L’ideale cristiano dei capelli femminili

Modestia, primo piano
Un volto femminile risplendente di purezza.

Quando si parla della purezza e di come manifestarla nell’aspetto esteriore, non abbiamo un’abbondanza di testi a disposizione. Ci vengono però in aiuto la Parola di Dio, cioè la Bibbia, gli esempi della storia e la presenza eterna dei nostri modelli, Cristo e Maria Santissima.

La Bibbia dà insegnamenti certi e divini. La storia ci mostra il passaggio dalla civiltà cristiana realizzata nel Medioevo alla società atea dei nostri tempi, evidenziando l’opposto modo di regolarsi. Nostro Signore Gesù Cristo e la SS. Vergine sono sempre di fronte al nostro sguardo spirituale, indicandoci qual è la suprema perfezione in tutto, quindi anche nell’aspetto esteriore.

La Chiesa insegna che gli Autori della Sacra Bibbia scrissero soltanto ciò che Dio voleva che scrivessero. Ecco perché i veri cattolici (non i Giuda) considerano la Bibbia come la Parola di Dio e non di uomini mondani. Ora, riguardo al modo di portare i capelli, San Paolo ci ammaestra così nella Sacra Scrittura (1 Cor 6.14-15):

Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. […] Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere?

Madonna sorridente con Gesù BambinoPer comprendere meglio, fermiamoci un momento a pensare alla SS. Vergine Maria e al suo velo. Come si può notare da tutte le immagini devote, anche misticamente ispirate, il velo della Madonna è bello, leggiadro, maestoso. Nulla quindi a che vedere con il velo carcerario che avviluppa capo e collo delle donne musulmane, con un pessimo effetto estetico. Del resto, nel Cattolicesimo una Donna, l’Immacolata, è Regina dell’universo, e le donne sono grandemente onorate. Nell’Islam invece la donna è solo sottomessa, ed è solo sottomessa anche nella società atea, che finge di onorare solo le donne superbe e impure.

Quelle esposte da San Paolo sono le regole d’oro da seguire, anche se particolari circostanze possono consentire uno stile di capelli diverso. Per esempio, se una donna ha purtroppo capelli molto radi, farseli crescere fino alle spalle metterebbe ancor più in evidenza questo difetto naturale. Ma allora vediamo che indossare un bel velo potrebbe essere un modo per nascondere i difetti dei capelli femminili. I difetti della capigliatura fanno parte della nostra natura caduta, proprio come la concupiscenza e ogni altra cosa negativa. Rinunciare al velo e persino al buon uso di portare i capelli raccolti, ha invece inaugurato per le donne una situazione nuova e scomoda: ora non sono più a loro agio con i propri capelli, dato che chiunque può vederli, e continuano a tingerli, tagliarli e accomodarli in tutte le possibili maniere. Perciò, i capelli che oggi vediamo di molte donne sono finti, per colore e forma.

Sappiamo che l’Occidente è passato dalla civiltà cristiana del Medioevo alla società per così dire emancipata, che è durata fino a poco dopo l’Ottocento. Quindi è seguita la società atea dei nostri tempi. Dunque riguardo ai capelli quali erano i criteri che hanno accompagnato la società prima dei tempi dell’ateismo di massa? Leggiamo cosa ci dice la storia (fonte en.wikipedia.org, traduzione nostra):

Dai tempi dell’Impero Romano fino al Medioevo, […] i capelli femminili erano raccolti sulla testa e coperti nella maggior parte delle occasioni stando fuori casa, con una reticella, un fazzoletto o un velo; per una donna adulta, portare i capelli scoperti e sciolti per strada era spesso ristretto alle prostitute. […] Dal XVI al XIX secolo, i capelli delle donne europee diventarono più visibili, mentre i loro copricapi si fecero più piccoli […]. I capelli raccolti erano visti come un segno di decoro; sciogliere i capelli era considerato immodesto e sensuale.

Ecco quello che un’Autrice italiana, Giulia Mafai, scrive riguardo alle donne medievali nella sua Storia del Costume dall’età romana al Settecento (Skira editore, 2011, p. 106):

L’immagine della Madonna diventa il riferimento morale ed estetico di tutto il mondo medievale femminile: tutte le donne aspirano a imitare la sua perfezione, la sua distaccata e regale bellezza: come lei si avvolgono nell’ampio, largo mantello che ha sostituito il pallio romano e che lascia vedere solo il volto e le mani.

Saremmo veramente da compatire, se non imparassimo né dall’esempio della nostra Madre Santissima, sempre che siamo cristiani, né dalla storia!

Le donne dell’era cristiana imitavano la SS. Vergine Maria per piacere a Dio, e così s’innalzavano in dignità. Le donne dei nostri tempi anticristiani imitano altre donne mondane per piacere al mondo, e così finiscono per degradarsi.

Sicuramente è comprensibile che le donne, lavorando nell’attuale società anticristiana, non possano sempre portare un velo come Maria Santissima. L’animalesca gente di potere potrebbe persino licenziare dal posto di lavoro delle donne così devote. Comunque, coprirsi il capo come la SS. Madre di Dio sarebbe la perfezione per le donne, e il grado più alto della loro dignità esteriore. Tenere i capelli del tutto scoperti ma raccolti dà alle donne un aspetto piuttosto casto e dignitoso. Lasciare i capelli sciolti, ma in maniera ordinata e pulita, è segno di una qualche modestia. Invece, i capelli sciolti e mossi tutt’intorno al capo e al viso non sono affatto dimostrazione di modestia, anche se possono essere belli e aggraziati a vedersi.

Purtroppo, quella vecchia concupiscenza è sempre tra noi, e ci resterà fino alla nuova Creazione, la nuova terra e i nuovi cieli che Nostro Signore ci ha promesso. I bei capelli sciolti di una donna sono una meraviglia della Creazione divina, ma hanno per così dire un peso preponderante. È come circondare di fuochi d’artificio l’immagine radiosa del sole. Solo il sole, che è il volto di una donna pia, può risplendere in tutta la sua luce spirituale ed essere un segno dell’infinita bellezza divina.


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