Modestia maschile, ovvero il decoro dell’uomo

Plinio Corrêa de Oliveira intronizza Nostra Signora nella sede della TFP brasiliana
Il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995), definito “il Crociato del XX secolo”, mentre si appresta ad intronizzare Maria Santissima nella sede brasiliana dell’Associazione Tradizione Famiglia Proprietà.

Dall’aspetto si conosce l’uomo;
dal volto si conosce l’uomo di senno.
Il vestito di un uomo, la bocca sorridente
e la sua andatura rivelano quello che è.

(Sir 19,26-27)

La modestia è una virtù morale, che ci permette di regolare con moderazione i nostri atteggiamenti interni ed esterni. Qui vorrei parlare soprattutto della modestia che gli uomini dovrebbero dimostrare nel loro modo di presentarsi. In altri articoli e libri ho invece dedicato molta attenzione alla modestia femminile.
Comunque, bisogna tener presente che l’uomo interiore e l’uomo esteriore sono la stessa persona e l’uno riflette sempre l’altro.
Il primo fine che l’uomo deve porsi è dare gloria a Dio Padre e Creatore, anche con l’immagine e l’atteggiamento che mostriamo alle altre persone.
Ci comanda infatti Nostro Signore Gesù Cristo (Mt 5,16): «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli».
La modestia riguarda i nostri rapporti con il prossimo, gli altri, ed è quindi una questione di purezza, rispetto, amore, decoro.
Inoltre nel parlare della modestia, come di ogni altro aspetto della nostra vita, dobbiamo saper vedere in che tempi viviamo. Siamo in mezzo alla società che ha rinnegato ogni principio divino, cristiano e umano. È la generazione degli uomini che si avventano con le stesse leggi dello Stato contro la religione, la vita, la famiglia e persino contro la Patria.
Quindi la modestia è parte integrante di noi stessi che siamo cristiani cattolici militanti, senza timore di fronte ai nemici di Dio e nostri.

Il modello dell’uomo

Se cerchiamo un criterio sicuro per valutare l’abbigliamento, così come ogni nostra scelta e atteggiamento, è inutile che ci rifacciamo a questa o quella persona, a uno stile o a un’epoca. In realtà, il modello dell’uomo è uno solo: il Signore Gesù Cristo, così come uno solo è il modello della donna, la Santissima Vergine Maria, Madre di Dio e di noi cristiani.
Quindi, poiché ogni cosa è perfezione in Gesù e Maria e Loro sono il culmine

Gesù immagine in bianco e nero
Una bella immagine devozionale del Signore Gesù.

dell’umanità, anche il loro vestiario è l’ideale per l’intera umanità.
Il Signore Gesù e la Madonna indossavano le vesti lunghe fino ai polsi e fino ai piedi tipiche del popolo ebreo di quei tempi. Facendo questo, il Signore e la Madre sua e nostra ci mostrano che quel modo di vestirsi è l’ideale, perché è stato adottato anche da Loro.
All’inizio della Creazione, quando Adamo ed Eva aprono gli occhi vedendo la differenza tra il bene e il male dopo aver perduto l’innocenza, si vergognano della nudità. E allora: «Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì» (Gn 3,21).
L’Evangelista San Giovanni ci descrive il nostro adorabile Signore mentre i servi del diavolo e del mondo lo spogliano delle sue vesti, ed ecco di nuovo la tunica: «Ora quella tunica era senza cucitura, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo» (Gv 19,23).
È questo un modo di vestire semplice e solenne allo stesso tempo, nobile e senza tempo. Per gli uomini si è perduto già nel Medioevo e si è affermato l’uso dei pantaloni. Le donne invece, grazie a Dio, hanno continuato a indossare vestiti interi, anche se oggi la maggior parte delle occidentali o si scoprono indecentemente o indossano i pantaloni come se fossero delle maschiette.
Si capisce che noi uomini non possiamo facilmente vestirci come il Signore Gesù, anche se non ci sarebbe niente di meglio e di più bello per noi. Ci prenderebbero per matti e la vita per noi diventerebbe ancora più precaria in questo mondo che cerca solo il peccato.

