Il significato della modestia per i cristiani

Modestia 51
Lo splendore di una donna perfettamente modesta.

Oggigiorno, il significato della modestia non è molto chiaro. Alcuni lo intendono confusamente e rifiutano anche la sola idea con disprezzo. Altri colgono il significato in qualche modo e cercano di metterlo in pratica, ma con un risultato che fa pensare piuttosto alle mode attuali. Altri ancora, e non sono pochi, si domandano semplicemente cosa voglia dire modestia: forse una certa umiltà?
Perciò qui vorremmo condividere quale sia il significato della modestia per i cristiani. Lo mettiamo in relazione a Dio e alla purezza allo stesso tempo.

La modestia è rivolta, in primo luogo, a glorificare Dio, nascondendo la carne e presentando un’immagine spirituale di noi stessi, per poter meglio rivelare Dio e ciò che è spirituale. A proposito, il nostro volto è lo specchio dell’anima, e possiamo notare che il trucco seppellisce l’anima della donna sotto una maschera convenzionale, spegnendo i segni di vita spirituale sul suo volto.
Secondariamente, la modestia permette a noi uomini e donne di affermare la nostra dignità. Una dignità più grande sta in un’immagine più spirituale di noi stessi, mentre più scopriamo il nostro corpo e meno siamo dignitosi.
Come terzo punto, che è quello più comunemente inteso, la modestia, per l’uomo e la donna, vuol dire evitare completamente di provocare la sensualità di altre persone. Anche qui, è importante andare al di sopra del mero livello umano: la sensualità non è cattiva solo perché trascina nel fango dell’impurità le persone, le famiglie e la società, ma perché allontana le persone da Dio, che è il nostro fine supremo. Non dovremmo mai far spostare l’attenzione delle persone da Dio al nostro corpo o a cose vane.

Se noi veramente adoriamo Nostro Signore Gesù Cristo e veneriamo la sua e nostra Madre Immacolata Maria, non possiamo sbagliarci su chi sono i nostri modelli. L’imitazione di Cristo e Maria è l’essenza della vita degli uomini e delle donne cristiani.
Ci sbaglieremmo seriamente, e saremmo anche blasfemi, pensando che Gesù e Maria, il Figlio Divino e sua Madre, siano stati in qualche misura condizionati dalla bassezza e dalla transitorietà umane, e quindi dalle usanze di quei tempi. Gesù e Maria sono la perfezione suprema in ogni aspetto, così com’è voluta dal Padreterno, incluso il loro abbigliamento, e ci indicano qual è la sola e perfetta via da seguire. Il loro abbigliamento ha quattro qualità che tutta l’umanità è chiamata ad imitare, se possibile nello stesso stile, altrimenti in uno stile che sia più possibile simile al loro: 1) copertura completa del corpo, e per le donne anche del capo, ma in maniera aggraziata (quindi non, per esempio, come le donne islamiche); 2) solennità; 3) semplicità; 4) bellezza senza tempo.

Le nozze di Cana 3
Le nozze di Cana. Gesù, la Madonna, i due sposi e le giare con l’acqua che sta per diventare vino.

Il ruolo della donna è indispensabile e prezioso nella vita umana. Le donne sono le spose e le madri, che con il loro amore e la loro delicatezza più grandi tengono nelle loro mani il destino degli uomini e della prole umana.
Dunque qual è il fine che le donne, come pure gli uomini, devono perseguire? Dio è il nostro fine supremo. Questo vuol dire che il ruolo della donna è rendere gli uomini e i figli veri adoratori di Dio, sulla via della santità.
La nostra Madre Immacolata Maria, Madre di Dio e dei Cristiani, è così santa e adempie un ruolo così insostituibile perché Lei è la Madre che ci porta più vicino a Dio, con la sua inesprimibile santità, umiltà, purezza, maestà, bellezza e così via. Il suo modo di vestire è il segno esterno di tutto questo. E sappiamo che è il modo di vestire di un’intera società, quella degli antichi ebrei che erano stati chiamati ad essere il popolo santo di Dio. Non solo, ma si tratta dell’abbigliamento femminile che era scelto dalle donne nell’era cristiana della storia umana, il Medioevo.
In quei secoli benedetti, infatti, le donne erano così pie che volevano imitare Maria, la Madre di Dio, e così facevano. E la società occidentale, per quanto non paradisiaca, era profondamente cristiana e fioriva. Le donne riuscivano a mantenere la fede per se stesse e le loro famiglie.

La scuola dell'infanzia (1898 Henry Jules Jean Geoffroy)
La scuola dell’infanzia, 1898, Henry Jules Jean Geoffroy. La dignità femminile ancora alla fine dell’Ottocento, prima della società atea.

