Qual è l’amicizia vera? San Tommaso d’Aquino insegna…

San Tommaso d'Aquino

Forse anche per qualcuno fra voi lettori, l’amicizia ha un posto importante. L’amicizia per un cristiano è certamente innanzitutto fedeltà a Dio, per poter così essere fedele all’amico o all’amica, se la nostra è un’amicizia onesta.
Questo concetto di amicizia onesta o virtuosa, non tutti lo condividono. La maggior parte delle persone, anzi, quasi tutte, oggigiorno vogliono ricavare dall’amicizia più utilità e piacere che onestà e virtù.
Mentre però un amico vero è prezioso e irripetibile, al contrario di amici mediocri ce ne sono quanti se ne vuole. Purtroppo l’uomo di oggi, che ha perduto la fede, disprezza quelli che potrebbero essere suoi veri amici, anche quando per una volta li incontra nel tempo che Dio gli ha donato per vivere.
Si preferiscono le false certezze alla sola certezza che può esistere al mondo, quella della fedeltà cristiana. Si preferisce la mediocrità o il peccato abituale all’esemplarità di una persona giusta che ci porge la mano. Si preferisce la freddezza di rapporti in cui nemmeno ci si riesce a chiamare «caro, cara» alla pura fiamma di una vera relazione d’amicizia.
Non ci si lascia sorprendere dalla bellezza della vita, non si sente la nostalgia di un incanto. Si lasciano le domande inevase, gli atti d’amore non ricambiati. In poche parole, si tratta l’oro come fango e il fango come oro.

Oggi desideriamo presentare ai lettori l’insegnamento sicuro e solido che un grande Santo ci ha lasciato riguardo all’amicizia.

San Tommaso d’Aquino nacque nel 1225, verso la fine del Medioevo, da una famiglia nobile di Roccasecca, nei pressi della città laziale di Frosinone. Fu grande studioso, religioso dei Domenicani, mistico e autore della celebre Summa Theologiae, tradotta in italiano con il titolo di Somma teologica. Morì nel 1274 a Fossanova, vicino Latina (di nuovo nel Lazio).
San Tommaso è il più grande filosofo e teologo di tutti i tempi. Viene ricordato fra l’altro con il titolo di Dottore Angelico e nel 1567 il grandissimo Pontefice San Pio V lo incluse tra i Dottori della Chiesa, che all’epoca erano ancora solo quattro.
La Summa di S. Tommaso si legge nella traduzione molto facilmente, purché si abbia una buona conoscenza della lingua italiana. In fondo all’articolo è scaricabile l’intera opera.

San Tommaso si rifà ampiamente ad Aristotele, il filosofo dell’antichità che più ha trovato posto nella dottrina cattolica, proprio grazie all’Aquinate. E ci ricorda che:

Per il Filosofo [Ethic. 8, 3] ci sono tre tipi di amicizia: utile, dilettevole e onesta.
Nell’amicizia utile e in quella dilettevole si vuole il bene dell’amico: e così si salva il carattere di amicizia. Per il fatto però che in definitiva il bene viene indirizzato al proprio piacere o alla propria utilità, l’amicizia utile o dilettevole perde la natura di vera amicizia, poiché si riduce a un amore di concupiscenza.
Nell’amore di amicizia chi ama si trova nell’amato in quanto considera il bene e il male, come pure la volontà stessa dell’amico, come cose sue proprie, così da sembrare che egli stesso senta e subisca il bene o il male nel proprio amico. E per questo è caratteristica degli amici «volere le stesse cose, e delle medesime dolersi o godere», come dice il Filosofo [Ethic. 9, 3; Reth. 2, 4].
[…] E ciò viene dimostrato dal Filosofo nell’Etica [9, 4] in base alle cinque proprietà dell’amicizia. Infatti qualsiasi amico prima di tutto vuole che il proprio amico esista e viva; secondo, gli desidera del bene; terzo, compie del bene a suo vantaggio; quarto, ha piacere di convivere con lui; quinto, concorda con lui, godendo e rattristandosi delle medesime cose.
L’amicizia di onestà riguarda soltanto le persone virtuose, come nota Aristotele [Ethic. 8, 4].
Non tutte le amicizie sono oneste e lodevoli, come è chiaro nelle amicizie basate sul piacere o sull’utile.

