Il significato della modestia per i fedeli cristiani

Modestia 51
Lo splendore di una donna modesta.

Cos’è la modestia?

Oggigiorno, il significato della modestia non è molto chiaro. Alcuni lo intendono confusamente e rifiutano anche la sola idea con disprezzo. Altri colgono il significato in qualche modo e cercano di metterlo in pratica, ma con un risultato che fa pensare piuttosto alle mode attuali. Altri ancora, e non sono pochi, si domandano semplicemente cosa voglia dire modestia: forse una certa umiltà?

Perciò qui vorremmo condividere quale sia il significato della modestia per i fedeli cristiani.

La modestia è rivolta, in primo luogo, a glorificare Dio, nascondendo la carne e presentando un’immagine spirituale di noi stessi, per poter meglio rivelare Dio e ciò che è spirituale. A proposito, il nostro volto è lo specchio dell’anima, e se una donna si trucca, il suo volto viene coperto da una maschera convenzionale, che spegne ogni riflesso di vita spirituale.

Secondariamente, la modestia permette a noi uomini e donne di affermare la nostra dignità. Una dignità più grande sta in un’immagine più spirituale di noi stessi, mentre più scopriamo il nostro corpo e meno siamo dignitosi.

Come terzo punto, che è quello più comunemente inteso, la modestia riduce molto la possibilità di provocare la sensualità di altre persone. Anche qui, è importante andare al di sopra del mero livello umano: la sensualità non è cattiva solo perché può trascinare nel fango dell’impurità le persone, le famiglie e la società, ma perché allontana le persone da Dio, che è il nostro fine supremo.

In principio, quando Dio creò l’uomo e la donna, i nostri progenitori Adamo ed Eva, loro erano innocenti e dimoravano beati e nudi nel Giardino dell’Eden. Poi vennero tentati dal diavolo e si macchiarono del peccato originale, un atto di sfiducia e ribellione a Dio. Fra le altre conseguenze, questo fece sì che Adamo ed Eva sperimentassero la concupiscenza, cioè la tendenza alla lussuria, specialmente vedendo la nudità l’uno dell’altra. Ciò spiega perché abbiamo bisogno di coprire i nostri corpi di fronte agli altri, invece di esporli. Soprattutto gli uomini sono sensibili a tentazioni di questo tipo, mentre le donne generalmente prestano più attenzione all’espressione dei sentimenti. Quindi è prova di onestà e sensibilità da parte delle donne coprirsi castamente per aiutare gli uomini ad elevare la mente e il cuore a Dio. Inoltre, più le donne sono pure e caste, e più gli uomini tenderanno ad essere nobili e rispettosi.

I nostri veri modelli

Se noi veramente amiamo Nostro Signore Gesù Cristo e la sua e nostra Madre Immacolata Maria, certamente vorremo imitarli come nostri modelli. L’imitazione di Cristo e Maria è l’essenza della vita degli uomini e delle donne cristiani.

Ci sbaglieremmo seriamente, e saremmo anche blasfemi, pensando che Gesù e Maria, il Figlio Divino e sua Madre, siano stati in qualche misura condizionati dalla bassezza e dalla transitorietà umane, e quindi dalle usanze di quei tempi. Il Signore Gesù è la perfezione suprema in ogni aspetto, e la sua Santa Madre è suprema fra tutte le creature, come voluta dal Padreterno. Questo naturalmente include il loro abbigliamento, e ci indica qual è la sola e perfetta via da seguire. Il loro abbigliamento ha quattro qualità che tutta l’umanità è chiamata ad imitare, se possibile nello stesso stile, altrimenti in uno stile che sia più possibile simile al loro: 1) copertura completa del corpo, e per le donne anche del capo, ma in maniera aggraziata (quindi non, per esempio, come le donne islamiche); 2) solennità; 3) semplicità; 4) bellezza senza tempo.

Le nozze di Cana 3
Le nozze di Cana. Gesù, la Madonna, i due sposi e le giare con l’acqua che sta per diventare vino.