L’abito dell’uomo

Anche se noi uomini occidentali abbiamo un modo di vestire per così dire borghese, non ideale, è possibile stabilire dei punti fermi.

Intanto, il modo di vestire del Signore Gesù ci indica quanto coprirci o scoprirci. La nostra massima dignità sta nel tenere scoperti solo la testa, il collo, le mani e i piedi.
Ogni persona, infatti, dimostra la sua dignità coprendosi, e diventa meno degna e dignitosa scoprendosi. Ai nostri tempi, con l’umanità che va mezza nuda per le strade e poco meno che nuda sulle spiagge, si è raggiunto il grado più basso che si potesse immaginare.

Anche d’estate noi uomini dobbiamo mantenere la buona regola di scoprire solo testa, collo, mani e piedi. Porteremo magari camicie a maniche lunghe e pantaloni leggeri, non aderenti, e tutt’al più ci potremo concedere di arrotolare un po’ le maniche, se proprio siamo sfiniti dal caldo. È buona regola tenere la camicia, se non portiamo la cravatta, aperta solo al bottone in cima.
Ricordiamo, giusto per conferma, due episodi dalla vita di San Pio da Pietrelcina, il nostro amatissimo Padre Pio.

Una volta gli fu condotto un gruppo di bambini per ricevere la sua benedizione. Era estate e faceva molto caldo: i bambini indossavano i pantaloncini corti. Appena Padre Pio li vide in quella tenuta, li mandò via tutti dicendo loro: «Andate prima a vestirvi». Poi spiegò ai presenti: «Devono imparare da piccoli a conservare la loro dignità».
A un signore in maniche corte, il Santo chiarì con aria ironica come doveva comportarsi: «‘Vagliò, o ti allunghi le maniche o ti accorci le braccia!».

Padre Pio e bambini
Padre Pio accoglie dei bambini.

In chiesa, anche nella stagione calda, sarebbe più rispettoso e dignitoso indossare la giacca sopra la camicia. Magari possiamo portarcela sul braccio e indossarla quando entriamo nel luogo sacro, per poi ritoglierla all’esterno. Guardiamo come si vestono i ministri di Dio e gli stessi chierichetti durante la S. Messa tradizionale in latino: indossano più strati di vestiario di noi, e per giunta loro s’inginocchiano e si muovono frequentemente. Se però la giacca ci tiene davvero tanto caldo da fare una sudata o da non poterci raccogliere nella preghiera, allora è meglio restare con la camicia a maniche lunghe.

Insieme alla tendenza a scoprirsi senza pudore, si nota nella decadenza dell’Occidente la caduta di stile nell’abbigliamento, che soprattutto dopo gli anni Cinquanta si è generalmente involgarito e appiattito. Gli uomini spesso si mostrano livellati non solo nel modo di pensare, ma anche nel modo di vestirsi, indossando per esempio i jeans che sono adatti piuttosto per i lavori di fatica.

Lavoratori primo maggio a Pordenone (Veneto) anni Cinquanta
Un 1° maggio, Festa dei Lavoratori, a Pordenone (Friuli Venezia Giulia) negli anni Cinquanta. Da notare con quale dignità si vestiva la classe più umile, e per di più magari di sinistra…
Lavoratori primo maggio a Caserta (Campania) 2019
1° maggio 2019, Festa dei Lavoratori, a Caserta (Campania). Così si è ridotta la povera umanità…

Addirittura si vendono jeans appositamente strappati e malridotti, come se questo fosse un’attrattiva, un modo per distinguersi. Anche da qui si vede che la nostra società ha capovolto i valori e perso completamente la ragione.
Cerchiamo di dare un tono al nostro abbigliamento di uomini, senza scendere a un livello così informale ma senza neppure sfoggiare capi eleganti in ambienti dove stonerebbero.

