26 luglio, Ss. Gioacchino e Anna, Festa dei Nonni

Pedro Duque Cornejo (attrib.), Gruppo statuario di S. Gioacchino, la Vergine e S. Anna, XVIII sec., Parrocchia del Rosario, Cadice, Spagna
Pedro Duque Cornejo (attrib.), Gruppo statuario di S. Gioacchino, la Vergine e S. Anna, XVIII sec., Parrocchia del Rosario, Cadice, Spagna.

Per i cattolici, che formano l’unica vera Chiesa di Cristo, la Festa dei Nonni è quando si festeggiano i nonni del Signore Gesù. Sono Ss. Gioacchino e Anna, genitori della SS. Vergine Maria, l’Immacolata che ha dato alla luce il Figlio unigenito di Dio.
Essendo genitori della Madre, sono i nonni del Figlio, e un po’ anche i nonni di noi cristiani che abbiamo il Figlio, Gesù Cristo, come Signore, Fratello, Amico, Sposo dell’anima nostra.
In Italia lo Stato, che non è cristiano, ha ovviamente provveduto a fissare tutt’altra data

Ambito italiano, Maria Immacolata bambina con i SS. Gioacchino ed Anna, XVII sec., Pavia
Ambito italiano, Maria Immacolata bambina con i Ss. Gioacchino ed Anna, XVII sec., Pavia.

per una sua Festa dei Nonni, il 2 ottobre. Hai voglia a dire che quel giorno è la ricorrenza dedicata agli Angeli custodi, e che i nostri nonni ci fanno anche loro da angeli custodi. In realtà lo Stato ateo-massonico vuole distoglierci dalla retta fede, che ci insegna a vedere i nonni nei nonni del Signore Gesù, non negli angeli… e soprattutto questo Stato vuole farci perdere il culto di profonda venerazione verso la Madonna, Lei che è umilissima, purissima e senza macchia di peccato, mentre il nostro Stato è superbo, impuro e coperto di peccati.
È dunque il 26 luglio che dobbiamo pensare in modo speciale ai nostri nonni, vivi o defunti. Per i defunti dobbiamo pregare, mentre per i vivi dobbiamo ringraziare Dio e anche loro, pensando a quello che ci hanno dato.
Come nonni hanno collaborato alla nostra esistenza, perché hanno generato i genitori che ci hanno dato la vita. C’è poi da sperare, anche se purtroppo sarà ormai cosa rara, che i nonni ci abbiano trasmesso una fede vera e salda, non parole vane ed esempi scandalosi di peccati. Ma anche se ci avessero scandalizzati, bisogna aver pietà di loro e intercedere presso Dio perché si salvino.

Nonni con la nipote e la bisnipotina - foto di wck su flickr - richiesta attribuzione
Nonni con la nipote e la bisnipotina
(foto privata di wck su flickr, richiesta attribuzione)

Ai lettori per questa bella Festa presentiamo una memoria di un nostro fratello in Cristo, che a una nonna deve la fede e dunque la vita eterna.
Seguirà una luminosa poesia di Guido Cavani (1897-1967) nella quale l’Autore rievoca con profondo sentimento la sua amata nonna.

* * *

In occasione della prossima Festa dei Nonni, ricorderò volentieri alcuni aspetti della figura di mia nonna, che ne illustrano la fede cristiana nella quale era stata formata.

Mia nonna, Virginia, classe 1910, era maestra; aveva studiato presso il Collegio delle Suore Giuseppine di Pinerolo, ma sposatasi molto presto, non ebbe mai modo di dedicarsi all’insegnamento.
Una figura particolarmente importante per la sua formazione cristiana fu quella dello zio paterno, Lanfranco, sacerdote diocesano. Ricordo che in casa ne parlava spesso e che, menzionandolo, era solita dire: lo zio prete.
Molto spesso, andando da lei – si abitava sullo stesso pianerottolo –, si recitavano insieme le «preghiere del buon cristiano», rigorosamente in latino: non ammetteva eccezione alcuna, perché «il latino è la lingua della Chiesa».
Lei aveva una certezza fondamentale: Dio esiste, quindi bisogna aiutarsi e volersi bene (diceva proprio queste parole). E ancora: quello che conta, nella vita, è avere la coscienza tranquilla davanti a Dio, ovvero, dobbiamo sforzarci di vivere nella Grazia di Dio.
Amava molto, in età avanzata, farsi leggere il Vangelo, in modo particolare il racconto della Passione del Signore e quando si giungeva al punto del rinnegamento di Pietro, diceva: «È stato debole», e si emozionava al pianto del Principe degli Apostoli davanti allo sguardo d’amore del Maestro divino…
Anche il Rosario era un mezzo importante per esprimere la propria fede. Insisteva molto sull’importanza dei Misteri: «Vanno conosciuti bene, perché sono la sintesi del Mistero della Salvezza».
Fra l’altro conservo ancora gelosamente una sua corona del Rosario, azzurra, semplice, come dovrebbe essere questa preghiera.
È strano come solamente a distanza di anni possano affiorare alla nostra mente certi ricordi. E soltanto adesso, a quasi venticinque anni dalla sua nascita al Cielo, mi rendo conto di quanto certe relazioni possano essere state importanti e fondamentali. In fondo, in buona parte, è a questa Nonna che devo la mia passione per Dio, per il Signore Gesù, per la preghiera semplice e abissale del Rosario…
Le relazioni sono importanti. I Nonni sono importanti. Ricordiamocene in questo periodo. Non abbandoniamoli, magari perché dobbiamo andare in ferie. Hanno molto da trasmetterci. A me, la mia nonna, ha trasmesso la fede, la realtà più importante per la nostra vita di cristiani.

Ad Jesum per Mariam. Fulvio

* * *

La nonna

Pareva entrasse sempre
per la soglia dell’alba
nella mia stanza di bimbo,
la cara vecchia,
dopo la prima messa del mattino:
pareva che il suo capo
fosse fratello
delle nuvole bianche di primavera.
La domenica aveva il colore
del suo volto:
nelle sue mani congiunte
si raccoglieva la sera:
i suoi occhi celesti
guardavano lontano
e proteggevano la mia innocenza.
Era forte
come la sua terra reggiana,
tutta prode soleggiate ed alte,
coi seminati larghi.

Di lei m’è rimasto nei sensi
un lindore sereno,
un profumo d’erba cedrina,
tutta la divina
pace della sua morte.

Guido Cavani (1897-1967)

Guido Cavani
Guido Cavani

2 risposte a "26 luglio, Ss. Gioacchino e Anna, Festa dei Nonni"

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