Coronavirus e S. Comunione. Chi vuol essere amico del Signore?

Gesù davanti a Pilato

Nel mattino del primo Venerdì Santo, il Venerdì della Passione di Cristo Nostro Signore, i Giudei mondani rivelano tutta la malvagità del loro animo. Il Signore Gesù, Dio fattosi uomo per la nostra salvezza e redenzione, è in piedi vicino a Pilato, il governatore romano della Giudea.

Pilato, pur mancando del coraggio cristiano, comprende che i capi religiosi e gli anziani di Gerusalemme gli hanno consegnato Gesù «per invidia» (Mt 27,18). La sua stessa consorte, Claudia, gli manda a dire: «Non avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua» (v. 19). Pilato vorrebbe liberare Gesù. Tuttavia, quel clero miserabile incita la folla al tumulto contro Cristo, e a gridare ripetutamente: «Sia crocifisso!».

Nella loro prostituzione al mondo, quei Giudei arrivano a rimproverare Pilato, dicendogli: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare». Non volevano che il Signore Gesù, l’Autore della vita, fosse loro re. Lo volevano crocifisso, perché aveva rivelato una realtà e una Giustizia che andavano infinitamente oltre le loro bassezze.

Oggi, in questa primavera dell’anno 2020, vissuta dall’Italia con la minaccia del coronavirus creata ad arte, si pone lo stesso problema.

Un governo e un clero anticristiani, al colmo di sessant’anni di eresie e sacrilegi, hanno stabilito che la SS. Eucaristia, cioè Gesù Eucaristico, il suo sacratissimo Corpo, debba essere toccata con guanti di gomma nella distribuzione della Santa Comunione. Il coronavirus doveva servire a instaurare un regime totalitario mondiale, ma serve anche ad attaccare la nostra vita di fede, ed ora Cristo stesso.

Notiamo fra l’altro che la Tradizione della Chiesa possiede una modalità nel dare la SS. Eucaristia, prevista in caso di epidemie: con le pinzette eucaristiche e sempre nella bocca. Una modalità che, dal punto di vista strettamente sanitario, è più igienica dell’uso sacrilego di guanti di gomma. Ma questo governo e questi sommi sacerdoti della gerarchia cattolica fingono d’ignorarlo.

E noi, vogliamo essere amici degli uomini o di Cristo, Colui che dagli uomini fu disprezzato, percosso, coperto di sputi, torturato, condannato e crocifisso duemila anni fa? Vogliamo raccogliere i frutti del tradimento e dell’apostasia, di quel clero come di gran parte del clero di oggi? Vogliamo seguire i sommi sacerdoti e la folla dei nostri tempi e andare all’inferno con loro, tra i tormenti indicibili che non finiranno mai?

Oppure vogliamo rinnegare finalmente noi stessi, le nostre bassezze, il nostro orgoglio, e seguire il Signore Gesù verso il Paradiso e la gloria eterna, portando ogni giorno la nostra croce in questa vita?

San Pietro, il primo Papa, e gli Apostoli, avevano chiara la via da seguire. «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» (At 5,29), dichiara Pietro al sommo sacerdote di Gerusalemme che lo interroga dopo averlo fatto arrestare con gli altri fratelli cristiani. Per la loro testimonianza resa con queste ed altre parole, i capi religiosi dei Giudei, «richiamati gli apostoli, li fecero fustigare e ordinarono loro di non continuare a parlare nel nome di Gesù» (v. 40). «Ma essi se ne andarono dal sinedrio lieti di essere stati oltraggiati per amore del nome di Gesù. E ogni giorno, nel tempio e a casa, non cessavano di insegnare e i portare il lieto annunzio che Gesù è il Cristo» (vv. 41-42).

San Pietro, gli apostoli e gli altri discepoli ci mostrano che cosa vuol dire essere uomini e

Comunione sacrilega in mano e con guanto di gomma
I burattini del governo e del clero ateo-massonico.

cristiani. Sta a noi, oggi, seguire l’esempio di Cristo come suoi discepoli e annunciare il suo nome a tutte le genti, o vivere da vigliacchi in attesa del verace e tremendo Giudizio di Dio. Sta a noi inginocchiarci per ricevere Gesù Eucaristico solo sulla bocca e dalle mani consacrate e nude del sacerdote. Sempre che non vorremo, sfrontatamente e superbamente, ricevere il Signore Gesù in piedi, sulle mani e da chi usa guanti di gomma.

Se daremo gloria a Dio, avremo parte alla sua gloria. Se invece daremo gloria agli uomini, sarà giusto pagarne tutte le conseguenze. Dio è infinitamente buono, ma non può cambiare il destino che ci saremo scelti.


2 risposte a "Coronavirus e S. Comunione. Chi vuol essere amico del Signore?"

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