Quanto alle spiagge e alle piscine, vanno evitate come la peste, soprattutto da parte delle donne.
Il giovanissimo San Domenico Savio (1842-1857), definito “il giglio di Mondonio” per la sua purezza, ai compagni che lo invitavano a svestirsi per farsi una nuotata rinfrescante, disse fra l’altro: «Se non potete tollerare il caldo di questo mondo, potrete poi tollerare il caldo terribile dell’inferno? Guai ad offendere la purezza! Invece di andare al bagno, fate ciò che fanno gli altri: divertitevi qui onestamente».

Lo sport

Il culto dell’oscenità in tutte le sue forme, abbigliamento compreso, fa parte di un piano dei comunisti e della massoneria architettato già verso la metà dell’Ottocento. Quell’epoca, del resto, segnò il passaggio da un’Italia di regni anche profondamente cattolici (Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie) all’unità politica fatta violentemente da massoneria e liberali per trascinare gli italiani fino all’apostasia attuale.
Fu nel 1846 che il governo pontificio riuscì ad entrare in possesso di documenti dei comunisti di quel tempo, dove fra l’altro si legge:

È stato deciso nelle nostre riunioni che dobbiamo sbarazzarci dei cattolici, ma non vogliamo fare martiri, quindi diamoci da fare per rendere il vizio gradito in mezzo al popolo. Esso deve raggiungerlo nei suoi cinque sensi: che se ne dissetino e se ne sazino… rendete corrotti i cuori degli uomini, e non avrete più cattolici.

Nel campo dell’abbigliamento, dopo quello succinto e i costumi fatti per la vita oscena delle spiagge, non poteva mancare l’attenzione allo sport. Le attività sportive diventano un pretesto per stare mezzi nudi o con capi attillati, come se questo fosse un ragionevole dovere della persona che vuole tenersi in forma o praticare una delle varie discipline.
In realtà, non c’è nessun bisogno di scoprire più che testa, collo, mani e piedi, nemmeno in ambito sportivo. Costa solo un pochino di caldo in più, sempre che siamo in estate e in pieno giorno, indossare una maglietta anche molto leggera a maniche lunghe e per gli uomini pantaloni di tuta non troppo aderenti.
Le donne non dovrebbero mai portare pantaloni, di nessun tipo, se hanno un minimo di femminilità e dignità. Non sta scritto da nessuna parte che le donne debbano correre per tenersi in forma; possono invece camminare a passo veloce, vestendosi in modo appropriato, o andare degnamente abbigliate in bicicletta… attività queste sicuramente più dignitose, per una donna, che mettersi a correre in giro per le strade.

Un altro fatto sconveniente tipico dell’abbigliamento sportivo è la marchiatura dei capi con scritte e simboli commerciali vari. Le aziende produttrici trattano gli acquirenti come fantocci destinati a portare indosso la pubblicità di altri. Quanto poco rispetto per la dignità cristiana delle persone! E tanti purtroppo ci tengono a sfoggiare quel marchio o quella scritta. Quindi se possibile sarebbero da preferire capi neutri, senza segni esterni di tipo pubblicitario. A volte si trovano, e anche più a buon mercato.

Curare il proprio aspetto

La pulizia interiore, che è la purezza di cuore e di pensiero, si riflette nella pulizia esteriore. L’uomo deve presentarsi sempre pulito e in ordine: capelli, barba, unghie e l’intera sua persona.

