Come si vestivano gli Ebrei al tempo di Cristo?

Le nozze di Cana 3

Stabilire che tipo di abbigliamento si usasse ai tempi di Cristo è sorprendentemente complesso. Innanzitutto, noi facciamo molte supposizioni in base a come tanti oggi si vestono in Medio Oriente. Attualmente, la tipica forma di vestiario da quelle parti (le donne velate, e sia uomini che donne in vesti lunghe e sciolte) ci sembra molto tradizionale e antica, quindi presumiamo che al tempo di Cristo ci si vestisse così. Anche se in sostanza molto è rimasto uguale, i dettagli sono difficili da precisare.

La difficoltà deriva soprattutto da due problemi. Il primo è che gli scavi archeologici portano alla luce poche testimonianze dell’abbigliamento antico, perché questo non si conserva come avviene per le rocce, il vasellame e le ossa. Seconda cosa, gli Ebrei non rappresentavano quasi mai delle figure umane nella loro arte, quindi non abbiamo niente di paragonabile agli affreschi degli Egiziani, o alle opere d’arte degli antichi Greci e Romani, giunte fino a noi.

Non ci resta che setacciare la Sacra Scrittura alla ricerca dei riferimenti al vestiario e delle descrizioni di ciò che era richiesto e vietato. Anche se in tal modo non viene fuori un quadro completo, ne ricaviamo almeno degli elementi rudimentali.

Nella loro vita quotidiana, uomini e donne indossavano dei capi indicati spesso come “tuniche”. La tunica era una veste semplice, tutta d’un pezzo, solitamente stretta in vita da una cintura, con un’apertura per la testa e due per le braccia. Le persone portavano due indumenti, uno sotto e uno sopra, entrambi con una forma simile.

Il capo intimo assomigliava a una maglietta lunga e sciolta, o ad un kimono. Era fatto di lino, cotone o qualche volta lana morbida. Per motivi di penitenza, alcuni occasionalmente portavano tuniche intime fatte di sacco o di pelo di cammello. Gli esemplari più antichi erano senza maniche e arrivavano solo alle ginocchia; in un’epoca successiva, questo indumento si allungò arrivando spesso ai polsi e alle caviglie. Un uomo vestito solo della tunica intima, si diceva che fosse nudo (v. p. es. 1 Samuele 19,24; Isaia 20,2-4). Sotto questa tunica non si metteva niente (con l’eccezione degli uomini esseni, che usavano uno stretto perizoma).

La cintura era una striscia di stoffa o di pelle, o una corda, che si poteva allentare o stringere. La si portava sul capo intimo e/o su quello esterno. Serviva ad evitare che le vesti sciolte (e spesso lunghe) ostacolassero i movimenti. L’espressione biblica “cingersi i fianchi” voleva dire mettersi la cintura, per dare più libertà alle gambe nel lavoro e nel cammino. L’espressione significava che la persona era pronta per il servizio; si può dire che equivalga al modo di dire attuale “rimboccarsi le maniche”.

La tunica esterna, chiamata anche mantello o veste, veniva indossata sopra la tunica intima. Consisteva in una fascia di tessuto quadrata oppure allungata, con un’apertura per la testa. A volte aveva le maniche, altre volte invece assomigliava più a un poncho, ritagliato in modo da lasciar scoperte le braccia. Lo si portava come una copertura protettiva; le persone non comparivano in pubblico senza un qualche tipo di tunica esterna. Gli uomini ebrei avevano delle nappe (chiamate tzitzit), attaccate agli angoli delle loro vesti, come un segno per ricordarsi della costante presenza dei Comandamenti del Signore. Siccome la tunica esterna era ampia e sciolta, la si stringeva solitamente con una cintura. La cintura esterna era spesso decorata con ricami o persino con pietre preziose.

Frequentemente, si attaccavano alla cintura una borsa o un borsellino, fissandoli con una fibbia.

Mentre la maggior parte degli uomini e delle donne ebrei portavano tuniche lunghe (fino alle caviglie), delle tuniche corte (che arrivavano alle ginocchia) erano indossate dagli schiavi, dai soldati e da altri impegnati in lavori che richiedevano una certa mobilità.

Il mantello (o cappa) – Quando il clima si faceva più freddo, capitava che si usasse un mantello o cappa sopra la tunica esterna. Poteva essere fatto con o senza maniche.

Ai piedi si calzavano i sandali. Avevano suole di legno e venivano allacciati con strisce di pelle. Gli Ebrei non portavano i sandali in casa, ma se li toglievano all’ingresso e si lavavano i piedi.

Nell’essenziale dell’abbigliamento, uomini e donne vestivano in maniera molto simile. Comunque, vi erano chiaramente delle differenze, perché la Sacra Scrittura ammonisce: «La donna non si metterà un indumento da uomo né l’uomo indosserà una veste da donna; perché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore tuo Dio» (Deuteronomio 22,5).

Per le donne, il capo intimo era molto simile a quello degli uomini. Comunque, il capo esterno era più lungo, con un bordo frangiato sufficiente ad arrivare a coprire i piedi (Isaia 47,2; Geremia 13,2). La tunica esterna era stretta da una cintura che assomigliava a quella usata dagli uomini, ma era ornata in maniera diversa e solitamente più elaborata. In alcune regioni, i capi esterni delle donne si distinguevano da quelli degli uomini per i materiali o i motivi decorativi differenti. In aggiunta, una donna poteva mettere un grembiule sopra il capo esterno, per proteggerlo e poter trasportare oggetti con più facilità. Il grembiule di solito era attaccato alla cintura e copriva la metà sotto del corpo.

