Un cattolico può ricevere la S. Comunione dagli ortodossi, e viceversa?

Comunione eucaristica fra gli ortodossi

Vorremmo qui offrire la risposta alla domanda se un cattolico possa ricevere la S. Comunione Eucaristica dagli ortodossi, e viceversa, se un ortodosso possa ricevere la Comunione da un sacerdote cattolico.
Non parleremo da noi stessi, ma a nome della Santa Chiesa Cattolica, Madre e Maestra, che abbiamo interpellato nella persona di un sacerdote fedele.
Prima ancora rispondiamo alla domanda, che suona più facile: un protestante può ricevere la Comunione Eucaristica da un sacerdote cattolico? La risposta è no, in nessun caso, a meno che il protestante si converta, si confessi e da convertito cattolico possa accedere alla SS. Eucaristia.
Solo gli ortodossi, infatti, nonostante siano scismatici, (vedi qui le differenze tra fede cattolica e ortodossa), hanno conservato la successione apostolica, il sacerdozio e l’Eucaristia.
Ecco perché la Chiesa Cattolica, in forza di quella che chiamiamo communicatio in sacris, comunicazione nelle cose sacre, concede in certi casi l’intercomunione: che a certe condizioni un cattolico possa chiedere di accedere alla SS. Eucaristia presso gli ortodossi, e che un ortodosso, sempre a certe condizioni, possa fare la stessa cosa presso noi cattolici.
Innanzitutto, bisogna che il cattolico non abbia vicino una chiesa cattolica, ma solo una chiesa ortodossa; quindi ciò vale soprattutto all’estero. Stessa cosa, viceversa, per gli ortodossi, qualora non abbiano vicino una chiesa ortodossa.
Oppure può succedere che in un ospedale un sacerdote cattolico visiti i malati e ne trovi uno ortodosso, che vorrebbe ricevere la SS. Eucaristia ma non c’è nei dintorni un sacerdote ortodosso che possa portargliela. E viceversa, un sacerdote ortodosso potrebbe trovare un fedele cattolico in un ospedale.
La Chiesa comunque considera doveroso che il credente ortodosso riveli al sacerdote cattolico la sua appartenenza ortodossa nel chiedere di poter ricevere la SS. Eucaristia.
La seconda condizione, della massima gravità, è che chiunque riceva la Comunione sia in grazia di Dio. Quindi il sacerdote cattolico, che ha l’obbligo di verificare se la persona è in grazia di Dio, dovrà accertarsene riguardo sia al cattolico che all’ortodosso.
Ora, il sacerdote cattolico non sarà certo tenuto a interrogare l’ortodosso sugli errori della fede ortodossa e a pretendere che l’ortodosso li rinneghi. Quegli errori possono essere vissuti in buona fede, con eresia materiale ma non formale, cioè errando senza esserne consapevole.
Una domanda che invece il sacerdote cattolico deve fare riguarda la fedeltà al sacramento del Matrimonio, perché è tipico delle povere chiese ortodosse tollerare una seconda unione matrimoniale, che tuttavia è sacrilega secondo il comando di Nostro Signore Gesù Cristo sull’indissolubilità del vincolo tra gli sposi cristiani.
Le chiese ortodosse si permettono infatti di dichiarare sciolti da un’unione matrimoniale certi coniugi che abbiano subìto l’infedeltà dell’altro. Invece la Chiesa Madre e Maestra, non la falsa chiesa prostituta che domina oggi, insegna al fedele cattolico a onorare sempre il proprio Matrimonio sacramentale, per essere fedele innanzitutto a Dio che ha unito gli sposi con un vincolo indissolubile.
È dalla perseveranza, dalla preghiera, dai sacrifici e dalla santità di un coniuge, che per grazia di Dio può rinascere l’amore di sposi cattolici che siano in crisi. Senza poi dimenticare i figli, che hanno diritto a un padre e una madre puri, amorevoli e fedeli.
Quindi il sacerdote cattolico deve accertarsi che il credente ortodosso rispetti la sua prima e vera unione matrimoniale.
Una particolarità della S. Comunione nelle chiese ortodosse è la modalità usata. La norma della Comunione, per i fedeli cattolici, è infatti quella di ricevere l’Ostia sacra, ma non il Vino transustanziato, il Sangue di Cristo, che solo il clero normalmente consuma.
In realtà, la nostra fede ci insegna che nel Corpo di Cristo, Nostro Signore è presente con il Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Del resto, nel corpo di una qualsiasi persona umana sappiamo bene che è contenuto anche il sangue.
Il motivo per non estendere la S. Comunione con il Vino eucaristico ai fedeli è essenzialmente pratico. Si vuole infatti evitare la dispersione del Sangue di Cristo al momento di ricevere la Comunione, perché molte persone si troverebbero a bere dal sacro Calice e delle goccioline del Sangue potrebbero cadere o disperdersi.
I fedeli ortodossi invece fanno sempre la Comunione sotto entrambe le specie, il Pane e il Vino Eucaristici. Per renderla possibile, il sacerdote si serve di un lungo cucchiaino per uso liturgico, con il quale porta alla bocca di un fedele dopo l’altro il Corpo e il Sangue di Cristo mescolati.

