Quei falsi fratelli e sorelle che offendono la purezza…

«Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8)
«Vi ho scritto nella lettera precedente di non mescolarvi con gli impudichi. Non mi riferivo però agli impudichi di questo mondo o agli avari, ai ladri o agli idolatri: altrimenti dovreste uscire dal mondo! Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello, ed è impudico o avaro o idolatra o maldicente o ubriacone o ladro; con questi tali non dovete neanche mangiare insieme» (1 Cor 5,9-11).
«Verranno certe mode che offenderanno molto Gesù» (Nostra Signora di Fatima, 1917).

Al giorno d’oggi, tutti i tradimenti sono consumati. Ce n’è uno in particolare su cui vorrei soffermarmi, e che riguarda non i lontani dalla fede, ma quelli che sono impegnati nella testimonianza cristiana. In tanti di questi ambienti, si dà infatti spazio a donne che offendono la purezza con il loro abbigliamento, scoprendosi in maniera provocante. Si portano avanti conferenze, interventi, manifestazioni, incontri, dichiarazioni dai toni eroici… sempre con in mezzo l’indecenza femminile.
Sarebbe allora il caso di ricordare che al cristiano è richiesto non di fare dei bei discorsi, buoni per tutti, ma di praticare le virtù e di compiere «opere degne della vostra conversione» (Lc 3,8).
Poi sorge una domanda: che cristiane, mogli e madri possono mai essere queste donne che offendono la purezza e provocano i bassi istinti degli uomini?
Mostriamo a titolo d’esempio tre immagini molto eloquenti.

Compagnia dell'Immacolata delle Svestite

Dal Canada, abbiamo un’iniziativa di LifeSite, l’agenzia giornalistica n. 1 al mondo nell’informazione cattolica non politicamente corretta.
A maggio 2019, con la foto che vedete pubblicizzavano «il lancio della Compagnia dell’Immacolata (Immaculata Fellowship), un apprendistato di dieci mesi concepito per formare la nuova generazione di protagonisti nella lotta per ricostruire la civiltà cristiana».
Si elencavano i seguenti requisiti: età giovane, essere cattolici praticanti, disponibilità a partecipare ad un evento a Roma e poi ad un altro a Ottawa, in Canada…
Addirittura bisogna esser pronti ad attraversare l’Oceano… E per cosa? Per assomigliare, se si è giovani donne, a quelle in minigonne e miniabiti che si vedono nella foto esibita come rappresentativa.
Notate che quelle con le gambe coperte portano tutte i pantaloni. Seguono insomma la ferrea legge delle donne libere ed emancipate: o mezze nude, per provocare gli uomini, o con i pantaloni, per imitarli.
Queste sarebbero le “protagoniste nella lotta per ricostruire la civiltà cristiana”. Almeno non si fossero permessi di nominare la Madonna, Madre di Dio e dei cristiani, Madre della purezza!

Tradizione senza purezza. Università d'estate Fondazione Lepanto 2019

Dall’Italia, ecco la foto ricordo di luglio 2019 dell’Università d’Estate, cioè una serie di conferenze tenutesi come ogni anno nella stagione estiva. L’Università d’Estate è promossa dalla Fondazione Lepanto, rivestita peraltro di grandissimi meriti, soprattutto grazie al suo Presidente, il Prof. Roberto de Mattei.
E cosa vediamo? Solo una delle tante donne è vestita in modo femminile e coperta in modo appropriato, anche se con un sopra un po’ strambo. Le altre, come da regolamento mondano, se ne stanno in pantaloni, braccia e spalle nude, miniabito o minigonna. Se queste sono le avanguardie della fede cattolica… allora viene da dire: Ma lasciamo perdere!
Alla larga da chi afferma di essere fratello o sorella e non rispetta la pudicizia, come insegna San Paolo: «Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello, ed è impudico o avaro o idolatra o maldicente o ubriacone o ladro; con questi tali non dovete neanche mangiare insieme».

Tradizione senza purezza. Campo estivo ragazze luglio 2018 - Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote

Infine, l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote pubblica sul suo sito diverse foto del “Campo estivo delle ragazze luglio 2018”, tenutosi sulle Alpi Cozie. Ci riteniamo in diritto, come figli della Chiesa Cattolica, di riprendere qui una delle immagini a titolo di denuncia.
Di fronte allo sconcio accostamento tra abito tradizionale del clero e nudismo delle infelici giovani affidate a tale clero, ci viene in mente il passo del Santo Vangelo riguardante l’amministratore disonesto.
Disonesti sono infatti i costumi, e allora valgono queste lapidarie parole (Lc 16,1): «C’era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi». Qui si sperpera la salvezza eterna delle anime! «Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore».
Il clero che lascia le donne e le ragazze nell’oscenità, non assolve la missione che gli è stata affidata. Farebbero meglio, se hanno davvero la vocazione, a rimediare con urgenza; oppure, se non hanno la vocazione, lascino e vadano a cercarsi un lavoro onesto.

San Pio da Pietrelcina, il nostro amatissimo Padre Pio, cacciava via le donne che offendevano il pudore anche meno gravemente di queste. E forse caccerebbe via anche i laici e i pastori che non parlano per ristabilire la decenza delle donne.
Dichiarò un giorno Padre Pio:

Desidero che voi tutti, miei carissimi figli spirituali, attacchiate con l’esempio e senza alcun rispetto umano una santa battaglia contro la moda indecente. Dio sarà con voi e vi salverà! Le donne che cercano la vanità nelle vesti non possono mai appartenere a Cristo, e codeste perdono ogni ornamento dell’anima non appena questo idolo entra nei loro cuori. Si guardino da ogni vanità nei loro vestimenti, perché il Signore permette la caduta di queste anime per tali vanità.

Mentre nel messaggio profetico di Quito, svoltosi a cavallo tra il XVI e il XVII secolo in Ecuador, la Madonna ammoniva così l’umanità per i tempi che sarebbero venuti e che sono i nostri:

In questi tempi sciagurati, ci sarà una lussuria ostentata che terrà le persone nel peccato e conquisterà innumerevoli anime frivole che si perderanno. Non si troverà quasi più l’innocenza nei bambini, né la modestia nelle donne. Nel supremo momento del bisogno della Chiesa, coloro che dovranno parlare resteranno in silenzio!

E noi, nel supremo momento del bisogno della Chiesa, vogliamo compiere il nostro dovere di parlare o preferiamo rimanere in silenzio?
Di tutto dovremo rendere conto a Dio, che ci ha affidato i talenti da far fruttare (Mt 25,14-30). Guai al «servo malvagio e infingardo» che seppellisce il proprio talento e si chiude in un silenzio indifferente!

Articoli su modestia femminile e maschile:

Modestia maschile, ovvero il decoro dell’uomo
Consigli per donne in cerca di pudore (e bellezza)
Sento nostalgia di mia Madre
A proposito del costume maschile della donna. Lettera del Card. Giuseppe Siri
Breve storia dell’abbigliamento femminile. Dall’imitazione di Maria alla donna oscena

 


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