Spogliarsi in spiaggia è un comportamento da cristiani?

Riva del mare - foto di VisionPic .net da Pexels

Alla domanda se spogliarsi in spiaggia sia un comportamento da cristiani, possiamo rispondere solo se abbiamo un senso integro del pudore. Questo però non è cosa da tutti. In realtà, conservare la purezza della fede e conservare il pudore è la stessa cosa, ma oggi la fede è diventata molto rara tra le persone.

Non solo, ma prima di dubitare che sia lecito denudarsi in spiaggia, dovremmo già dubitare che sia lecito scoprire il corpo nella vita quotidiana. È sempre una fondamentale questione di pudore.

Forse l’umanità non è mai stata così lontana dalla SS. Vergine Maria, Madre di Dio e dei cristiani. Ciò non stupisce, perché la Madonna è l’Immacolata, la purezza fatta persona. Cosa aspettiamo invece a consacrarci alla Madonna, e a servirla con tutte le nostre forze in vista del trionfo del suo Cuore Immacolato?

Nella storia dell’oscenità, ovviamente la vita di spiaggia ha avuto un ruolo primario. I primi bagni organizzati risalgono a metà Ottocento, anche se in quella fase di esordio i costumi coprivano quanto i vestiti, braccia e gambe comprese.

Tuttavia, già si perdeva un valore. Fino allora, si era considerato un pregio per una signora avere la pelle bianca, mentre l’abbronzatura era ritenuta volgare. Nel passaggio alla società atea di massa, con il capovolgimento dei valori cristiani, si invertiva anche questo principio estetico.

Si stava entrando nella logica della perdita del pudore, di una crescente nudità in pubblico.

I costumi che lasciavano scoperte larghe parti del corpo femminile cominciarono a diffondersi intorno al 1910. Il primo costume succinto a due pezzi fu inventato da un sarto francese, che come modella per presentarlo riuscì a trovare solo una donna presa da un locale malfamato di Parigi. Era il 1946, e dal 1960 in poi questa forma di oscenità femminile diventò abituale.

Una volta, il mare veniva contemplato, come una visione d’incanto. Ci si lasciava avvolgere dal suo mormorio o fragore e dalla brezza che spirava, con l’odore inconfondibile della salsedine. Si sostava o si camminava lungo la riva, stando dignitosamente vestiti. Ora invece la bellezza del mare, come ogni bellezza – ma soprattutto quella della donna – viene solo profanata con la nudità.

Potremmo adesso citare un’osservazione di un sacerdote ottimo, se non santo: Don Giuseppe Tomaselli, siciliano di Biancavilla in provincia di Catania.

In uno dei suoi molti libretti, che hanno fatto tanto bene alle anime (e tanta rabbia al diavolo), Don Giuseppe a un certo punto osserva, rivolto al lettore, che «la spiaggia potrebbe essere la tomba della tua purezza».

Sappiamo infatti che andare in spiaggia vuol dire trovarsi tra uomini, e soprattutto donne, poco meno che nudi. Solo una società impazzita, ormai priva della luce della fede e del pudore, poteva arrivare a questo punto.

La priorità dei nostri contemporanei non è fare ciò che piace a Dio, o ciò che a ben pensarci appare ragionevole. Il conformismo è l’unica norma di ragionevolezza oggi riconosciuta. Il conformista si sente brillare d’intelligenza…

San Domenico Savio, allievo del grande educatore San Giovanni Bosco, morì santo all’età di 14 anni. Per la sua risplendente purezza, San Domenico è stato soprannominato il giglio di Mondonio, con riferimento al paese del Piemonte dove con i genitori si stabilì nel 1853. Questo giovanissimo Santo ci ha lasciato parole forti di testimonianza contro la vita di spiaggia.

San Domenico Savio, La morte ma non peccati

Attingiamo la citazione che segue da un libretto di Don Giuseppe Tomaselli, Il giglio di Mondonio. San Domenico Savio:

Il caldo era soffocante. Parecchi giovani stabilirono di andare al bagno. Fu invitato anche Domenico ad andarci.

– Domenico, vuoi venire con noi a fare una partita?
– Che partita?
– Una partita a nuoto.
– Oh, no! Io non vengo!
– Vieni; fa molto piacere! Quelli che vanno a nuotare, non sentono più il caldo, hanno buon appetito e ne avvantaggiano nella salute.
– Io non vengo e neppure voglio che andiate voi!
– E che male c’è?
– Voi vi esponete al pericolo di dare scandalo o di riceverlo. E questo non è male?
– Ma noi abbiamo un caldo che non ne possiamo più!
– Se non potete tollerare il caldo di questo mondo, potrete poi tollerare il caldo terribile dell’inferno? Guai ad offendere la purezza! Invece di andare al bagno, fate ciò che fanno gli altri: divertitevi qui onestamente. Fra non molto comincerà la funzione in Chiesa ed anche noi vi prenderemo parte.

Domenico seppe tanto industriarsi che convinse i compagni a non andare al bagno.

Il giovanissimo San Domenico parlava con grande autorità, perché era fedele, non orgoglioso. E noi?


2 risposte a "Spogliarsi in spiaggia è un comportamento da cristiani?"

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