Le tuniche fatte da Dio stesso per Adamo ed Eva dopo la loro caduta, erano gli archetipi degli abiti di Cristo e di Maria Santissima, abiti che rappresentavano a loro volta il vestiario tipico degli antichi ebrei, il popolo di Dio. E poiché il modo di vestirsi di Gesù e Maria era condiviso dal popolo di Dio, il loro abbigliamento ha due significati: il primo, la santità; il secondo, la civiltà al suo livello più alto.

Non solo, ma si tratta del modo di abbigliarsi scelto dalle donne nell’era più cristiana della storia umana, il Medioevo, mentre in quei secoli gli uomini cominciarono a indossare i pantaloni.

Come osserva Robert T. Hart nel suo brillante libretto Those Who Serve God Should Not Follow the Fashions (Quelli che servono Dio non devono seguire le mode; scaricabile qui nella versione inglese),

Andrebbe pure notato che attraverso i secoli, dai tempi degli Apostoli fino agli anni Venti del Novecento, le donne cristiane […] hanno generalmente indossato vestiti ampi che arrivavano alle caviglie o quasi. […] Ma perché la forma tradizionale di abbigliamento per le donne è un vestito lungo o  una gonna lunga? La spiegazione sta nel fatto che i vestiti sono una forma di abbigliamento più dignitosa dei pantaloni, e adornano e salvaguardano allo stesso tempo la bella e delicata femminilità della donna. […] Sì, persino i giudici, i sacerdoti e i re tradizionalmente indossano delle vesti che li distinguono, a significare la speciale dignità della loro posizione. […] Il loro modo di vestirsi richiama gli altri al rispetto. E mentre si addice a un uomo indossare una veste (di tipo maschile), come era d’uso nei tempi biblici, è da ritenersi che non si addica a una donna degradare la sua dignità femminile indossando i pantaloni. […] Gli abiti rivestono in maniera decorosa la forma femminile e velano di mistero e dignità quell’intimo centro da dove una nuova vita umana viene al mondo. E i vestiti lunghi aiutano le donne a salvaguardare la modestia quando loro si piegano, si curvano in avanti, lavorano e vanno in giro nei loro compiti giornalieri.

Le acconciature femminili

La Chiesa insegna che gli Autori della Sacra Bibbia scrissero soltanto ciò che Dio voleva che scrivessero. Ecco perché i veri cattolici (non i Giuda) considerano la Bibbia come la Parola di Dio e non di uomini mondani. Ora, riguardo al modo di portare i capelli, San Paolo ci insegna così nella Sacra Scrittura (1 Cor 6.14-15):

Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. […] Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere?

Queste sono le regole d’oro da seguire, anche se particolari circostanze possono consentire uno stile di capelli diverso. Per esempio, se una donna ha purtroppo capelli molto radi, farseli crescere fino alle spalle metterebbe ancor più in evidenza questo difetto naturale. Ma allora vediamo che indossare un bel velo potrebbe essere un modo per nascondere i difetti dei capelli femminili. I difetti della capigliatura fanno parte della nostra natura caduta, proprio come la concupiscenza e ogni altra cosa negativa. Rinunciare al velo e persino al buon uso di portare i capelli raccolti, ha invece inaugurato per le donne una situazione nuova e scomoda: ora non sono più a loro agio con i propri capelli, dato che chiunque può vederli, e continuano a tingerli, tagliarli e accomodarli in tutte le possibili maniere.

Sappiamo che l’Occidente è passato dalla civiltà cristiana del Medioevo alla società per così dire emancipata, che è durata fino a poco dopo l’Ottocento. Quindi è seguita la società atea dei nostri tempi. Dunque riguardo ai capelli quali erano i criteri che hanno accompagnato la società prima dei tempi dell’ateismo di massa? Leggiamo cosa ci dice la storia (fonte en.wikipedia.org, traduzione nostra):

Dai tempi dell’Impero Romano fino al Medioevo, […] i capelli femminili erano raccolti sulla testa e coperti nella maggior parte delle occasioni stando fuori casa, con una reticella, un fazzoletto o un velo; per una donna adulta, portare i capelli scoperti e sciolti per strada era spesso ristretto alle prostitute. […] Dal XVI al XIX secolo, i capelli delle donne europee diventarono più visibili, mentre i loro copricapi si fecero più piccoli […]. I capelli raccolti erano visti come un segno di decoro; sciogliere i capelli era considerato immodesto e sensuale.

