Che cos’è la Santa Messa? Come stare a Messa e in chiesa?

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CHE COS’È LA SANTA MESSA?
COME STARE A MESSA E IN CHIESA?

Vediamo cosa ci insegnano la Chiesa e uno dei più grandi uomini di Chiesa, San Pio da Pietrelcina, il nostro amatissimo Padre Pio.

LA SUBLIME REALTÀ DELLA S. MESSA

Il Catechismo di San Pio X, scritto dal grandissimo Pontefice che gli dà il nome, ci offre una spiegazione semplice e chiara.

Che cos’è la santa Messa?
La santa Messa è il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo che, sotto le specie del pane e del vino, si offre dal sacerdote a Dio sull’altare, in memoria e rinnovazione del sacrificio della Croce.

Il sacrificio della Messa è il sacrificio stesso della Croce?
Il sacrificio della Messa è il sacrificio stesso della Croce; solo c’è differenza nel modo di compierlo.

Che differenza c’è tra il sacrificio della Croce e quello della Messa?
Tra il sacrificio della Croce e quello della Messa c’è questa differenza, che Gesù Cristo, sulla Croce si sacrificò dando volontariamente il proprio Sangue, e meritò ogni grazia per noi; invece sull’altare Egli, senza spargere sangue, si sacrifica e si annienta misticamente per il ministero del sacerdote, e ci applica i meriti del sacrificio della Croce.

Padre Pio affermava: «Sarebbe più facile che la terra si reggesse senza il sole, anziché senza la Santa Messa».

Per la conversione dei poveri peccatori il Santo aveva accettato di sopportare, in ogni Messa che celebrava, le sofferenze della Passione di Cristo e misticamente anche la morte del Signore.
Per quasi tutta la sua lunga vita (1887-1968), Padre Pio celebrò la S. Messa tradizionale cattolica in latino, la cosiddetta Messa tridentina, oggi diventata rara.
Ricordiamo comunque che se celebrata rettamente è valida anche la S. Messa riformata di Papa Paolo VI, la Messa oggi comune.
Ogni riforma rimane tuttavia gravemente illecita, perché Papa San Pio V stabilì con la bolla Quo Primum Tempore (1570), non solo per allora, ma in perpetuo, per sempre, che la S. Messa doveva rimanere quella tradizionale in latino.
È dunque la S. Messa tridentina (con riferimento al Concilio di Trento, iniziato da Papa San Pio V), l’unica vera e legittima Messa cattolica. Tutto il resto risponde al desiderio di soddisfare i desideri della massoneria, dei protestanti e dei modernisti.
La S. Messa tridentina ha reso i cattolici giusti e santi, mentre la Messa riformata ha causato l’allontanamento e la perdita della fede di tanti cattolici.
Inoltre la Messa riformata, essendo costruita sullo spirito di trasgressione, apre la porta a trasgressioni senza fine. Un clero modernista, superbo ed eretico ha infatti preso il posto di un clero tradizionale, fedele e retto negli insegnamenti.

Alcune risposte di Padre Pio ai figli spirituali sulla S. Messa e la S. Comunione:

«Che faceva la Vergine ai piedi di Gesù Crocifisso?».
«Soffriva nel vedere soffrire suo Figlio. Offriva le sue pene e i dolori di Gesù al Padre celeste per la nostra salvezza».

«Padre, come dobbiamo ascoltare la Santa Messa?».
«Come vi assistettero la Santissima Vergine e le pie donne. Come assistette San Giovanni al sacrificio eucaristico e a quello cruento della Croce».

«Padre, mi sento indegno della Santa Comunione. Ne sono indegno!».
«È vero, non siamo degni di un tal dono; ma altro è accostarsi indegnamente col peccato mortale, altro è non essere degni.

Indegni siamo tutti; ma è Lui che ci invita, è Lui che lo vuole. Umiliamoci e riceviamolo con tutto il cuore pieno d’amore».

