LA MUSICA DELL’ANIMA. Lorenzo Perosi, un compositore da riscoprire

Perosi, Don LorenzoPREMESSA

Si riferisce a proposito di Lorenzo Perosi un aneddoto illuminante; di lui disse infatti Giacomo Puccini:
‘C’è più musica nella testa di Perosi che in quella mia e di Mascagni messe insieme’.
Aneddoto significativo, che illustra alla perfezione la grande fecondità compositiva di Perosi.
In questa quarta puntata della nostra rubrica, ci siamo riproposti di raccontarne la vita.

UN COMPOSITORE DA RISCOPRIRE

Lorenzo Perosi nasce a Tortona il 21 dicembre 1872 da una famiglia di musicisti. Possiamo ricordare alcuni nomi: Giuseppe, XVIII secolo, organista nella parrocchia di Lodi Vecchio; Antonio e Dionigi Perosi, che succedettero a Giuseppe. Fu però il padre di Lorenzo, Giuseppe, ad infondere in lui e negli altri suoi figli la passione per la musica. Giuseppe era organista presso il Duomo di Tortona.
A quindici anni, nel 1887, Lorenzo diventa Terziario francescano; l’anno seguente si iscrive al Liceo musicale di S. Cecilia (la famosissima Accademia musicale) e intraprende un corso per corrispondenza con il Conservatorio di Milano.
Importantissimo Per Perosi sarà il periodo trascorso presso l’Abbazia di Montecassino in qualità di organista e maestro di canto, ruolo che dovrà presto abbandonare per motivi di salute. Dopo essersi diplomato i contrappunto presso il Conservatorio di Milano, si trasferì a Ratisbona per un soggiorno di studio con Franz Haberl.
Successivamente è maestro di cappella a Imola, poi direttore della cappella di S. Marco a Venezia, ed è proprio in questo periodo che Perosi inizia a pubblicare i suoi lavori; sarà egli stesso ad affermare: ‘La mia carriera incominciò a Imola’.
Dopo gli studi seminaristici sarà ordinato Sacerdote nel 1895. Don Lorenzo Perosi ha 23 anni.
È di qualche anno dopo (1898) la composizione della prima Passione secondo S. Marco, cui fanno seguito numerosi altri lavori. La fama di Perosi cresce in modo straordinario, tanto che alcuni critici arriveranno a parlare di ‘Momento perosiano’. Perosi è conosciutissimo dalle masse e gode buona fama da parte di molti importanti compositori, fra i quali menzioniamo: Puccini, Mascagni, Boito (sono i grandi di quel tempo), per non dimenticare Massenet, Guilmant, eccetera.

LA CRISI DI LORENZO PEROSI

Nel 1903 Perosi cade in una profonda crisi. Inizia a soffrire di disturbi emotivi, di manie di persecuzione e, alla morte del padre, Giuseppe, le sue condizioni si aggravano ulteriormente. Non dimentichiamolo: si tratta di un uomo estremamente sensibile. Arriva addirittura a ripudiare tutta la produzione artistica realizzata fino a quel momento e, su consiglio del medico, si trasferisce vicino a Firenze.
Le sue condizioni di salute migliorano, ma nel 1913 è preda di una ulteriore crisi. Sappiamo che nei periodi più acuti della malattia, la direzione della Cappella Sistina – Perosi ne dirigeva il coro – venne assunta da altri insigni musicisti, quali il fratello di lui, Marziano, e fra gli altri, da monsignor Raffaele Casimiri.
Negli anni Venti Perosi attraversa una profonda crisi spirituale, certamente aggravata dalla morte della madre. Viene addirittura interdetto per paura che possa arrivare a distruggere i suoi lavori, le sue composizioni, i manoscritti. Assunse certamente degli atteggiamenti bizzarri: oltre a diventare vegetariano, come attestano le fonti, si firmò con lo pseudonimo ‘Piero Pioliti il Vegetariano’, e si ripropose una sorta di riforma del calendario.
Tuttavia continuò a lavorare, a comporre e a dirigere; gli fu poi revocato il decreto di interdizione, riprese la direzione attiva della Cappella Sistina e nel 1939 Pio XI gli concesse nuovamente di poter celebrare la Santa Messa.
Segue un lungo periodo di febbrile attività: Perosi dirige per la Radio Italiana e per la Radio Vaticana; le sue composizioni vengono eseguite nei più importanti teatri italiani e stranieri ma, negli anni Cinquanta, inizia a soffrire di disturbi circolatori e le sue condizioni di salute vanno progressivamente peggiorando: dirige per l’ultima volta alla Cappella Sistina il 12 marzo 1955, ed il 12 ottobre 1956 muore a Roma, ottantatreenne.

