Alluvione a Palermo per Santa Rosalia. Coincidenza o castigo divino?

Alluvione a Palermo - 15 luglio 2020 - al posto del Festino di Santa Rosalia vietato
Palermo, 15 luglio 2020. Alluvione per i palermitani al posto del Festino di S. Rosalia, vietato con la motivazione della salute pubblica.

Mercoledì pomeriggio, 15 luglio u.s., data del tradizionale “Festino di S. Rosalia”, quest’anno sospeso a causa delle disposizioni governative per evitare contagi da coronavirus, un violento nubifragio quasi senza preavviso, si è abbattuto sulla città. In poche ore è caduta la quantità di acqua di un anno, allagando le strade, in breve trasformate in fiumi. Molte macchine sono state trascinate dalla corrente come fuscelli, altre bloccate e intasate nei sottopassaggi. Molte persone si sono salvate a nuoto, altre con l’aiuto decisivo di soccorritori. Una marea di fango e detriti ha bloccato per ore la città, provocando danni non facilmente quantificabili. Vigili del fuoco e Protezione civile nulla o quasi hanno potuto fare, se non dopo la tempesta.

Qui, adesso non discutiamo delle lacune evidenti nella prevenzione di simili calamità o nella gestione dei soccorsi. A noi interessa l’aspetto religioso. È l’aspetto più importante e decisivo. Infatti, non si muove foglia che Dio non voglia, dice un proverbio, e nulla accade se non c’è la permissione di Dio. Perché Dio ha permesso un tale flagello? E tale è stato, anche se non vi sono stati morti o danni gravi alle persone, se non il panico o il terrore. Quando la natura si scatena, si vede la nostra piccolezza e fragilità. Ci si creda o no, Dio c’è. Perché ha permesso questo cataclisma per di più proprio il giorno di S. Rosalia, patrona di Palermo? La coincidenza non può essere casuale. Il giorno del “Festino” non una pioggia di grazie dal Cielo è venuta, ma una bomba d’acqua!

Da amici veniamo a sapere che una band palermitana (i “Tenerumi”), per la festa di quest’anno, ha dedicato alla Santa un clip musicale “ironico”, ma in verità blasfemo, definito dai componenti “una preghiera per Santa Rosalia, un omaggio”. Si irride la Santa Verginella con le parole a volte scurrili e con le immagini profane e ammiccanti nei confronti di una bella ragazza coronata di fiori come la Santa. Si domanda una vincita al Lotto e altre scemenze, che fanno vedere il livello non di spiritualità ma di carnalità e mondanità in cui ci si crogiola, volendoci trascinare dentro pure i Santi. Il talento musicale c’è; peccato che sia esibito così come profanazione e bestemmia. A questi tali bisognerebbe ricordare l’antico ammonimento: “Scherza coi fanti e lascia stare i Santi!”.

Arcivescovo Corrado Lorefice profana Cattedrale Palermo in bicicletta
L’Arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, mentre gira in bicicletta dentro la Cattedrale. C’è chi applaude, ben vestito.

Ma noi non ci vediamo solo una presa in giro della Santa e della religione cattolica. Qui c’è di più. C’è tutta una Città che grida a Cristo in mille modi: “Non ti vogliamo! Non vogliamo che Tu venga a regnare sopra di noi. Noi vogliamo soldi, sesso e libertà. E Tu, queste cose non ce le dai. Meglio Satana che Cristo!”. Il demonio ha fatto un gran lavoro: ha fatto spegnere la fede nei più, ha trasformato le feste religiose in feste pagane e ora irride pubblicamente i Santi. Qualche anno fa, il sindaco Orlando ha permesso a Palermo il primo Gay Pride per bambini, lanciando la Città molto avanti. Quanta esultanza nel popolo! Questa sì che è civiltà! Noi, a Palermo, siamo “aperti” a tutto e non siamo secondi a nessuno. L’alluvione? Tutta colpa del governo siciliano e dell’ufficio meteo. Così dicono e continuano a indurirsi nell’empietà. Ma Dio non si irride e neanche i Santi. Pertanto, è facile prevedere che questa “lezione” ai palermitani non sarà l’ultima.

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Il sindaco di Palermo “prega” con i musulmani.

S. Faustina Kowalska descrive nel suo Diario, che un giorno mentre si trovava a Varsavia, si scatenò sulla città una tempesta di acqua e fulmini da fare paura, come a Palermo. Lei subito si mise in ginocchio a pregare la Coroncina della Divina Misericordia che Gesù le aveva dettato. La cosa andò avanti per più di due ore, con molti danni per la città. Alla fine Gesù le apparve e le rivelò che per quella insistente richiesta di perdono e pietà, Egli aveva molto attenuato il castigo che Varsavia meritava per i suoi peccati. Dio è giusto e per questo a volte mostra la frusta; la preghiera umile e fiduciosa lo placa. Ma guai ad una città che non si converte! Per la storia, la Polonia fu la prima ad essere invasa dalle truppe naziste e a conoscere gli orrori della guerra. E il sangue scorse a fiumi. “Tu sei davvero terribile; chi ti resiste quando si scatena la tua ira? Dal cielo hai fatto udire la sentenza: sbigottita la terra tace” (Sal 76,8-9). La Divina Misericordia è l’ultima tavola di salvezza. Beati quelli che ne sanno approfittare.

Padre Giuseppe Tagliareni

Titolo originale: Bomba d’acqua a Palermo.
Immagini e didascalie aggiunte autonomamente da Lucechesorge.

Fonte:

CONSOLATIO
Bollettino per amici dell’Opera della Divina Consolazione
Dir. responsabile: p. Giuseppe Tagliareni

http://www.divinaconsolatio.it
divinaconsolatio.blogspot.it


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