I capelli per un uomo di norma sono da tenere corti, come insegna la Parola di Dio (1 Cor 11,14-15): «Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere?».
Tuttavia sappiamo che ci possono essere eccezioni, come Nostro Signore che vediamo anche in immagini rivelate con i capelli lunghi, o il Santo Curato d’Ars, ovvero San Jean-Marie Vianney, che se li lasciava scendere fino alla nuca. In generale, però, è meglio seguire il consiglio espresso nelle su citate parole di San Paolo, anche perché gli uomini laici e sani hanno la vocazione alla vita militare, che non tollera di lasciarsi crescere troppo i capelli.
È invece sempre doveroso per un uomo tenere i capelli puliti e in ordine, non troppo scomposti né arruffati. Tingerli è un genere di vanità che si addice poco all’uomo e alla sua virilità, e acconciature strane o che sfigurano l’aspetto sono assolutamente da evitare.

John F. Kennedy
John F. Kennedy (1917-1963), Presidente cattolico degli Stati Uniti d’America.

L’acconciatura più tradizionale e fine per l’uomo occidentale prevede la riga e la pettinatura da sinistra verso destra. Ad ogni modo, non si tratta di una regola ferrea.

La barba può anche andar bene lunga, altrimenti bisogna rasarla regolarmente ogni mattina, evitando di lasciarla incolta. Anche i baffi non sono male… in queste cose però gli uomini sposati devono saper piacere alla loro signora.

Le unghie vanno tagliate e limate quando cominciano a crescere troppo. Attenzione a non cadere nel malvezzo di lasciare l’unghia del mignolo più lunga, come fanno certuni volendo servirsene per “lavoretti” di pulizia personale. Il nostro aspetto non deve far pensare alla sporcizia, nemmeno a quella che vogliamo toglierci di dosso.

I vestiti, giacca e pantaloni, prendono meno pieghe se si cambiano ogni giorno, e così le scarpe, che idealmente andrebbero tenute a riposo almeno due giorni. Guardiamo che le nostre scarpe siano sempre a posto, tenendo d’occhio il tacco, casomai sia da rifare. La pulizia e la lucidatura vanno curate per tempo prima di dover rimettere quel paio di scarpe.

L’alito può risentire di una scarsa igiene orale, come pure dell’alimentazione (aglio, cipolla, troppi zuccheri…). Per altre cause, è opportuno consultare un buon medico.

Bisogna lavarsi quanto richiede il nostro corpo per restare pulito e inodore, usando deodoranti adeguati se ci capita di avere un sudore che si fa sentire intorno sgradevolmente.

I profumi sono consentiti, come sta scritto (Mt 6,17-18): «Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto». Ovviamente, l’uso maschile di profumi (e dopobarba) è del tutto facoltativo e variabile a seconda del contesto sociale.

Al bando orecchini e tatuaggi, perché Dio ci ha creato a sua immagine e somiglianza (Gn 1,26), e niente deve sfigurare la nostra persona. Il nostro corpo sia in tutto «tempio dello Spirito Santo» (1 Cor 6,19).

Possibili trattamenti estetici, anche di tipo chirurgico, sono sicuramente giustificabili in caso di eventi deturpanti, come escrescenze, ferite e simili. Un’altra buona ragione sarebbe voler eliminare un difetto che rappresenta una bruttura deformante, soprattutto se l’uomo vuole mostrarsi al meglio alla sua sposa o fidanzata.
Sarebbe tuttavia sbagliato e pericoloso cercare di eliminare ogni imperfezione, o richiedere interventi perché in realtà siamo spiritualmente a disagio con noi stessi. Un buon chirurgo plastico, quanto meno, approfondirà il motivo per cui si viene da lui a chiedere una modifica permanente del proprio aspetto.
Non bisogna poi nemmeno sopravvalutare i propri difetti fisici. Nel conquistare una vera donna come sposa valgono molto di più le virtù dell’uomo. In particolare la profondità della fede, la nobiltà d’animo e la capacità di rendere la donna felice con ogni gesto, sguardo e parola. Inoltre, dal punto di vista fisico, la donna apprezza nell’uomo un viso gradevole, la forza e la virilità, più che le sottigliezze di questo o quel lineamento.
Gli anziani e le anziane si guardino bene dai cosiddetti lifting che stirano le rughe e i segni dell’invecchiamento, rendendo però il volto una maschera irreale. L’invecchiamento del nostro viso non è un problema, se i nostri lineamenti sono animati da un bel sorriso e dal riflesso di una ricca vita interiore. Anzi, è bene che in una persona anziana si possano riconoscere i segni dell’età, insieme alla saggezza di chi ha vissuto a lungo nella fede.
Fra l’altro, un’operazione chirurgica comporta sempre dei rischi, legati all’anestesia o all’intervento stesso. Poi non tutti e non tutte le famiglie possono permettersela, visto che per evitare danni o risultati mediocri è consigliabile rivolgersi ai migliori medici.