Padre Pio scrive

IL GALATEO DI PADRE PIO

Lettera di San Pio da Pietrelcina alla figlia spirituale Annita Rodote.

Ad evitare irriverenze ed imperfezioni nella casa di Dio, nella chiesa, che il divin Maestro suole chiamar la casa di orazione, ti esorto nel Signore a praticare le seguenti cose.

• Entra in chiesa in silenzio e con gran rispetto, tenendoti e riputandoti indegna di comparire davanti alla maestà del Signore. Tra le altre devote considerazioni, pensa che l’anima nostra è tempio di Dio, e come tale dobbiamo conservarla pura e monda davanti a Dio ed agli angioli suoi e copriamoci il volto di rossore per aver dato tante volte adito al demonio con le sue insidie, con le sue lusinghe al mondo, con i suoi fasti, alla carne con il non aver saputo tener puro il nostro cuore e casto il nostro corpo, per aver dato, dico, adito ai nostri nemici di insinuarsi nei nostri cuori, profanando in tal guisa il tempio di Dio, quale noi diveniamo pel santo Battesimo.
• Prendi poi l’acqua benedetta e fa’ bene e con lentezza il segno della nostra redenzione.
• Appena sei in vista del Dio sacramentato, fa’ devotamente la genuflessione.
• Trovato il posto, inginocchiati e rendi a Gesù sacramentato il tributo della tua preghiera e della tua adorazione. Confida a lui tutti i tuoi e gli altrui bisogni, parlagli con abbandono filiale, da’ sfogo libero al tuo cuore e lascia piena libertà a lui di operare in te come meglio gli piace.
• Assistendo alla Santa Messa e alle sacre funzioni, usa molta gravità nell’alzarti, nell’inginocchiarti, nel metterti a sedere; e compi ogni atto religioso con la più grande devozione.
• Sii modesta negli sguardi, non voltare la testa di qua e di là per vedere chi entra e chi esce; non ridere per riverenza al luogo santo ed anche per riguardo a chi ti sta vicino; studiati di non profferir parola con chi che sia, a meno che la carità ovvero una stretta necessità non lo esiga.
• Se preghi in comune, pronunzia distintamente le parole della preghiera, fa’ bene le pause e non affrettarti mai. Insomma, diportati in guisa che tutti gli astanti ne rimangano edificati e siano per mezzo tuo spinti a glorificare e ad amare il Padre celeste.
• Nell’uscire di chiesa abbi un contegno raccolto e calmo: saluta per primo Gesù sacramentato, domandagli perdono delle mancanze commesse alla sua divina presenza e non partirne da lui se prima non gli hai chiesto e da lui non ne hai ottenuta la paterna benedizione.

IL RINGRAZIAMENTO ALLA S. COMUNIONE

Nell’Istruzione Inestimabile donum (1980), la Chiesa riafferma:

«Si raccomandi ai fedeli di non tralasciare, dopo la Comunione, un giusto e doveroso ringraziamento, sia nella celebrazione stessa, con un tempo di silenzio, con un inno o con un altro canto di lode, sia dopo la celebrazione, rimanendo possibilmente in orazione per un congruo spazio di tempo».

Ce lo ricorda pure San Giovanni Bosco, il grande amico e maestro della gioventù:

«Dopo la Santa Comunione, trattenetevi almeno un quarto d’ora a fare il ringraziamento. Sarebbe una grave irriverenza se, pochi minuti dopo aver ricevuto il Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù, uno uscisse di chiesa, o stando al suo posto si mettesse a ridere, chiacchierare, guardare di qua e di là…».

E Padre Pio così ammoniva un confratello che si era confessato da lui, accusandosi anche di esser venuto meno al ringraziamento, ma per motivi legati ai suoi impegni di sacerdote: «Guardiamo che il non potere non sia il non volere. Il ringraziamento lo devi fare sempre, se no la paghi cara!».

Se infatti noi siamo freddi o tiepidi nei confronti del Signore Gesù, come potremo meritare di stare con Lui in Paradiso?


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