Una visita a Roma, ex capitale della Cristianità

Basilica di S. Maria in Trastevere - particolare dell'abside - foto di Alessandro Grussu su flickr
Basilica di S. Maria in Trastevere, particolare dell’abside (foto di Alessandro Grussu su flickr.com)

Lunedì 19 agosto 2019

Questa mattina sono partito in compagnia dalla cittadina dove risiedo e abbiamo raggiunto Roma, per un giro che doveva includere principalmente Trastevere.
Trastevere, trans Tiberim, appartiene alla zona che comprende anche l’attuale Vaticano, sulla riva destra del Tevere dove l’Impero Romano stabilì tardivamente il suo dominio.
È da quell’area che il Cristianesimo ebbe origine a Roma. Successivamente, i vari quartieri avrebbero preso ciascuno il loro nome e solo uno si sarebbe chiamato Trastevere.
E io ci tenevo a visitarlo, per più motivi: le antiche radici cristiane, le molte chiese che si possono visitare – particolarmente la Basilica di S. Maria in Trastevere –, il fascino pittoresco di vie e piazze e il passato di isola felice di cui resta memoria.
Ad agosto, Roma si libera dal traffico esasperato degli altri mesi, e anche il turismo cala decisamente rispetto alla punta del mese di giugno, pur restando un fenomeno vistoso nel centro storico.
All’inizio del cammino, dovevo ancora mettere a fuoco a livello di pensiero la situazione e quello che vedevo. Così, ancora un tantino pesce fuor d’acqua, sono giunto in piazza S. Maria in Trastevere ed ecco, la facciata della Basilica s’innalzava di fronte in tutto il suo splendore. Nel centro della piazza, una fontana zampillante.
Ora, non so se tutti voi lettori ne siete al corrente, ma S. Maria in Trastevere è caduta da molti anni in mano ai modernisti, clero e laici, cioè a quelli che combattono la fede e la Chiesa tradizionali. Addirittura, parroco di S. Maria è stato Monsignor Vincenzo Paglia, l’Arcivescovo famoso per aver lasciato in eredità alla diocesi di Terni una voragine finanziaria e alla Cattedrale di là un affresco a base di oscenità omosessuale. Ormai carico di gloria, di recente ha fatto piazza pulita al Pontificio istituto Giovanni Paolo II per il matrimonio e la famiglia, licenziando i professori che si mantenevano fedeli alla dottrina cattolica. Dai Vince’, a costo di farti arrabbiare sul serio ti dico che offro alla Madonna tre Ave Maria per la tua povera anima.
Il braccio laico dei modernisti in Trastevere è invece la Comunità di Sant’Egidio, che trasforma periodicamente la Basilica di S. Maria in sala di ristorazione per i poveri, usati quindi come grimaldello per violare il luogo sacro con la profanità.
Tutto questo lo sapevo, ma nondimeno, in cuor mio, mi proponevo di passare lunghi momenti di raccolta preghiera nella Basilica di S. Maria in Trastevere, dopo aver contemplato dal vivo i mosaici dell’abside realizzati nel tardo Medioevo dall’artista Pietro Cavallini, e dedicati alla Madonna. Inoltre si tratta di un luogo di culto antichissimo, che sorge là dove già agli inizi del Cristianesimo fu eretta una prima chiesa, intorno al punto in cui una fonte d’olio era sgorgata miracolosamente, continuando a fluire per un giorno intero, poco prima della nascita di Cristo e come segno profetico della sua venuta.
Siamo entrati, e i mosaici sì, li ho visti e fotografati, come potevo. Ma il raccoglimento e la preghiera in quel luogo così sacro sono impediti con un accorgimento degno di un clero ateo, comunista o massone: brani di musica escono continuamente dagli altoparlanti, stordendo le persone alle quali è negato il silenzio in chiesa per poter pregare.
Se poi avvicinassimo uno di quegli “operatori del sacro”, sempre che non siano mimetizzati in borghese, nel migliore dei casi avrebbero pronta la scusa: si tratta di musica sacra… Che vita perduta nella cialtroneria, in attesa della terribile retribuzione divina!
Nella Basilica, come poi in ogni via o chiesa che abbiamo visitato, si muovevano torme di turisti, tutti fotocopie degli stessi tipi umani: il viso spento, senza traccia di fede, amore, speranza; il corpo mezzo nudo (bermuda, pantaloncini, minigonne, vestitini, magliette, canottiere…); la macchina fotografica o il telefonino puntati a inquadrare luoghi di cui non si intende minimamente il significato spirituale.
Abbiamo fatto anche ingresso nel Pantheon, pieno come un formicaio delle stesse fotocopie ambulanti.
Tornati fuori, mi ha colpito veder passare, in fretta, un sacerdote in abito talare. Quello che deve essere immagine di Gesù Cristo il Buon Pastore, aveva anche lui un volto spento, senza fede, né amore, né speranza. Ma una particolarità distingueva il suo viso da quello dei turisti fotocopia: l’espressione dura, disamorata, come di chi abbia un cuore gelido e impietrito, covi un odio permanente verso qualcuno o nutra propositi suicidi. Per questo infelice in talare abbiamo pregato. Per favore, elevate anche voi una preghiera con il cuore.
Altre chiese erano chiuse per via del giorno o dell’orario in cui ci recavamo a visitarle. Siamo però riusciti ad entrare in S. Luigi dei Francesi. Là due o più cartelli invitavano al silenzio; il silenzio dei turisti fotocopia era però un diffuso mormorio, destinato ad appagare la soddisfazione dell’io umano messo al centro di tutto.
La chiesa di S. Luigi dei Francesi è stupenda, un tripudio d’arte e splendore in ogni punto che si offra allo sguardo. E cos’hanno fatto gli omuncoli del clero modernista? L’hanno riempita di banchi senza inginocchiatoi, così che non ci si possa inginocchiare davanti a Dio in quella che è stata mirabilmente costruita per essere la sua casa.
Sì, «La mia casa sarà casa di preghiera, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!» (Lc 19,46). Ladri di silenzio, di riverenza, di preghiera, di culto, di Verità, di vita delle anime avviate in tutti i modi verso la dannazione dalla falsa chiesa dei nostri tempi.
Eppure chi cerca trova, e Dio si fa trovare da chi, mosso dal suo Santo Spirito, lo cerca con cuore sincero. Anche nell’inferno di una Roma non più cristiana.


