Il Vaticano dei nostri tempi, regno di caos e terrore

Abbiamo potuto visionare un video del giornalista cattolico americano Michael Voris, fondatore e presidente di St. Michael’s Media / Church Militant (Media – nel senso di mezzi di comunicazione – di S. Michele / Chiesa Militante), associazione giornalistica che opera per ristabilire la fede cattolica in pericolo. Qui diamo il collegamento al loro sito.
Il video dura meno di 8 minuti e s’intitola A Reign of Terror, Un regno di terrore. È un servizio su come si vive in Vaticano nell’attuale pontificato di Papa Francesco. Michael Voris parla ovviamente in inglese, perciò, data l’importanza di quanto viene esposto, ne forniamo un’ampia sintesi in italiano.
Solo una parentesi: alle spalle di Michael Voris potrete osservare la folla che sciama per via della Conciliazione, con la Basilica di San Pietro sullo sfondo. In quelle persone, coppie e gruppetti si può riconoscere un campionario dell’umanità di oggi, con le donne mezze nude che magari hanno fatto visita in San Pietro così conciate, un giovane dall’aria cinica che passando vicino al presentatore ripete due paroline inglesi appena colte… ma torniamo a noi.
La realtà attuale del Vaticano è molto diversa da come può apparire all’esterno. La gran parte dei cattolici non vede certo Roma e il Vaticano come luoghi d’intrighi, di personaggi che tramano per seminare distruzione, di pretese personali fatte valere contro altre. Church Militant ha degli amici all’interno del Vaticano, e può quindi farci sapere con precisione cosa sta succedendo là dentro.
Le vendette e la meschinità sono ormai all’ordine del giorno nell’andamento amministrativo. La situazione si è così deteriorata che le persone impiegate in Vaticano definiscono questo pontificato come «un regno del terrore».
Nonostante la gestione in stile politico e le macchinazioni all’interno, il sistema per andare avanti ha bisogno di personale che continui a presentarsi al lavoro e svolga concretamente i suoi compiti. Per esempio, ci sono casi di unioni matrimoniali che devono essere esaminati, situazioni di sacerdoti che devono essere investigate, problemi di contabilità da sottoporre a verifica, decisioni da prendere riguardo al personale, e così via.
In aggiunta all’aspetto spirituale, che è stato relegato ai margini, vi sono anche questioni temporali da affrontare. Ecco perché gli intrighi sono così pericolosi, e hanno raggiunto un livello tale di vendette personali che il lavoro svolto in Vaticano si sta bloccando.
Ci sono cardinali e arcivescovi che hanno molti e scottanti segreti da nascondere, e di fronte al pericolo di essere additati come nemici di Papa Francesco, in disaccordo con lui, vivono sotto una coltre di paura.
Pensiamo poi al lato finanziario della gestione, al costo che deve essere sostenuto per mandare avanti tutto l’apparato. L’influente quotidiano “Wall Street Journal” ha messo in evidenza proprio in questi giorni che nel 2018 il deficit della Santa Sede è raddoppiato, arrivando a circa 70 milioni di euro su un bilancio di circa 300 milioni. È il risultato di inefficienze persistenti e di perdite nei guadagni derivanti da investimenti, secondo funzionari del Vaticano.
Papa Francesco ha quindi incaricato il Cardinale tedesco Marx di «studiare tutte le misure che siano ritenute necessarie per salvaguardare il futuro economico della Santa Sede e assicurare che vengano messe in atto prima possibile».
Ci sono una serie di motivi per cui il deficit è così lievitato. Il primo è semplicemente che in Vaticano stanno arrivando meno donazioni.
Quando Papa Bergoglio ha destinato mezzo milione di dollari tolti dall’Obolo di San Pietro per finanziare i clandestini che entrano negli USA illegalmente dal confine con il Messico, molti cattolici americani hanno detto basta. L’enorme scandalo che ha coinvolto la fondazione papale americana, esploso sulla scia delle denunce contro il Cardinale sodomita McCarrick, ha pure fatto decidere molti americani di sospendere qualsiasi donazione al Vaticano. Anche Legatus, un’associazione di imprenditori americani cattolici, ha dichiarato pubblicamente che si rifiuterà di versare il suo contributo annuale di quasi un milione di dollari, finché gli scandali finanziari e sessuali non saranno risolti.
Inoltre, tutto il circo ininterrotto di sinodi, incontri straordinari e il vertice del febbraio 2019 per gli abusi sessuali commessi dal clero, hanno contribuito a prosciugare il bilancio. Si aggiunge il sinodo sull’Amazzonia, che si sta svolgendo nel corrente mese di ottobre e comporta altre spese eccezionali. Anche l’eresia [di cui questo sinodo è spaventosamente pieno] ha suoi pesanti costi economici da pagare.

