2 novembre. Tra defunti veri e sognati

Epigrafe devota al cimitero

Già dal 1° novembre, Solennità di Ognissanti, è possibile lucrare l’indulgenza plenaria per un defunto (liberazione dal Purgatorio), alle condizioni esposte nello specchietto che trovate sotto.

Indulgenza per defunti
Da notare, fra l’altro, che si deve essere disaffezionati e distaccati da qualsiasi peccato anche veniale. In caso contrario, tentare questa pia pratica non avrebbe alcun valore davanti a Dio.
Un sacerdote una volta raccontò a un uditorio, dove mi trovavo, un episodio della vita di San Filippo Neri (1515-1595). Ricorreva nella città che fu dei Papi un anno giubilare, con relativa possibilità di lucrare l’indulgenza plenaria. Il santo sacerdote fiorentino trapiantato a Roma seppe per illuminazione divina chi in mezzo a una grandissima folla era riuscito a lucrare l’indulgenza: oltre a lui, solo una vecchietta.
E parliamo del Cinquecento… che dire allora della Roma anticristiana di oggi?
Se abbiamo cattive abitudini, come pronunciare il nome di Dio invano, dire parole poco pulite (quelle oscene sono peccato mortale), essere facili all’ira eccetera, meglio fare prima pulizia nella propria vita, e poi si potrà pensare a liberare i defunti.
Possiamo donare a un defunto la purificazione completa e l’entrata in Paradiso, quando noi ancora non ci siamo purificati, e nemmeno ne abbiamo l’intenzione?
Ma ora pensiamo ai defunti, ai nostri cari e antenati che ci hanno preceduto… speriamo che siano in Paradiso, ma molti oggi vanno all’inferno e altri in Purgatorio, questi salvi per sempre, anche se in attesa di purificarsi nel terribile fuoco soprannaturale.
I nostri defunti, raramente oggi potranno averci lasciato il ricordo di persone sante, o almeno di persone che giorno dopo giorno pensavano a servire Dio.
Dove sono, ad esempio, i figli che Dio voleva mandare alle coppie di sposi cristiani, e che non esisteranno mai, perché i genitori li hanno evitati senza grave motivo?
Dov’è la purezza delle donne, quell’integrità che si riflette in un abbigliamento perfettamente femminile e casto?
Quale degli uomini nella nostra famiglia e nel parentado, o tra gli amici e i conoscenti, ha affrontato le persecuzioni pur di compiere la santa volontà di Dio in ogni cosa?
Magari potessimo dire del nostro papà e della nostra mamma, che pure ci hanno amato e abbiamo amato: «Quel sant’uomo del mio papà!», «Quella santa donna della mia mamma!», «Com’era pura, dignitosa e nobile la mia mamma!».
A tal proposito, diamo uno sguardo alla foto qui sotto. L’epigrafe recita così:

DOMENICO ED ORSOLA CARDINALI
POSERO ALLA BUONA MADRE
ANNUNZIATA BARBERI
DONNA DI ANTICA FEDE E COSTUMI
TUTTA GOVERNO DI CASA
CHE VISSUTA OLTRE LXXXIV (84) ANNI
E XXV (25) VEDOVA DEL SUO GIUSEPPE
SI RICONGIUNSE A LUI IL XII MARZO
MDCCCLXXIII (1873)

Epigrafe

La tomba si trova nel cimitero di una cittadina dell’Italia centrale, là dove si estendeva il Regno Pontificio prima della guerra sanguinaria scatenata dai Savoia, dai massoni e dai senzadio contro i pacifici Regni della Penisola.
L’entrata dei perversi nella Capitale della Cristianità con la breccia di Porta Pia (20 settembre 1870) è servita bene a rendere, nel giro di meno d’un secolo, perverso quasi l’intero popolo italiano.
Tuttavia, ancora tre anni dopo, mentre la gentaglia celebrava Garibaldi e l’espugnazione del Regno Pontificio, i figli di questa Signora cattolica scolpivano a futura memoria la lode della sua «antica fede e costumi».
Avrete notato i nomi delle persone citate: tutti nomi di Santi, mentre la Signora ha ricevuto il nome di Annunziata, in onore all’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria SS.
Si tratta della stessa «antica fede costumi» che ancora fino a Papa Pio XII, il Pastore Angelico, la Chiesa ha solennemente riaffermato. Poi alla morte di Pio XII, nel 1958, è iniziata la fine, la discesa della Chiesa ufficiale nel baratro della mollezza, dell’eresia, della sporcizia morale, dell’abolizione della santa Liturgia tradizionale, fino all’apostasia consumata apertamente nell’ottobre 2019 con l’idolatria del Sinodo sull’Amazzonia.
Ma si sbaglia chi s’illude di poter cancellare la fede cattolica dalla faccia della terra. Un piccolo resto di fedeli esiste ed esisterà fino alla fine, fino al trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Cancellare la fede cattolica vorrebbe dire poter cancellare Dio che ci ha creati e ci ha resi suoi figli in questa fede.
Nessuna creatura impazzita, né satanisti, né massoni, atei, falsi cristiani o miliardi di uomini e donne in rivolta potranno mai cancellare il loro Creatore. Potranno solo perdersi eternamente fra i tormenti dell’inferno, se proprio vorranno ostinarsi fino all’ultimo istante loro concesso.


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