5 risposte a "Una visita a Roma, ex capitale della Cristianità"

  1. Caro Isidoro
    Concordo pienamente con il tuo articolo, non mi pare però che mons.Paglia sia “Cardinale”, semplicemente un arcivescovo, la cui specialità è fare più danni possibili.
    Ti chiedo se hai mai atto una visitina al “Museo delle anime del Purgatorio” adiacente nella chiesa del Sacro Cuore del Suffragio”, zona Lungotevere Prati 12, non molto lontano da via della Conciliazione, personalmente non ci sono mai stato, mi sono ripromesso di visitare sia la bella Chiesa che il museo.
    Ciao
    Francesco

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    1. Caro Francesco, grazie per la preziosa osservazione sul titolo di Paglia; ho subito provveduto a correggere l’articolo. No, quella visitina non l’ho mai fatta. Magari può servire a volerla fare con decisione in questa vita, la nostra purificazione… Un caro saluto e una preghiera per te.

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  2. L’ha ripubblicato su Pastor Aeternus proteggi l'Italiae ha commentato:
    A Roma sono nata. Mio padre è nato a Trastevere e a Santa Maria in Trastevere ha fatto il chierichetto. Le chiese e basiliche citate nell’articolo le conosco a memoria,in esse ho seguito la Santa Messa Tridentina prima che i modernisti gnostici okkupassero il Soglio di Pietro a partire da Roncalli, iscritto anche alla massoneria.
    Che dolore pensare alla Roma di quando ero piccola dove i sacerdoti portavano la talare e le suore vestivano ancora da spose di Cristo e confrontarla con quella di oggi la meretrice di Babilonia. Il Vaticano oggi covo di briganti omosessualisti, comunisti e faccendieri ormai circondato e divorato dalle fiamme dell’Inferno è il luogo ove San Pietro è stato martirizzato.
    I servi di satana non praevalebunt!

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