Verso la fine del Duecento l’Occidente cristiano, cattolico, venne a stretto contatto con l’impero corrotto che aveva Bisanzio, l’odierna Istanbul, come suo centro. Allora sia lo stile di vita che l’abbigliamento del grande Occidente cominciarono a seguire i criteri mondani dei bizantini. Le donne iniziarono a scoprire il capo, e poco a poco, lungo i decenni, a indossare un abbigliamento meno casto.
Molte donne, con il passar del tempo, non guardarono più all’Immacolata come al loro modello. Non desideravano più imitarla. Questo è stato un elemento essenziale nella crisi della civiltà occidentale, cattolica del Medioevo.
Anche gli uomini cambiarono: il loro ideale smise di essere la cavalleria e s’incentrò sulla vita molle dei cortigiani; la sodomia si affermò presto tra gli uomini in Italia, che era stata il cuore della civiltà cattolica. Era l’inizio di un processo che ha fatto cambiare l’Occidente da terra dei credenti in terra di gente, governi e leggi rivolti contro Cristo.
Lo scorso secolo è stato un tragico punto di svolta verso l’inferno nella storia umana, da ogni punto di vista. Nel corso di pochi decenni l’Occidente ha sperimentato, oltre a due guerre mondiali, il degrado dell’arte, della musica, della letteratura, della monarchia, del clero e della liturgia cattolici, dei valori sociali, della stima per la vita e la procreazione, della famiglia e anche dell’abbigliamento.
È stato negli anni Venti che le donne hanno iniziato a scoprire le gambe, negli anni Cinquanta a indossare i pantaloni come gli uomini, e successivamente a portare minigonne e roba simile. Nel frattempo, l’oscena vita di spiaggia si diffondeva in tutto l’Occidente, con milioni di persone che si mostrano poco meno che nude in pubblico. Tutto questo è avvenuto nel XX secolo per la prima volta nella storia.
Nostra Signora di Fatima aveva profetizzato il cambiamento nelle sue apparizioni del 1917: «Saranno introdotte certe mode che offenderanno moltissimo Nostro Signore».
Sorprendentemente, un annuncio sulla situazione contemporanea era già stato dato nel 1610, quando la Santa Vergine apparve a una suora nella città di Quito, in Ecuador. Madre Mariana de Jesús Torres, che poi sarebbe stata proclamata Serva di Dio dalla Chiesa, ricevette tra le altre la seguente forte profezia, riguardante principalmente il XX secolo:

In questi tempi sciagurati, ci sarà una lussuria ostentata che terrà le persone nel peccato e conquisterà innumerevoli anime frivole che si perderanno. Non si troverà quasi più l’innocenza nei bambini, né la modestia nelle donne. Nel supremo momento del bisogno della Chiesa, coloro che dovranno parlare resteranno in silenzio!

Sapendo tutto questo, noi cosa faremo? Accetteremo di far parte di quelli che restano in silenzio? La Madonna si appella a me e a te, chiedendoci di portare ovunque il Vangelo di Cristo, che è anche il Vangelo della modestia.

Quindi vediamo che il nostro modo di vestirci non è una cosa di poca importanza. Al contrario, il nostro abbigliamento è un mezzo fondamentale per ottenere il nostro bene e quello dell’intera società. La società umana ha un disperato bisogno che Dio, Creatore di tutti e Padre dei cristiani, venga di nuovo posto al centro della nostra vita. Dobbiamo far questo con tutto il nostro cuore, tutta la nostra anima, tutta la nostra forza e tutta la nostra mente. Per riuscirci, la sola via è imitare Cristo e Maria, con la nostra vita interiore ed esteriore.

Se vogliamo essere seri nel nostro impegno verso Dio, dobbiamo scegliere l’abbigliamento appropriato. È ancora possibile ottenerlo. Alcuni capi d’abbigliamento femminile veramente casti si possono trovare nei negozi o su internet, e noi possiamo sempre ricorrere al lavoro di un sarto o alle nostre stesse mani. Quindi cominciamo a cercare e ad agire, senza mai scambiare ciò che è solo meno osceno e vergognoso con ciò che è davvero coprente e modesto.
La modestia non c’è veramente quando si espone la nudità del corpo, tranne i piedi, le mani, il collo e la testa. Un velo da S. Messa prende in giro la modestia quando è trasparente o vistoso: in questo modo, l’infelice oggetto ecciterà la curiosità di tutti e i bassi istinti degli uomini.
Anche quando non possiamo imitare Cristo e Maria nel loro stile di abbigliamento, dobbiamo almeno imitarli nella loro purezza, coprendo la nudità del nostro corpo. E se le donne non possono sempre portare un velo come Maria, la Madre di Dio, la Regina dell’Universo, potrebbero almeno portare i capelli raccolti e non sciolti, per avere un aspetto dignitoso e non piuttosto selvaggio.

Per completezza, chiariamo anche la questione del caldo che spingerebbe a scoprire il corpo alla vista degli estranei.
Per almeno un millennio, dopo gli antichi ebrei anche gli occidentali, dalla Svezia alla Sicilia, dal Portogallo alla Polonia, hanno mantenuto una perfetta modestia, in ogni stagione dell’anno. Anche loro avranno sentito caldo d’estate, come noi, soprattutto nei Paesi dell’area mediterranea o in quelli a clima continentale. Tuttavia hanno tollerato il caldo tenendosi coperti, magari con tessuti più leggeri, come sarebbe possibile anche per noi. Quello che non tolleravano, anzi, che non si sarebbero mai sognati di fare, era offendere la modestia, il decoro, la purezza.
Per arrivare alla nostra situazione è stato necessario il capovolgimento dei valori: l’impurità, l’immodestia e l’indecenza come nuovi comandamenti, e il caldo come uno dei pretesti.

Ma torniamo a parlare della figura femminile.
Il genere di dignità che una donna devota e modesta può acquisire è simile alla dignità della Madonna. Maria, la Madre di Dio, è la Regina dell’Universo; una donna che imita Maria sarà anche lei una regina. Sarà grandemente onorata dagli uomini veri che esistono ancora e che s’inchineranno dinanzi a una signora di tale presenza, considerandola con un’ammirazione profonda e pura.

Se vogliamo veramente servire Dio e diventare santi, allora non ci accontenteremo dei bassi criteri di questo mondo, ma tenderemo alla via più alta. Una vita santa è la sola bella, la sola veramente degna di essere vissuta.

Invochiamo la SS. Vergine Maria e affrettiamoci a consacrare a Lei noi stessi e le nostre famiglie. E non dimentichiamo la più importante predizione di Nostra Signora di Fatima: «Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà!».

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