Il governo cinese usa gli smartphone per controllare i cittadini e negare servizi a chi è considerato una minaccia per la società

Cina - controllo sociale tramite smartphone

Un importante resoconto di LifeSiteNews, nella traduzione che ne presentiamo.

* * *

La pandemia ha dato al Paese l’opportunità di attuare più a fondo un sistema di valutazione sociale.

SHANGHAI, China, 9 aprile 2020 (LifeSiteNews) – La Cina ha cominciato ad allentare le severe misure di quarantena per il coronavirus nelle città maggiormente colpite, ma intanto ha introdotto un controllo elettronico dei cittadini mediante smartphone, che riesce a determinare esattamente dove uno può andare e cosa può fare.

Un servizio video presentato da David Culver della CNN riferisce come le autorità cinesi abbiano iniziato a consentire assembramenti di persone in ristoranti, negozi e gli spostamenti in gran numero, dando rassicurazione che le persone stando così ravvicinate non si troveranno esposte al pericolo del COVID-19.

Ma c’è l’imbroglio.

“Dipende tutto da cosa ti compare sul cellulare”, dice Culver.

Ai cittadini viene assegnato un QR code (codice QR), che si visualizza sui loro smartphone. I QR code – abbreviazione di “quick response code” (codice a rapida risposta) – sono dei quadretti neri grandi quanto un francobollo, usati in un primo tempo dalle aziende per tener traccia dei prodotti dalla fabbrica alla promozione e alla vendita. Assomigliano ai codici a barre diffusi dappertutto che da tempo hanno sostituito i cartellini dei prezzi sugli articoli in vendita nei negozi, ma possono contenere e trasmettere molte più informazioni.

L’utilizzo nei modi più vari dei QR code, oggi pure diffusi ovunque, si è andato espandendo nell’ultimo decennio.

In Cina, il QR code unico assegnato a una persona e visualizzato sul suo cellulare può essere letto con uno scanner dalle autorità o dagli addetti presso qualsiasi o negozio o struttura di servizi. A quel punto, chi si presenta avrà il permesso di entrare o verrà allontanato, in base alle informazioni fornite dal QR code.

Il governo cinese segue e controlla centinaia di milioni di persone

“Se compare il verde, quello è il tuo biglietto speciale d’entrata per certi posti, che siano ristoranti, alberghi o centri commerciali”, dice Culver della CNN.

“Se viene fuori il giallo o il rosso, vuol dire che sei stato segnalato per qualche motivo”, dice Culver, e “si suppone che ti faranno stare in isolamento a casa, in qualche forma d’isolamento”.

“Il rosso potrebbe significare una quarantena forzata per ordine governativo”, ha aggiunto.

“Se sei su un aereo o un treno o se ti trovi in uno spazio dove a pochi posti da te qualcuno risulta essere un caso di coronavirus confermato, (le autorità governative) sono in grado di verificare chi era intorno a quella persona”, spiega Culver. “E se tu eri uno di quelli che le stavano intorno, finisci segnalato e ti potranno richiedere di metterti in quarantena, allontanandoti dal resto della società, mentre intanto loro continuano a investigare per avere la certezza che si tratti di un rischio di contagio reale”.

“È il loro modo di tornare al lavoro, di riprendere la vita e allo stesso tempo seguire e controllare le persone che si spostano nelle varie parti della Cina”, dice Culver.

“Ed è quello che ora sta avvenendo per centinaia di milioni di persone”, aggiunge.

L’incubo del sistema di valutazione sociale della Cina: “La prigione informatica si va stringendo”

Il controllo delle persone tramite QR code, dovuto alla pandemia di coronavirus, si rivela un’opportunità offerta dalla crisi al Partito Comunista Cinese (PCC) per spingere ancora oltre il suo sistema di valutazione sociale, che già quand’era agli esordi un commentatore descriveva come “Germania dell’Est agli steroidi”.

Riferiva Paul Rowan Brian in un articolo del 2018 su LifeSiteNews:

Immaginatevi una Germania dell’Est agli steroidi e avrete la Repubblica Popolare Cinese com’è oggi. Non c’è bisogno di legioni di cittadini che fanno la spia contro i loro colleghi e i propri familiari, perché a fare il lavoro ci pensa la tecnologia avanzata di aggregazione delle informazioni, registrando ogni tua mossa – dalle più superficiali a quello che è intimamente personale. Poi i dati vengono immessi in un sistema di valutazione psicometrico che avrà conseguenze sulla tua reputazione, le prospettive di lavoro e ogni altro aspetto misurabile del tuo valore e potenziale in quanto membro della società. Il piano di credito ovvero reputazione sociale attuato in Cina può apparire bizzarro e astratto a chi vive lontano, ma è estremamente reale.