Ecco quello che un’Autrice italiana, Giulia Mafai, scrive riguardo alle donne medievali nella sua Storia del Costume dall’età romana al Settecento (Skira editore, 2011, p. 106):

L’immagine della Madonna diventa il riferimento morale ed estetico di tutto il mondo medievale femminile: tutte le donne aspirano a imitare la sua perfezione, la sua distaccata e regale bellezza: come lei si avvolgono nell’ampio, largo mantello che ha sostituito il pallio romano e che lascia vedere solo il volto e le mani.

Saremmo veramente da compatire, se non imparassimo né dall’esempio della nostra Madre Santissima, sempre che siamo cristiani, né dalla storia!

Le donne dell’era cristiana imitavano la Vergine Maria per piacere a Dio, e così s’innalzavano in dignità. Le donne dei nostri tempi anticristiani imitano altre donne mondane per piacere al mondo, e così finiscono per degradarsi.

Sicuramente è comprensibile che le donne, lavorando nell’attuale società anticristiana, non possano sempre portare un velo come Maria Santissima. L’animalesca gente di potere potrebbe persino licenziare dal posto di lavoro delle donne così devote. Comunque, coprirsi il capo come la Santissima Madre di Dio sarebbe la perfezione per le donne, e il grado più alto della loro dignità esteriore. Tenere i capelli del tutto scoperti ma raccolti dà alle donne un aspetto piuttosto casto e dignitoso. Lasciare i capelli sciolti, ma in maniera ordinata e pulita, è segno di una qualche modestia. Invece, i capelli sciolti e mossi tutt’intorno al capo e al viso non sono affatto dimostrazione di modestia, anche se possono essere belli e aggraziati a vedersi.

Purtroppo, quella vecchia concupiscenza è sempre tra noi, e ci resterà fino alla nuova creazione, la nuova terra e i nuovi cieli che Nostro Signore ci ha promesso.

La scuola dell'infanzia (1898 Henry Jules Jean Geoffroy)
La scuola dell’infanzia, 1898, Henry Jules Jean Geoffroy. La dignità femminile ancora alla fine dell’Ottocento, prima della società atea.

Dalla storia cristiana alla fine della storia

Verso la fine del Duecento l’Occidente cristiano, cattolico, venne a stretto contatto con l’impero corrotto che aveva Bisanzio, l’odierna Istanbul, come suo centro. Allora sia lo stile di vita che l’abbigliamento del grande Occidente cominciarono a seguire i criteri mondani dei bizantini. Le donne iniziarono a scoprire il capo, e poco a poco, lungo i decenni, a indossare un abbigliamento meno casto. Molte donne, con il passar del tempo, non guardarono più all’Immacolata come al loro modello. Non desideravano più imitarla, come avevano fatto durante il Medioevo.

Anche gli uomini cambiarono: il loro ideale smise di essere la cavalleria e s’incentrò sulla vita molle dei cortigiani; la sodomia si affermò presto tra gli uomini in Italia, che era stata il cuore della civiltà cattolica. Era l’inizio di un processo che ha fatto cambiare l’Occidente da terra dei credenti in terra di gente, governi e leggi anticristiani.

Lo scorso secolo è stato un tragico punto di svolta verso l’inferno nella storia umana, da ogni punto di vista. Nel corso di pochi decenni l’Occidente ha sperimentato, oltre a due guerre mondiali, il degrado dell’arte, della musica, della letteratura, dei valori sociali, della stima per la vita e la procreazione, della famiglia e dell’abbigliamento. Inoltre, la tradizionale Liturgia in latino è stata degradata da un clero sempre più modernista e la monarchia è stata eliminata o ridotta a mera rappresentanza.