Ed ecco che San Tommaso mette in relazione l’amicizia verso l’uomo con quella che dobbiamo avere verso Dio:

L’amicizia basata sull’onestà non si indirizza principalmente che alla persona virtuosa, ma in vista di essa sono amati tutti coloro che le appartengono, anche se non sono virtuosi. Ed è così che la carità, che è in sommo grado un’amicizia basata sull’onestà, si estende anche ai peccatori, che amiamo con la carità per amore di Dio.
È proprio degli amici avere le stesse gioie e la stessa volontà. Ma la carità non fa volere ciò che vogliono i peccatori, né fa godere di ciò di cui essi godono: anzi, fa piuttosto il contrario.
«È proprio degli amici vivere insieme», come dice Aristotele [Ethic. 8, 5]. Ma con i peccatori non si deve convivere: poiché sta scritto [2 Cor 6, 17]: «Uscite di mezzo a loro».

Quindi, per gli amici amare e detestare le stesse cose vuol dire amare e detestare ciò che piace e dispiace a Dio. E cosa piace o dispiace a Dio non ce lo insegna il vano orgoglio ma la Chiesa con la Sacra Scrittura, la Tradizione, il Magistero vero e immutabile e la testimonianza dei Santi.
Si può essere tolleranti con certi amici, ma solo perché stiamo cercando di correggerli per salvarli:

Come dice il Filosofo [Ethic. 9, 3], non si devono sottrarre i benefici dell’amicizia agli amici che peccano finché c’è la speranza della loro correzione: anzi, bisogna soccorrerli nel ricuperare la virtù ancora di più che nel ricuperare il danaro che avessero eventualmente perduto, essendo l’onestà più affine all’amicizia di quanto lo sia il danaro. Se però essi cadono nella malvagità estrema e diventano incorreggibili, allora si deve rifiutare loro la familiarità.

Eventuali disaccordi su questioni di poca importanza non sono un impedimento all’amicizia. Ovviamente, l’amore a Dio e l’odio per qualsiasi peccato, che è comunque offesa a Dio, hanno invece grande importanza.
Pensiamo a quante persone oggi portano avanti le loro amicizie tra cattive abitudini, come le offese alla purezza, alla decenza, alla carità e al nome di Dio pronunciato invano o persino bestemmiato.

Come spiega il Filosofo [Ethic. 9, 6], per l’amicizia non si richiede la concordia nelle opinioni, ma [solo] nei beni utili alla vita, specialmente in quelli più importanti: poiché dissentire in certe piccole cose non pare neppure un dissenso. Per cui nulla impedisce che ci sia dissenso di opinioni tra persone che hanno la carità. […] E in base a ciò tale dissenso nelle piccole cose e nelle opinioni è certamente incompatibile con la pace perfetta, nella quale la verità sarà pienamente conosciuta e ogni desiderio sarà soddisfatto, ma non è incompatibile con la pace imperfetta propria dei viatori [dei cristiani viventi su questa terra].

Osserva ancora il santo Autore:

Essendo l’amicizia fondata sulla virtù, quanto nell’amico è incompatibile con la virtù è un ostacolo all’amicizia, mentre quanto c’è di virtuoso in lui è un incentivo ad essa.

Non manca un insegnamento sull’intensità dell’amicizia:

Chi invece ama un altro con amore di amicizia vuole a lui del bene come a se medesimo. Quindi si dice che l’amico è un altro se stesso; e S. Agostino scrive [Conf. 4, 6]: «Disse bene colui che chiamò il suo amico la metà dell’anima propria».

San Tommaso, da buon religioso, sa quanto è importante associarsi ad altri che condividano la fede, entrando al servizio di Dio in un monastero. Del resto, anche i laici sono chiamati a formare unità, in associazioni e nei cenacoli mariani dove ci si raccoglie intorno a Maria Santissima, pregando il Rosario e fraternizzando. I “cenobiti” sono monaci riuniti in comunità.

Pare che la vita religiosa dei cenobiti sia più perfetta della vita dei solitari. Infatti:
Nel Vangelo [Mt 18, 20] si legge: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro». Ora, non ci può essere nulla di superiore all’amicizia cristiana. Perciò vivere in comunità è meglio che condurre una vita solitaria.

Cliccando qui si può scaricare la versione italiana della Summa Theologiae che abbiamo utilizzato. Attenzione per chi avesse problemi di memoria sull’apparecchio: è un file di circa 27 megabyte, data la poderosa estensione dell’opera.
In alternativa, potete scaricare lo stesso documento dal collegamento originale:
http://www.documentacatholicaomnia.eu/03d/1225-1274,_Thomas_Aquinas,_Summa_Theologiae_(p_Centi_Curante),_IT.pdf


3 risposte a "Qual è l’amicizia vera? San Tommaso d’Aquino insegna…"

    1. Buongiorno,

      grazie per la segnalazione. In effetti mi sono scordato di mettere il collegamento al file sulla parola “qui”. Lo farò oggi all’ora di pranzo, a Dio piacendo. Nel frattempo può scaricare lo stesso file cliccando sul collegamento alla relativa pagina di internet.

      Mi piace

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