LA MUSICA DELL’ANIMA. Il genio italiano di Antonio Vivaldi

Antonio Vivaldi, ritratto di François Morellon de la Cave, Effigies Antonii Vivaldi, per l'edizione Le Cène dell'op. 8 del 1725
Antonio Vivaldi, ritratto di François Morellon de la Cave, Effigies Antonii Vivaldi, per l’edizione Le Cène dell’op. 8 del 1725 (Wikipedia)

di Fulvio Pagliano

PREMESSA

In questa sesta puntata, prenderemo in considerazione l’importante figura del compositore e violinista italiano Antonio Lucio Vivaldi, notissimo per i suoi concerti per violino e orchestra, ma anche eccellente compositore di musica sacra.
Dopo averne illustrata la vita, ci soffermeremo in particolare sui quattro concerti maggiormente noti del compositore veneziano: Le Quattro Stagioni, uno dei primi esempi – probabilmente – di ‘Musica a Programma’.

ANTONIO VIVALDI. LA VITA

Antonio Lucio Vivaldi nasce a Venezia il 4 marzo 1678. Come molti compositori, intraprese gli studi musicali sotto la guida del padre, Giovanni Battista, violinista nella cappella di S. Marco.

Canaletto, Piazza San Marco con la Basilica,1730, Fogg Art Museum, Cambridge
Piazza San Marco verso la Basilica, opera del grande pittore Canaletto (Giovanni Antonio Canal, 1697-1798), contemporaneo di Antonio Vivaldi (Wikipedia).

Nel 1703 fu ordinato Sacerdote e, come è noto, per via del colore dei suoi capelli, fu assai presto soprannominato ‘il Prete rosso’. Appena tre anni più tardi, nel 1706, a causa della cagionevole salute, fu costretto ad interrompere la celebrazione della S. Messa, ma non lasciò mai l’ordine sacro.
Nei trentasette anni successivi, Vivaldi ebbe modo di ricoprire molti incarichi: ad esempio fu attivo presso l’Ospedale della Pietà, a Venezia, una istituzione dedicata alla formazione di ragazze orfane che apprendevano in questo modo la professione musicale ad altissimo livello. Molte composizioni vivaldiane – dai Concerti alla musica sacra – furono espressamente composte per le ragazze dell’Ospedale veneziano.
Queste composizioni si caratterizzano per il loro carattere estremamente innovativo. Vivaldi fu un grande ‘sperimentatore’; ricercò sonorità e abbinamenti strumentali sino allora poco o quasi mai praticati, e lo vedremo nei suoi concerti, che sono assolutamente originali quanto al fraseggio, allo stile, eccetera, pur utilizzando le forme musicali tipiche della sua epoca: dunque, Tradizione ed Innovazione.

A partire dal 1710, l’Opera divenne una forma musicale fondamentale nella produzione di Vivaldi. La sua prima Opera è Ottone in Villa, premiata a Vicenza nel 1713. La più notevole, sicuramente, L’Olimpiade. In questo periodo Vivaldi compone per i maggiori teatri italiani e stranieri: da Venezia a Mantova, dove il compositore rimase per un paio d’anni in qualità di Maestro di Cappella.

IL PERIODO ROMANO

Dal 1720, Vivaldi si trasferisce a Roma, dove compone numerose opere patrocinato dal Cardinale Ottoboni. Intraprenderà, a distanza di qualche anno (1730), alcuni viaggi all’estero, raggiungendo città quali Vienna e Praga, dove assisterà insieme al padre alla rappresentazione di una delle sue opere, il Farnace.
In seguito ad un notevole calo di popolarità, Vivaldi tentò di ricoprire l’incarico di compositore presso la Corte Imperiale di Vienna, funzione che non potrà assolvere, non riuscendo a trovare alcun patrocinatore fidato.
Morirà a Vienna nel 1741, in estrema povertà.

Una curiosità: il viaggio di Antonio Vivaldi a Vienna rimane un mistero insoluto. Ancor oggi gli specialisti ne discutono.