LA FORMAZIONE MUSICALE DI PEROSI

Fondamentale per la formazione musicale di Perosi sarà l’esperienza di Montecassino. Proprio qui, nella dotta cerchia benedettina, il compositore approfondirà lo studio del gregoriano, elemento stilistico irrinunciabile nella sua produzione artistica, che Perosi fa proprio, elabora e filtra, restituendolo nella sua immensa produzione, anche nello snodarsi delle voci dei coristi.
Il suo contributo sarà fondamentale nell’azione di ‘riforma’ della produzione liturgica avvenuta fra XIX e XX secolo: si tratta del cosiddetto Movimento Ceciliano. Questo movimento annovera fra le sue fila intellettuali di varia estrazione: musicisti (Perosi ne è l’esponente di spicco), ma anche letterati e studiosi.
Il Movimento Ceciliano puntò ad una ‘ripulitura’ del repertorio liturgico, in quel tempo contaminato da influenze operistiche (non dimentichiamoci che in questo scorcio di secolo l’opera, il ‘melodramma’ sono gettonatissimi) e popolareggianti, con lo scopo di raggiungere una nuova coerenza espressiva, il più aderente possibile all’azione liturgica.
Con il Motu Proprio del 1903 – lo si diceva la scorsa puntata – Pio X invita la cattolicità tutta ad aderire alle linee rinnovatrici proposte dal Movimento, sottolineando l’importanza, per la liturgia Cattolica, del recupero della polifonia cinquecentesca.
Più in generale, il Movimento Ceciliano viene anche detto ‘Cecilianismo’, perché questi intellettuali elessero a loro Patrona S. Cecilia, protettrice dei cantori e degli strumentisti.

LE OPERE

Perosi scrisse moltissimo. Gli hanno dato grande notorietà i suoi Oratori, le sue Messe a più voci e i suoi Mottetti.
Si dedicò anche alla composizione di musica strumentale: sinfonica, da camera, eccetera.
Elenchiamo alcuni titoli:

ORATORI
– La passione di Cristo secondo San Marco
– La risurrezione di Cristo
– Mosè
Stabat Mater
-La Samaritana
– Il Nazareno

MESSE
Missa Patriarchalis per quattro voci miste
Missa ‘Te Deum laudamus’ per due voci pari
Missa Pontificalis
– Messa da requiem per tre voci maschili
Missa Secunda Pontificalis

MUSICA STRUMENTALE
– 16 quartetti d’archi
– 3 trii per archi
– Concerto per pianoforte e orchestra in la minore
– Adagio in do per orchestra
– vari preludi e pezzi per organo, harmonium e pianoforte

MUSICA SINFONICA
– 9 Suites orchestrali, dedicate ognuna ad una città italiana (Venezia, Tortona, Milano, Torino)
– Tema Variato per orchestra

MUSICA VOCALE
Stabat Mater
– Mottetti
– Salmi

LAUDE POPOLARI
– Lodate Maria
– Mondo, più per me non sei
– Pietà, Signor
– Sei pura, sei pia

(continua)

Fulvio Pagliano


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