Bergoglio amazzonico
C’era una volta il Santo Romano Pontefice…

Il Vaticano è diventato un ammasso gigantesco che non riesce più a funzionare. Ciò dipende anche dalle misure di ritorsione contro il clero e i dipendenti che risultano essere in disaccordo con Papa Francesco. Si pensi ad esempio ai Cardinali Raymond Leo Burke e Gerhard Müller, che hanno perso i loro altissimi incarichi nella Chiesa.
Una prassi ormai frequente è l’allontanamento di personaggi influenti dal Vaticano, che vengono destinati a ruoli di ripiego nella diplomazia. È un segno che Bergoglio vede in questi uomini dei nemici e non li vuole più in Vaticano, quindi se ne sbarazza. Magari può farlo attraverso una promozione, che salva le apparenze, purché le persone prese di mira vengano mandate via.
I funzionari di medio livello, cioè le persone che gestiscono giorno dopo giorno i vari uffici della Curia, vengono licenziati, abbassati di grado, trasferiti. Questo ha creato gravi problemi di malfunzionamento nell’amministrazione, perché c’è un’enorme insufficienza di personale necessario per svolgere il lavoro. Inoltre, molte delle persone fatte fuori sono quelle che possiedono l’esperienza e sanno eseguire i compiti nel modo appropriato.
Quasi tutti gli uffici si trovano in queste condizioni, inclusi quelli della Congregazione per la Dottrina della Fede, che si occupa di casi particolarmente delicati per la Chiesa, e che si ritrova con un pesantissimo arretrato di lavoro. Anche qui la situazione è da attribuirsi direttamente all’allontanamento voluto da Papa Bergoglio di funzionari esperti di medio livello, che conoscevano tutti i protocolli da seguire e sapevano come far funzionare l’apparato.
Secondo le fonti d’informazione consultate, Bergoglio ha trasformato il Vaticano in una sorta di Corea del Nord, la nota dittatura comunista. Il principio che oggi regola la vita in Vaticano è la paura. Questa è la realtà, dietro i discorsi ufficiali tutti pieni d’amore per l’umanità, solidarietà per i più vulnerabili, esaltazione delle «periferie esistenziali». Non lasciamoci ingannare da tutto questo: le persone che lavorano per Papa Francesco nella Curia sono soggette a un dominio tirannico e in preda a paura, incertezza, continua instabilità, vendette, mentre tutto questo viene mascherato con una falsa umiltà.
A volte qualcosa traspare all’esterno, come quando pochi giorni prima del Santo Natale 2014 Bergoglio rivolse aspre parole di rimprovero ai funzionari della Curia vaticana, nell’incontro che si tiene ogni anno, accusandoli fra l’altro di fare pettegolezzi e di meschinità.
La realtà, secondo le fonti, è che Papa Francesco ha formato una Curia alternativa, fuori controllo, del tutto indipendente. Questa Curia alternativa è responsabile, ad esempio, di aver occultato le informazioni che si dovevano conoscere sul Cardinale sodomita McCarrick. Si è voluto far passare la situazione sotto silenzio, in attesa che l’interesse del pubblico si spostasse su qualcos’altro.
L’attacco più grave portato avanti dalla Curia alternativa è quello contro la Dottrina della Chiesa, che viene riformulata in modo arbitrario ed eretico. Il risultato è un falso cattolicesimo, anche questo alternativo alla vera fede cattolica.
Richiede molta energia e molti sforzi la distruzione, almeno a livello ufficiale, della Chiesa Cattolica e dei suoi duemila anni di storia.


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