Perché si dice che il Matrimonio è “per sempre”?

Fidanzati o sposi cattolici

In un articolo fasullo, scritto guarda caso da uno psicologo, appare una domanda posta da una giovane fidanzata a Papa Benedetto XVI:

«Ci sentiamo fatti l’uno per l’altro; per questo vogliamo sposarci e costruire un futuro insieme. Vogliamo anche che ogni aspetto della nostra vita sia orientato dai valori del Vangelo. Ma parlando di matrimonio, Santità, c’è una parola che più d’ogni altra ci attrae e allo stesso tempo ci spaventa: il “per sempre”…».

Intanto, viene fuori che nonostante l’evidente immaturità, i due giovani fidanzati cattolici non provano solo spavento per la promessa dell’amore coniugale, ma anche attrazione. Meglio che niente…

Tuttavia, a una domanda così importante, Benedetto XVI, stando alle sue parole citate nell’articolo, risponde in modo verboso, con un lungo e tortuoso discorso che non va dritto al punto e neppure nomina Dio in relazione al fidanzamento.

Lo psicologo che scrive l’articolo, ovviamente, non è da meno: il nome del Signore, il concetto di vocazione, la finalità primaria e la sacralità del vincolo matrimoniale vengono accuratamente sottaciuti, come se non esistessero.

L’operatore sociale in questione, quel tipo di professionista che tante volte diventa il santone di esistenze buttate via, si occupa di tutt’altro che di cose sacre ed eterne. Nel suo fervorino tiepido, se non gelido, si limita a dire che l’amore non è un sentimento ma cerca il bene dell’altro. La scoperta dell’acqua calda, insomma. E cos’è questo bene? Non lo accenna neppure.

Del resto, l’immagine scelta per l’articolo parla chiaro: appare una giovane donna, accompagnata da un uomo, e abbigliata con uno di quei finti abiti nuziali che lasciano nude le braccia. Perciò quel che si promette è l’impudicizia, non certo la santità di una famiglia cristiana.

Neppure manca la solita stoccata al Medioevo, da parte di colui che, da vero burattino, ripete le parole dell’ideologia ateo-massonica dominante.

Ma torniamo alla domanda della giovane fidanzata: cosa vuol dire che il Matrimonio è “per sempre”? Non possiamo rivolgerci a quella figliola, adesso, ma forse ci saranno persone che apprezzeranno la risposta della nostra fede cattolica, nel presente articolo.

Intanto, chiariamo che a rigore, il Matrimonio è “fino a che morte non vi separi”, quindi non “per sempre”. Ci insegna il Signore Gesù Cristo nel Vangelo (Mt 22,30): «Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo». Il Signore rispondeva ai sadducei sull’ipotesi di una donna sposata da più uomini qualora fosse rimasta vedova. Certamente, però, se due sposi cattolici, in questa vita, hanno stretto un vero legame di fede e amore, si ameranno e staranno poi insieme eternamente, ma non come nei loro giorni terreni. Saranno innanzitutto assorbiti nella contemplazione di Dio.

Dunque la domanda è, più precisamente: Perché il Matrimonio dovrà essere per tutta la vita?

Se vogliamo essere veritieri, dobbiamo sempre partire da Dio, Creatore di ogni essere umano, Padre Eterno di tutti i cristiani e fine supremo della nostra vita.

Il Matrimonio non è un progetto umano, ma un sacramento, che unisce l’uomo e la donna come una sola cosa. Per questo il Signore Gesù ci insegna che il Matrimonio cattolico è indissolubile: «Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi» (Mt 19,6).

Dunque come si può mai immaginare che il Matrimonio non sia per tutta la vita?

Nel Matrimonio si trovano la fedeltà e la fecondità. Fedeltà a Dio e alla persona che si è scelto di sposare. Fecondità per dare a Dio nuovi figli, generandoli nell’ambito di una famiglia cristiana.

La procreazione e il bene dei figli sono il fine primario del Matrimonio; l’aiuto reciproco a santificarsi è un fine secondario, ma essenziale; la quiete della concupiscenza, cioè trovare soddisfazione per i desideri sensuali, è un fine pure secondario ma non essenziale.

Il Matrimonio è per tutta la vita, perché deve dare compimento a una fedeltà che imita quella del Signore e quindi non conosce limiti e non si arresta davanti a niente. Ma è per tutta la vita anche perché gli sposi cristiani devono generare tutti i figli che Dio manda loro, e condurli al Paradiso, rimanendo uniti per amore dei figli oltre che per amore del coniuge.

Vi è un amore più grande nel donare la vita ai figli, che nel condividere la vita, con il coniuge. Se i fidanzati non sono fermamente intenzionati a donare la vita ai figli che Dio manderà, anche il loro amore reciproco esisterà solo sul piano umano, e sarà probabilmente destinato al totale fallimento.

Quindi, ricapitolando: il Matrimonio è per tutta la vita perché è un’unione sacramentale indissolubile, rivolta alla procreazione e al bene dei figli. Dio per primo ci ha amati e ci ha donato la vita, e chiama gli sposi ad imitare la sua stessa fedeltà e fecondità.

Non si tratta però di una vera e propria vocazione, come nel caso della vocazione alla vita consacrata, di sacerdote, frate o suora.

Per chi volesse conoscere meglio il progetto ammirabile di Dio sulla famiglia cristiana, segnalo un piccolo libro (100 pagine) dedicato all’argomento:

Isidoro D’Anna, Fidanzati e sposi sulla via del Paradiso

https://lucechesorge.org/2018/06/27/e-uscito-fidanzati-e-sposi-sulla-via-del-paradiso/


2 risposte a "Perché si dice che il Matrimonio è “per sempre”?"

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