto bellicoso, e domandare a lui: «Scusi, gentiluomo, sa dirmi dov’è la spiaggia per nudisti più vicina?»; o porre la stessa domanda a lei, chiamandola «gentildonna».

A Roma, Napoli o in altre città dal sangue caldo, possibilmente d’estate e nelle zone meno sorvegliate, rincorrere un autobus finché l’autista non cede e si ferma, e poi, quando apre la porta aspettandosi un bel «Grazie!», domandargli: «Scusi, questo mezzo è intero o no?». Magari con il collo steso nel vano della porta, in modo da provocare l’autista a ghigliottinarci con una chiusura improvvisa.

Recarsi nel corrente anno 2019 presso la Città del Vaticano e convertirne gli occupanti al Cattolicesimo.


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