L’uomo ha il dovere, se gode di buona salute, di prepararsi ad essere un soldato

Chuck Norris
L’americano Carlos Ray “Chuck” Norris, attore e cultore delle arti marziali, per sette anni consecutivi campione mondiale dei pesi medi di karate.

eccezionale, per difendere la propria famiglia, la Patria e quello che resta della Civiltà Cristiana. La formazione dell’uomo militare comincia appena si è raggiunta un’età adeguata per praticare le tre attività fondamentali: corsa, sviluppo muscolare, arti marziali. A questo si aggiungerà l’addestramento alle armi, come è previsto o consentito dalla legge vigente.
Ricordiamoci sempre che ai confini dell’Occidente, e ormai in massa anche nelle nostre nazioni, premono gli islamici che sono spesso uomini giovani e agguerriti. I cristiani devono tornare ad essere uomini!

Anche con l’avanzare degli anni, l’uomo deve sempre mantenere, per quanto possibile, una decente forma fisica, se non altro per riguardo della propria sposa.
Ad esempio, bisogna evitare di far crescere la pancia a dismisura, seguendo un’alimentazione equilibrata e facendo esercizi addominali. Questo tipo di esercizi sono possibili in certe varianti anche quando si soffre di ernia inguinale; conviene chiedere indicazioni a un bravo fisioterapista.
Molto importante, anzi, indispensabile come premessa per ogni attività fisica, è un’accurata visita medica e cardiologica, con elettrocardiogramma. Del resto, questa visita può essere un salvavita per tante persone, a partire dai più giovani.

L’andatura e le buone maniere

L’andatura dell’uomo deve essere dignitosa, ma senza la minima affettazione e quindi con naturalezza. La nostra responsabilità è di portare in mezzo alle altre persone non l’idea che ci siamo fatti di noi stessi, ma il Signore Gesù, con la sua fedeltà e il suo amore che non conosce confini.

Se si guarda ai nobili e ai regnanti che compaiono sulla scena internazionale, non appare più un nobile di sangue che lo sia anche d’animo e di condotta. Spetta a noi, uomini e donne di fede, comportarci da gentiluomini e gentildonne, stabilendo regni senza macchia nelle nostre famiglie. Siamo noi, spesso disprezzati dalla massa soddisfatta delle sue vie, a dover lottare giorno dopo giorno, tenendo alto il vessillo di Maria Santissima. Con la nostra perseveranza dobbiamo attirare più persone possibili a Maria, per poterle così rendere sicuramente fedeli a Cristo, il Figlio Divino.

Gli uomini devono quindi comportarsi nobilmente con gli altri uomini e soprattutto con le donne. A volte incontreremo, in modo magari inatteso, una donna che aspetta solo un invito per mostrare tutta la grandezza di cui è capace. Anche per lei sarà valso combattere «la buona battaglia» (2 Tm 4,7).

Baciamano 3

Conclusione

Il presente scritto dice molto sull’uomo e la sua missione. Lo affido ai lettori come un talento che non dovrà essere seppellito, ma messo a frutto. Se infatti è una gioia appartenere a Cristo, lo è anche essere uomini a sua imitazione.


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