Comunione eucaristica degli ortodossi con il cucchiaino
Per quanto riguarda l’igiene, si può dire che nessun fedele ortodosso risulta che si sia mai ammalato delle malattie di altri dopo essersi comunicato. Né si è mai ammalato alcuno dei sacerdoti ortodossi, che dopo aver intinto per tutti i fedeli il cucchiaino nel Calice, consumano da quel Calice il Corpo e il Sangue di Cristo che vi sono rimasti.
Stessa cosa, del resto, si può dire del clero cattolico: nessuno risulta mai essersi ammalato per aver condiviso il Calice con altri del clero presso l’altare.
Va notato, comunque, che l’apertura dei cattolici per dare la Comunione agli ortodossi non è ricambiata da tutte le chiese ortodosse. Infatti le chiese ortodosse sono autocefale, cioè ognuna fa capo a se stessa, e quindi non seguono tutte le stesse norme.
Perciò potrebbe capitare che un cattolico in grazia di Dio si veda rifiutare la Comunione in una chiesa ortodossa, ad esempio in Grecia, dove c’è più chiusura degli ortodossi verso i cattolici.


5 risposte a "Un cattolico può ricevere la S. Comunione dagli ortodossi, e viceversa?"

  1. Anni fa a scuola ho avuto un bambino che aveva il papà greco e la mamma italiana. Ora ricordo che il piccolo era stato battezzato secondo il rito Ortodosso, aveva portato a scuola le foto del suo battesimo e ne era nata un’interessante discussione approfondita poi grazie al libro di religione che nella classe quinta già presentava le principali differenze tra le varie confessioni cristiane mettendo poi in evidenza il cammino ecumenico come tentativo della Chiesa di riunificare la fede in Gesù Cristo. Sono passati oltre 20 anni ma ricordo bene che il papà frequentava la messa domenicale e i figli frequentavano il catechismo. E sono abbastanza certo che il bambino aveva fatto la comunione insieme ai suoi compagni. Non credo però che il papà si sia convertito alla fede cattolica, semplicemente la riteneva in molti aspetti simile a quella ortodossa. Oltre al fatto che la moglie era cattolica.

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  2. Mia mamma era ortodossa e ho sempre visto che lei prendeva il Corpo di Cristo, come i cattolico.
    Il prete stesso gli ha detto che va bene cosi.
    Perché devo dire che dove viveva c’era solo chiese Cattolica.

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  3. Un ottimo articolo, lo condivido in toto.
    Possiamo affermare che gli ortodossi condividono la sostanza della fede cattolica, ciò che li differenzia sono gli accidenti, vedere ad esempio la questio del purgatorio.
    Vorrei rimarcare questa pericope.
    ” Il motivo per non estendere la S. Comunione con il Vino eucaristico ai fedeli è essenzialmente pratico. Si vuole infatti evitare la dispersione del Sangue di Cristo al momento di ricevere la Comunione, perché molte persone si troverebbero a bere dal sacro Calice e delle goccioline del Sangue potrebbero cadere o disperdersi.”
    Ovviamente lo condivido, ma proprio per questa prudenza di dovrebbe evitare di dare la Santa Ostia nelle mani, prima di tutto in quanto nella maggioranza dei casi le mani sono sporche, avendo toccato chissà quali cose (per rispetto lascio immaginare quali siano queste cose, nell’antica chiesa vi era fuori della chiesa una vaschetta dove gli uomini si lavavano le mani prima di entrare in chiesa ed assumere in seguito la comunione nella mano (le motivazioni sono a causa del periodo persecutorio del tempo), le donne la potevano assumere se nella mano avevano un velo), ma anche perché assumendola nelle mani si perdono briciole anche piccolissime dell’ostia, e noi sappiamo che anche nella più piccola briciola c’è il Corpo e Sangue di nostro Signore, non sarebbe male annullare l’indulto concesso dalla CEI del 1989, si eviterebbero le frequenti profanazioni.

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    1. È vero, caro Francesco, le tue osservazioni riguardo al modo di ricevere la SS. Eucaristia non possono che trovare d’accordo tutti i cattolici devoti. Avevo in mente questo aspetto, ma non l’ho menzionato per non dilungarmi troppo. Anche perché la profanazione sta soprattutto nel ricevere il nostro adorabile Signore Gesù in piedi e nelle mani, come se veramente si trattasse solo di un pezzo di pane, invece che in ginocchio e nella bocca, come è proprio della S. Messa tradizionale, la S. Messa tridentina, in latino. Questione molto dibattuta, e risolta dai modernisti sempre con la superbia che li contraddistingue…

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