La bellezza divina della Verità

Gesù ammonisce il diavolo

Dio è Verità e Amore. Per questo non c’è vita degna dove non si sposano Verità e Amore. Innanzitutto viene la Verità, che indica la via all’Amore.

Il mondo da sempre, ma soprattutto in questi ultimi tempi, finge di conoscere l’Amore, ma rifiuta la Verità. I farisei, oggi rari e sostituiti dai ribelli, fingono di conoscere la Verità, ma rifiutano l’Amore.

Nostro Signore Gesù Cristo dice apertamente al rappresentante del potere terreno, Pilato: «Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità» (Gv 18,37).

È la testimonianza della Verità che il mondo non sopporta. La verità che c’è un Dio capace d’incarnarsi e di prendersi cura a tu per tu delle sue creature umane. La verità che anche ciascuno di noi dovrebbe fare lo stesso. La verità sulla durezza spietata del nostro cuore, che è divenuta la legge degli individui, delle famiglie e delle nazioni.

Sant’Antonio da Padova, nei suoi Sermoni, scrive:

La verità genera odio; per questo alcuni, per non incorrere nell’odio degli ascoltatori, velano la bocca con il manto del silenzio. Se predicassero la verità, come la verità stessa esige e la divina Scrittura apertamente impone, essi incorrerebbero nell’odio delle persone mondane, che finirebbero per estrometterli dai loro ambienti. Ma siccome camminano secondo la mentalità dei mondani, temono di scandalizzarli, mentre non si deve mai venir meno alla verità, neppure a costo di scandalo.

Eppure, la Verità ha una bellezza divina, uno splendore che emana da Dio stesso. Il Signore Gesù proclama: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). Per i suoi discepoli, che possiamo essere anche noi, chiede al Padre: «Consacrali nella verità» (Gv 17,17).

Ed ecco l’uomo nuovo, nato dall’annuncio del Vangelo, un cristiano come San Giuseppe Moscati (1880-1927), Medico e Santo, che afferma in un suo biglietto:

Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.

L’uomo nuovo attraversa i due millenni dopo Cristo e ancora oggi ama la Verità. Riconosce e rifiuta con orrore, riprovazione, tutto ciò che non è Verità. Le bugie che i mondani pretendono di giustificare persino davanti a Dio, le menzogne dei burattinai del potere, le «dottrine che sono precetti di uomini» (Mt 15,9), propagandate da un clero venduto a satana, la doppiezza e l’inconsistenza delle persone sazie e soddisfatte di se stesse.

L’uomo e la donna nuovi sono all’antica e non perdono nulla del tesoro di grazia che hanno ricevuto con la fede cattolica. Quelli che non sono all’antica, e che accettano le novità, sono vecchi e deboli, perché cedono allo spirito di trasgressione di questo mondo.

La Verità è come un’alba radiosa, un orizzonte divino che abbiamo sempre dinanzi, in mezzo alle rovine di questa umanità. Un giorno, dopo gli ultimi planetari attacchi dei malvagi e dei tiepidi, dopo la grande tribolazione, sarà cancellata ogni macchia dalla terra. Quel giorno, rimarrà in piedi chi ha amato la Verità e ha continuato a testimoniarla.


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