È stato negli anni Venti che le donne hanno iniziato a scoprire le gambe, negli anni Cinquanta a indossare i pantaloni come gli uomini, e successivamente a portare minigonne e roba simile. Nel frattempo, l’oscena vita di spiaggia si diffondeva in tutto l’Occidente, con milioni di persone che si mostrano poco meno che nude in pubblico. Tutto questo è avvenuto nel XX secolo per la prima volta nella storia.

Nostra Signora di Fatima aveva profetizzato questa decadenza nelle sue apparizioni del 1917: «Saranno introdotte certe mode che offenderanno moltissimo Nostro Signore».

Sorprendentemente, un annuncio sulla situazione contemporanea era già stato dato negli anni 1588-1634, quando la Santa Vergine apparve a Madre Mariana de Jesús Torres, a Quito, in Ecuador. Madre Mariana, che poi sarebbe stata proclamata Serva di Dio dalla Chiesa, ricevette tra le altre la seguente forte profezia, riguardante principalmente il XX secolo:

In questi tempi sciagurati, ci sarà una lussuria ostentata che terrà le persone nel peccato e conquisterà innumerevoli anime frivole che si perderanno. Non si troverà quasi più l’innocenza nei bambini, né la modestia nelle donne. Nel supremo momento del bisogno della Chiesa, coloro che dovranno parlare resteranno in silenzio!

La nostra missione

Sapendo tutto questo, noi cosa faremo? Accetteremo di far parte di quelli che restano in silenzio? La Madonna si appella a me e a te, a ciascuno di noi, chiedendoci di portare ovunque il Vangelo di Cristo, che è anche il Vangelo della modestia.

Quindi, il nostro modo di vestirci non è cosa di poca importanza. Al contrario, l’abbigliamento che indossiamo è un’espressione esteriore del nostro stato interiore. La società umana ha un disperato bisogno che Dio, Creatore di tutti e Padre dei cristiani, venga di nuovo posto al centro della nostra vita. Dobbiamo far questo con tutto il nostro cuore, tutta la nostra anima, tutta la nostra forza e tutta la nostra mente. Per riuscirci, la sola via è imitare Cristo e Maria Santissima in ogni cosa.

Se vogliamo essere seri nel nostro impegno verso Dio, dobbiamo scegliere l’abbigliamento appropriato. È ancora possibile ottenerlo. Alcuni capi d’abbigliamento femminile veramente casti si possono trovare nei negozi o su internet, e noi possiamo sempre ricorrere al lavoro di un sarto o alle nostre stesse mani. Quindi cominciamo a cercare e ad agire, scegliendo di indossare solo ciò che è davvero coprente e modesto. La modestia non espone, ma nasconde il corpo e attira l’attenzione sul volto e la persona, più che sulla carne nuda. La bellezza quasi divina di Maria Immacolata è una verità della nostra fede, ma l’ammirazione è rivolta al suo volto sublime, alle sue mani purissime e alla sua figura regale.

Una donna devota e modesta farà tutto quello che può per imitare Maria, il solo e sublime modello delle donne cristiane. Sarà così onorata dagli uomini veri, che la tratteranno come una signora, o persino come una regina, rivolgendole un’ammirazione profonda e pura.

Se vogliamo veramente servire Dio e diventare santi, allora non ci accontenteremo dei bassi criteri di questo mondo, ma tenderemo alla via più alta. Una vita santa è la sola bella, la sola veramente degna di essere vissuta!

Invochiamo la SS. Vergine Maria e affrettiamoci a consacrare a Lei noi stessi e le nostre famiglie. E non dimentichiamo la più importante predizione di Nostra Signora di Fatima: «Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà!».

Madonna con Gesù Bambino - foto di JacLou DL su Pixabay
Un omaggio alla maestà e alla sublime bellezza di Maria Santissima.

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