IL MIO LAMENTO (scritto da un Sacerdote)

Chiesa vuota - foto di Rudy e Peter Skitterians da Pixabay 1920x1240
(Foto di Rudy e Peter Skitterians da Pixabay)

Un Governo empio, col pretesto della pandemia, ha tolto ai Sacerdoti i fedeli e ai fedeli le chiese. Signore, pietà!

Una CEI ligia al potere politico, ha colpito d’interdetto il popolo cristiano: Niente Messa e niente Sacramenti. Signore, pietà!

CEI e Governo uniti in un patto scellerato, ci hanno tolto la festa domenicale e la Pasqua dei cristiani. Signore, pietà!

Autorizzano sale e tabacchi, cibi e medicine, ma proibiscono il Pane del Cielo e il Calice della Salvezza. Signore, pietà!

Siamo Pastori senza gregge e gregge senza Pastori, pecore vaganti senz’ovile e senza pascoli. Signore, pietà!

E Tu, Gesù, Re e Signore, che dici del tuo popolo e della tua città?

“Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è lasciata a voi deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più, fino a quando non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!” (Mt 23,37- 39).

E ad ogni Sacerdote e Vescovo, cosa dici Gesù, Tu Sommo Pastore?

“Così parla l’Amen, il Testimone degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista. Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti. Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese” (Ap 3,14-22).

Cosa dici a conforto di chi riesce o spera di arrivare all’Eucaristia?

Gesù disse loro: “In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno” (Gv 6,53-58).

Padre Giuseppe

Fonte per Lucechesorge:
«Consolatio», Bollettino per amici dell’Opera della Divina Consolazione, aprile 2020.
http://www.divinaconsolatio.it
divinaconsolatio.blogspot.it


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