L’autore spiegava quanto fosse oneroso il programma di credito sociale:

Come riferito recentemente, “con il piano di credito sociale, si guadagnano e si perdono punti in base a una rete sofisticata di 200 milioni di telecamere di sorveglianza – un numero destinato a triplicarsi nel giro di 18 mesi”. Sono vari i fattori che influiscono sui punteggi del credito sociale, incluso quello che dicono e fanno le persone che tu frequenti.

Se un tuo parente critica il governo, il tuo punteggio scende. Se il governo considera soddisfacente il tuo comportamento, il tuo punteggio sale, arrivando a farti ottenere vantaggi esclusivi in termini di viaggi, prezzi dei biglietti aerei, facilitazioni per siti d’incontri, accesso a prestiti, sconti su bollette, migliori prospettive di lavoro e priorità nelle domande d’iscrizione alle università.

Ma puoi anche affondare rapidamente, diventando un cittadino di basso rango: “attraversare la strada col rosso o fuori dalle strisce, pagare le bollette o le tasse in ritardo, comprare troppi alcolici o parlare contro il governo, tutto questo costa dei punti ai cittadini”.

Vengono inoltre comminate penalità se si sta troppo ai videogiochi, se si pubblicano “fake news”, “notizie false” (Jack Dorsey e Mark Zuckerberg applaudirebbero), se si spende troppo in acquisti non necessari e se si beve in eccesso. Ironicamente, anche postare troppo sui social può costarti una seria riduzione del punteggio.

Se cadi troppo in basso nell’inquadramento, possono arrivare a vietarti gli spostamenti su treno e aereo, a chiudere il tuo account sui social, a prendere di mira il tuo collegamento internet facendolo rallentare, ad escludere i tuoi figli dall’iscrizione a scuole private e prestigiose e ad impedirti l’accesso a varie occupazioni di prestigio come l’impiego in grandi banche, i posti di lavoro governativi e tutti quelli che richiedono l’approvazione del governo (che in Cina sono molti posti di lavoro). Ritrovarsi con il proprio nome esposto e additato pubblicamente è un altro tipo di punizione: finirai anche su una lista nera, per dissuadere dipendenti o collaboratori dal prendere il sistema troppo alla leggera.

“Quello che ora abbiamo in Cina è l’incubo del primo Stato veramente totalitario del mondo”, ha osservato Steve Mosher, presidente del Population Research Institute ed ospite frequente della trasmissione “The World Over” su EWTN, come esperto di affari asiatici.

“La Sinistra ha sempre affermato che è impossibile raggiungere un vero totalitarismo, perché non ci sono mai abbastanza addetti”, ha detto Mosher in precedenza a LifeSiteNews. “Questo non è più vero”.

“Adesso sarà mai più possibile per il popolo cinese organizzare una dimostrazione come quella di Piazza Tienanmen?”, si domandava. “Riesce difficile immaginare come i dissidenti possano spuntarla sul governo”.

“La prigione informatica si va stringendo”, ha aggiunto.

Si prevede che il “Sistema di Credito Sociale” della Cina sarà tutto operativo su internet nel corso di quest’anno, e a quanto pare il coronavirus gli ha fornito una grossa spinta.

Doug Mainwaring

Traduzione di Isidoro D’Anna

Per l’articolo originale:

https://www.lifesitenews.com/news/chinese-govt-uses-smartphones-to-track-citizens-deny-service-to-those-deemed-threat-to-society


5 risposte a "Il governo cinese usa gli smartphone per controllare i cittadini e negare servizi a chi è considerato una minaccia per la società"

  1. Tutto questo per togliere la libertà. In Cina funziona cosi. Ma da noi no, siamo in democrazia, ci sarebbe la rivolta e,non credo che avvera.
    La Cina comanda pure il suo paese, ma non il nostro.
    La Cina è un paese comunisti, e privi di libertà.
    Con la scusa del corona virus, pensano di avere il monopolo su tutti e tutto.
    Insomma spero che i nostri governante aprono gli occhi, e non dormono come al solito.
    Noi siamo Cattolico e liberi.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...