La modestia femminile (e maschile) nobilita il matrimonio

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Foto gentilmente concessa da Alex Naghtigall

Il nostro aspetto esteriore, cioè come scegliamo di presentarci, è una scuola di vita per chi ci vede, ma anche per noi stessi. Se nel nostro aspetto manifestiamo la purezza, questa è un’alta forma di educazione rivolta al prossimo, e in particolare ai familiari, ma vale anche per noi stessi.

Noi infatti siamo consapevoli di come ci presentiamo, e ci regoliamo di conseguenza. L’immagine che abbiamo scelto di mostrare ci spinge ad essere coerenti con il pensiero e la vita, nel bene e nel male.

Che siamo sporchi o puliti, disordinati o in ordine, con la nudità del corpo in vista o celata, vestiti secondo la moda o come persone di carattere, in maniera sciatta o dignitosa: tutto questo rende visibile il nostro atteggiamento personale, e lo rafforza.

Sono tre le finalità della modestia, cioè della purezza manifestata nel nostro aspetto esteriore. Il primo fine è attirare gli altri a Dio e non agli idoli della carne, dello sfarzo, del nostro orgoglio personale. Poi, si tratta di acquistare dignità coprendo il corpo e dando così di noi stessi un’immagine spirituale e nobile. Per terzo, dobbiamo evitare di spingere altre persone al peccato impuro, che data la nostra natura umana caduta viene provocato dalla vista della nudità o delle forme del corpo.

Quanto più una donna è pulita, ordinata e castamente coperta, tanto più lei stessa e chi la vede tenderanno ad elevare a Dio la mente e il cuore, a stimare la propria dignità personale, a non cedere alla sensualità. Ma questo vale anche per l’uomo nei confronti delle donne. Pensiamo per esempio a un uomo che abbia i capelli spettinati o sporchi, la barba incolta, braccia, petto o gambe scoperti, o che si vesta alla moda o con capi volutamente cenciosi. Così facendo, dà un cattivo esempio alle altre persone.

È importante ricordare che non siamo mai abbandonati a noi stessi, da nessun punto di vista, a meno che non vogliamo per forza prendere una cattiva strada. Nostro Signore Gesù Cristo e Maria Santissima, Madre di Dio e dei cristiani, si offrono a noi come modelli, anche nell’aspetto esteriore. Non a caso, per i lunghi secoli del Medioevo, quando si realizzò la civiltà cristiana in Occidente, le donne vestivano da capo a piedi come la Madre di Dio.

Pensiamo a come dovevano essere edificati quei mariti e quei figli che guardavano la propria sposa e la propria mamma e la vedevano simile alla Madonna. Quale fedeltà a Dio, quale finezza dell’amore coniugale e familiare, quale elevatissimo grado di purezza! Quale dignità delle donne, imitatrici della Madre di Dio!

Oggi i fidanzati e i mariti hanno di fronte una donna solitamente con gambe e braccia scoperte, o vestita con i pantaloni quasi che dovesse imitare gli uomini, con i capelli nemmeno raccolti ma sciolti e magari dal colore e dalla piega inventati dal parrucchiere di turno. Guardando la loro fidanzata o sposa così combinata, gli uomini sono sempre spinti alle cose terrene, alla sensualità, a non stimare la donna mai abbastanza.

Famiglia pantalonata
La decadenza dei nostri tempi: moglie “pantalonata” e solo due figli.

C’è da stupirsi allora se si vive il matrimonio invertendo i fini dell’unione sacramentale tra uomo e donna? Il matrimonio è innanzitutto per la procreazione e il bene dei figli, e poi per l’aiuto reciproco nella santificazione, cioè nel servire Dio. Oggi invece nei matrimoni, anche tra cattolici, si mettono al primo posto il piacere sensuale, l’egoismo e l’orgoglio umano. E così ci si abbandona comunemente al peccato mortale della contraccezione, ai litigi, agli atti contro natura, al divorzio e persino all’aborto.

L’atto coniugale è diventato qualcosa a sé stante, che prende il nome di “sesso” e viene sentito praticamente come il nuovo dovere assoluto nelle relazioni umane. Un amore coniugale tenero, innocente e puro, nel quale la sensualità non ha alcuna importanza, non passa nemmeno più per la mente. Del resto, la Chiesa ufficiale va dietro al mondo, «insegnando dottrine che sono precetti di uomini» (Mc 7,7).

L’uomo e la donna che non custodiscono la purezza non riusciranno a formare una vera e santa famiglia cristiana. Per questo sappiamo che tantissimi figli non esisteranno mai, anche se Dio voleva mandarli agli sposi che non li hanno voluti. E la maggior parte dei figli nati si perdono eternamente, perché non hanno ricevuto il buon esempio dai genitori.

Fermiamoci seriamente a riflettere e a pregare, in ginocchio davanti al nostro Dio, invocando l’intercessione di Maria Santissima. Se poi vorremo servire il Signore, avanti, e dimostriamolo in ogni nostra scelta!


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