LA PERSONALITÀ E LA FORTUNA

Vivaldi fu, insieme a Handel, uno dei compositori maggiormente apprezzati nella prima metà del XVIII secolo. Molti grandi compositori erano attivi in quel tempo all’interno dei singoli Paesi (pensiamo a Bach, in Germania; Rameau, in Francia), ma la loro fama superò raramente i rispettivi confini nazionali. Vivaldi sarà invece conosciutissimo all’estero e numerosi furono i compositori che ne studiarono attentamente la produzione musicale. Lo stesso Johann Sebastian Bach, studiò, nel dettaglio, i concerti vivaldiani.
La fama di Vivaldi fu legata non tanto alla sua nutrita produzione operistica – scrisse circa una cinquantina di opere -, ma alla sua produzione orchestrale, che interessò anche gli autori francesi, piuttosto restii ad aprirsi alle novità musicali provenienti dagli altri Paesi europei. Tuttavia, nella produzione vivaldiana, seppero scorgere motivi e spunti di ispirazione musicale.
È interessante notare come, ad Amsterdam, ove giunse ormai a fine carriera, Vivaldi sia stato accolto da un’ovazione generale.
Le ragioni di tale successo sono contenute nella qualità e nel carattere della sua musica. Sicuramente un tratto inconfondibile distingue la produzione del maestro veneziano, ma accanto alla dimensione più legata allo ‘schematismo compositivo’ tradizionale – lo vedremo analizzando Le Quattro Stagioni -, emerge quella capacità di innovazione che fece di Vivaldi un vero e proprio ‘sperimentatore’ (basti a tal fine ascoltare alcuni suoi concerti tratti dalle raccolte L’Estro Armonico o La Stravaganza).
Tornando ai concerti: i temi sono sempre freschi, incisivi, coinvolgenti e di facile ascolto, ma, lo si diceva, inseriti in strutture formali ‘ben collaudate’: quelle utilizzate nei concerti tradizionali.
Gli Allegro sono balzanti, vigorosi, gli Adagio sempre molto intimi e raccolti, con una strumentazione ridotta all’essenziale, dalla tonalità molto cantabile.
Il rapporto tra solista ed orchestra (tra soli e tutti, come si usa dire con termini un poco più tecnici), è sempre marcata nel primo tempo, più duttile e insinuante nei tempi lenti.
L’esposizione tematica è misurata, ed in questo rispetta da vicino i ‘tempi psicologici’ dell’ascoltatore, che riesce ad entrare facilmente in sintonia con questa tipologia di produzione musicale. Insomma: ci troviamo di fronte ad un compositore che può essere apprezzato da qualsiasi genere di ascoltatore, anche da quello non ‘addetto ai lavori’.

L’OPERA

Il più recente catalogo delle opere vivaldiane è quello compilato da Peter Ryom, a Lipsia, II edizione 1979. Il precedente, numerico-tematico (si dice così), è quello di Antonio Fanna (1968).
Elencheremo, di seguito, alcune opere.

OPERE TEATRALI

Vivaldi compose una cinquantina di opere teatrali, molte delle quali rappresentate al S. Moisè di Venezia. Alcune, come Il Giustino, Farnace, Orlando, sono state portate in scena di recente.

MUSICA SACRA

Composizioni per soli, coro ed orchestra; parti dell’Ordinario della Messa, tra le quali il celeberrimo Gloria – cui accenneremo in seguito -, uno Stabat Mater e lo splendido Magnificat.
Mottetti, Antifone, un Oratorio su testo latino.

LA MUSICA STRUMENTALE

La produzione strumentale è quella che ha contribuito maggiormente a consolidare la fama di Antonio Vivaldi e, sicuramente, quella per la quale è maggiormente ricordato.

75 sonate a tre, o a solo; 23 sinfonie e circa 450 concerti. Soltanto una parte di questa notevole produzione fu pubblicata mentre Vivaldi era ancora in vita. Ricordiamo anche che la maggior parte di questi concerti prevedono quale strumento solista il violino, per ‘soddisfare’ quelle che erano le richieste del mercato musicale dell’epoca, e questo soprattutto negli altri Paesi.

Alcuni titoli di raccolte:
L’Estro Armonico; La Stravaganza (forse le due raccolte maggiormente note anche al grande pubblico); Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione, contenente i famosissimi quattro concerti intitolati Le Quattro Stagioni.

Ricordiamo inoltre alcuni altri concerti per viola d’amore, violoncello, oboe, fagotto, tromba, e l’originalissimo concerto per mandolino ed orchestra in Do maggiore.

(continua)

Fulvio Pagliano


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