Possiamo solo seguire i nostri istinti?

Gigli - foto di Matthias Böckel da Pixabay 4404x3376
La strabiliante bellezza dei gigli. Non è nata dalla superbia e dagli istinti, ma dall’onnipotenza creatrice di Dio. E sono i fiori simbolo della purezza. (Foto di Matthias Böckel da Pixabay)

Sabato 13 giugno 2020

In questi giorni, sull’Italia si abbatte pesante un’ondata di maltempo, mentre arrivati a metà giugno ancora stenta a mostrarsi la primavera. Sarà che il nostro Paese e i suoi abitanti vivono un inverno della fede, del cuore, della vita. Un abbandono sempre più radicale dei valori cristiani e cattolici.

Il governo che gli italiani si sono meritati con i loro peccati mortali collettivi, stringe sempre più la morsa del suo dominio. Intanto, autorità civili e religiose sono immerse nel sacrilegio della S. Comunione Eucaristica data con i guanti di gomma. Tanti di quelli che sembravano amici o fratelli e sorelle nella fede, lo accettano.

E poi, cosa verrà? Passo dopo passo lo vedremo.

Intanto, il Parlamento è impegnato ad approvare una legge delirante “contro l’omofobia”, per l’esaltazione del peccato impuro contro natura e la repressione anche carceraria di chi lo indichi come un male.

A voi, a te, amico o nemico che leggerai queste righe, vorrei chiedere: Possiamo solo seguire i nostri istinti?

Gli animali possono farlo, perché Dio ha iscritto nei loro istinti la legge che è loro propria. Ma noi abbiamo un’anima e siamo chiamati a diventare o a vivere da figli di Dio. Noi siamo completamente liberi, perché un figlio è libero davanti al Padre che lo ama. La nostra legge sono i Comandamenti, che ci elevano all’altezza della santità e del Paradiso.

Gli istinti possono ingannare, anche quando sono buoni. Persino l’amore genuino, da solo, potrebbe ingannarci. Quello che conta, innanzitutto, è la Verità. Dio è Verità e Amore, ma prima di tutto Verità.

L’istinto del desiderio sensuale non è Verità. È qualcosa che si trova nella nostra natura e nel suo stato legittimo è rivolto a farci realizzare il comando del Creatore: «Siate fecondi e moltiplicatevi» (Gn 1,28). C’è un progetto d’amore sponsale che racchiude in sé l’istinto dei sensi: «Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne» (Gn 2,24; Mt 19,5; Mc 10,7). L’uomo e la donna che diventano una sola cosa! Solo la grazia di Dio può fare questo miracolo.

Ma se l’uomo e la donna, sposati, cominciano a voltare le spalle a Dio e a non volerlo adorare e servire? Se decidono di fare a modo loro, pur essendo povere creature bisognose di tutto? Se disprezzano la procreazione e rifiutano i figli o li uccidono con l’aborto? Se profanano il sacramento che li unisce trascinandolo nel fango della contraccezione? Se rendono un inferno la vita di quei pochi figli a cui concedono di vivere, invece di farsi trovare innocenti come i loro bimbi?

Allora accade che quell’istinto sensuale si stacca dal suo fine di donare la vita ai figli, e diventa ripetizione ossessiva e perversione. Poi l’istinto vaga sempre più, incentivando l’adulterio e ogni tendenza dei sensi, secondo natura e contro natura.

Ancora in questo momento, Dio ci dona l’esistenza e ci offre il suo amore infinito. E noi, come lo abbiamo ricambiato? Costruendo una società dove il nome di Dio è vietato a meno che non lo si nomini invano, o lo si bestemmi. Perseguitando la Verità divina, che è il fondamento di ogni vita umana e dell’universo.

Decidiamoci ad aprire la porta della grazia divina, dopo essere rimasti chiusi nei sotterranei della morte spirituale. Non saranno i nostri compagni di sventura a salvarci, dopo averci usati e presi in giro. Solo Dio, là fuori, nella Luce infinita, può donarci la salvezza. Ed è per questo che ci chiama ad uscire, prima che le nostre tenebre siano per sempre.


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