Il velo – C’è diversità di vedute su quanto fosse diffuso l’uso del velo tra le donne ebree al tempo di Cristo. È certo che lo portavano nella sinagoga e nel Tempio (cfr. 1 Corinzi 11,15). È pure sicuro che le donne non sposate si velavano. Comunque, è meno evidente che le donne ebree portassero il velo in ogni momento, e specialmente a casa; alcune di loro non si velavano neppure in pubblico. Sembrerebbe che le donne ebree nella Giudea romana (cioè nel sud, intorno a Gerusalemme, Gerico e Betlemme) usassero retine per capelli, di cui si sono ritrovati degli esemplari in siti archeologici come Masada.

Quindi, forse, le donne non portavano sempre il velo, come ora è invece d’uso in gran parte del Medio Oriente. Altre fonti riferiscono che coprirsi il capo era tipico per uomini e donne, e parlano di un panno avvolto intorno alle spalle, che si poteva tirare sopra la testa, legandolo alla fronte e lasciandolo ricadere sopra le spalle. Forse velarsi o coprirsi il capo era qualcosa che si faceva a seconda delle occasioni, ad esempio quando bisognava ripararsi dal sole o per dedicarsi alla preghiera.

La prima volta che la Bibbia accenna a dei gioielli, è quando un servitore di Abramo fa omaggio a Rebecca di un pendente e di un paio di braccialetti (Genesi 24,22). Geremia inoltre osserva: «Si dimentica forse una vergine dei suoi ornamenti, una sposa della sua cintura?» (2,32). Isaia (3,16-23) presenta una descrizione dettagliata della donna come si adornava secondo gli usi più ricercati ai tempi dell’Antico Testamento. Come regola generale, le donne ebree portavano braccialetti e orecchini. Meno frequentemente, potevano mettersi dei gioielli al naso e/o una collana.

I braccialetti erano fatti solitamente di materiali preziosi, come l’oro, e normalmente si mettevano ai polsi. Comunque, le donne di famiglia regale li portavano spesso sopra il gomito. Per lo più, i braccialetti erano tutti d’un pezzo e vi si infilava la mano; più raramente, si trattava di due pezzi attaccati insieme, che si aprivano e chiudevano mediante una cerniera.

Cavigliere – Le donne portavano cavigliere con la stessa frequenza dei braccialetti, e il materiale era normalmente lo stesso (Isaia 3,16-20). Certe cavigliere erano fatte in tal modo da mandare un suono tintinnante, mentre la donna camminava.

Orecchini – Tra gli Ebrei, solo le donne portavano orecchini (Giudici 8,24). In quell’epoca erano meno comuni rispetto ad oggi. Generalmente, la Sacra Scrittura suggerisce che fossero rotondi o a forma di cerchio. Comunque, la legge vietava qualsiasi mutilazione del corpo, quindi non si potevano perforare né le orecchie né il naso per applicare degli ornamenti. Perciò gli orecchini venivano fissati con un fermaglio o messi intorno all’orecchio con una catenella.

Gioielli per il naso – Per quanto vi siano prove che le donne ebree portassero dei piccoli gioielli al naso, non si trova un punto d’appoggio sufficiente per ritenere che quest’uso fosse comune. Era una pratica maggiormente diffusa nelle regioni più orientali, soprattutto tra gli Assiri e i Persiani.

Gli anelli potevano adornare le dita delle mani, ma anche quelle dei piedi.

Cosmetici – In generale, le donne ebree consideravano i cosmetici (ad esempio la pratica di tingersi gli occhi) con disprezzo (Geremia 4,30; 23,40). Da qualche fonte risulta che le donne ebree si colorassero le unghie delle mani e dei piedi con l’alcanna.

Profumo – Le donne ebree usavano profumarsi più o meno come avviene oggi. Nei tempi biblici, comunemente si ricavavano profumi da incenso e mirra, aloe, nardo, cinnamomo e zafferano.

Acconciature – La maggior parte delle donne ebree portavano i capelli lunghi e intrecciati. Il Talmud riferisce che usavano anche pettinini e forcine. Sembrerebbe che generalmente evitassero le acconciature più elaborate diffuse tra le donne greche ed assire.

Mons. Charles Pope

Traduzione di Isidoro D’Anna

Fonte:
http://blog.adw.org/2017/03/sort-clothing-people-jesus-time-wear/

Nota del traduttore

Alle persone di fede cattolica, tutto questo non interessa per semplice curiosità. Parlare di come ci si vestiva in Israele al tempo di Cristo, per noi è importante perché ci fa approfondire la conoscenza del Signore Gesù e della sua e nostra Madre, Maria Santissima.

Desideriamo sapere meglio come Gesù e Maria si vestissero, perché anche la loro figura ci sia di esempio e di modello. In Medio Oriente ci possono essere genti non battezzate, che seguono i principi in cui si sono trovate a credere. Il modo di vestire di Gesù e Maria invece aveva un significato veramente soprannaturale, perché siamo di fronte al Figlio di Dio e alla sua Madre Santissima.

Comunque, l’immagine tradizionale e rivelata di Gesù e Maria la conosciamo. Gesù porta una veste che lascia scoperti solo capo, collo, mani e piedi. La Madonna porta una veste che talvolta nasconde anche i piedi e ha sul capo un velo leggiadro, che scende ai lati del collo cadendo sulle spalle e a volte lascia appena intravedere i capelli.

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