Le dimensioni intime maschili sono importanti per il matrimonio?

(Foto gentilmente concessa da Alex Naghtigall)

Nella nostra società, dove il decoro sembra quasi scomparso, esiste un pregiudizio, tra i tanti, che riguarda l’uomo. È quello che interessa le dimensioni intime maschili. Noi qui ne parleremo per aiutare l’uomo e la donna a ristabilire la verità, e a vivere felicemente il loro amore coniugale.

Non pochi uomini ritengono o temono di avere dimensioni intime inadeguate. Il giusto approccio per affrontare la questione non è, purtroppo, quello che un ragazzo o un uomo troverà parlando con i medici dei nostri tempi, a parte poche felici eccezioni. Ci sono tanti medici che, invece di formare il giovane smarrito con dei sani principi morali, lo incitano ad abbandonarsi all’impurità. Una delle terribili conseguenze potrebbe essere che il giovane non si fidi di queste persone e rimanga nello sconforto. Così, si ritroverà a perdere l’occasione di sposarsi anche quando ne avrebbe tutti i requisiti. Si devono invece unire le conoscenze mediche alla vera morale cattolica.

San Giuseppe Moscati (1880-1927), Medico e Santo, dalle conoscenze prodigiose e dalla profonda devozione alla Madonna.

Qual è, innanzitutto, il principio etico da seguire a tale riguardo? Intanto diciamo che l’uomo vero non si pone il problema di compiere atti impuri soddisfacenti. Ogni atto impuro, ricordiamolo, è un peccato mortale, che conduce all’inferno. Ciò vale per qualsiasi atto eccitante compiuto fuori dal matrimonio, come pure per qualsiasi atto contro natura commesso nel matrimonio. L’uomo vero desidera invece sinceramente, e in tutta purezza, donare alla propria sposa, amatissima e adorata, una costituzione fisica degna e adeguata, anche nei momenti della loro intimità coniugale. Ora, sarebbe un atteggiamento immondo pensare al matrimonio come un’occasione per sfogare i desideri carnali. Tuttavia, sarebbe da immondi anche pensare che la propria sposa non debba ricevere un casto ma soddisfacente piacere dall’atto coniugale. In entrambi i casi, la donna verrebbe più usata che amata. Il primo fine del matrimonio è la procreazione e il bene dei figli, ma guai a chi volesse passare sopra alla dignità della sposa! Ricordiamoci inoltre che Dio nel crearci ha associato all’atto coniugale il piacere coniugale. Quindi, voler negare alla sposa il piacere derivante dall’atto coniugale, è oltretutto un’offesa alla bontà creatrice di Dio.

Diciamo che per le dimensioni intime maschili esiste una notevole variabilità. Poiché però parliamo dell’atto coniugale, le dimensioni maschili vanno rapportate, per conoscerne l’adeguatezza, alla profondità intima femminile. Inoltre, il piacere femminile nell’atto coniugale dipende anche da altri fattori, come qualsiasi medico può chiarire. Quanto alle misure, non entriamo qui nei dettagli, ma rimandiamo i lettori, qualora già non ne siano a conoscenza, alle informazioni presenti su internet. Attenzione però a consultare soltanto i siti di andrologi, altri specialisti e medici in genere, non i siti di chi scrive di queste cose in maniera non professionale. Diciamo comunque che esistono delle dimensioni medie maschili e una profondità media femminile, che non è statica. Le dimensioni maschili, nello stato di potenza, dovrebbero idealmente superare la profondità femminile. Quando si rientra nelle due medie, non ci dovrebbe essere alcun problema. Quando invece le dimensioni maschili risultano inferiori, allora in effetti si potrebbe parlare d’inadeguatezza; quando sono molto superiori, potrebbero invece causare dolore alla donna.

A volte, prima del matrimonio, quindi prima che l’uomo e la donna, sposati, si uniscano, sarebbe il caso che l’uomo ne parli con la fidanzata. La modalità del discorso dipende anche dal tipo di ragazza o donna. Certamente, bisogna guardarsi bene dallo sposare una donna o un uomo che non abbiano una grande fede e purezza. Alla larga da persone simili! Tuttavia, ci sono donne più consapevoli di certe questioni, mentre altre potrebbero essere così pure e innocenti nella loro verginità, da non averci mai pensato. Quindi occorre molta delicatezza, evitando che la donna si leghi completamente all’uomo prima che tutto sia chiarito.

Se avrete notato, succede che anche le dimensioni medie maschili vengano da certe persone considerate inadeguate. In realtà, come abbiamo visto, sono senz’altro adeguate alla profondità intima femminile. Si tratta del noto pregiudizio dell’inadeguatezza delle misure intime maschili.

Da dove nasce un simile pregiudizio?

Bisogna comprendere che per gli uomini e le donne impuri, non esistono l’amore vero, l’uomo sognato, la donna sognata, la sacralità del matrimonio, la missione cristiana e cattolica della procreazione per dare figli a Dio, che per primo ha voluto noi come figli, con amore infinito. Gli impuri, che s’illudono di vivere al meglio l’intimità fra uomo e donna, in realtà la vivono in maniera degradata e con un senso profondo d’insoddisfazione. Cercano la soddisfazione dei corpi al prezzo della morte dell’anima. Quindi, per compensare l’insoddisfazione permanente, il loro atteggiamento tende all’esagerazione e all’estremo del piacere solo carnale. Vanno di eccesso in eccesso. La loro mente è così guasta e deformata, che non riescono più a godere di ciò che è buono e normale. Ecco perché nella loro povera esistenza, l’uomo e la donna impuri si propongono e si accettano solo a condizione di misure sopra la media. Per loro la vita è tutta lì, in uno squallido godimento carnale pretenzioso. Se avessero conservato la verginità e la purezza, e si fossero mantenuti «puri da questo mondo» (Lettera di Giacomo 1, 27), certe idee non avrebbero mai attraversato la loro mente.

Fiori di giglio, che simboleggiano la virtù della purezza. (Foto di Matthias Böckel da Pixabay)

Tuttavia, siccome siamo cresciuti circondati da una società malata, è sempre meglio fugare ogni ombra di dubbio e possibile delusione. Perciò, anche quando l’uomo rientra nelle dimensioni medie, se la fidanzata non è sicuramente ignara di questioni simili, è opportuno parlarne, con purezza, dignità e amore. A quel punto, se la fidanzata acconsentirà ben volentieri, sarà tolto anche questo eventuale ostacolo per la felicità degli sposi e della loro famiglia.

Ricordiamolo ancora una volta: il matrimonio cattolico è un sacramento, non un’intesa umana. La sua prima finalità è la procreazione e il bene dei figli, perché l’amore più grande consiste nel donare la vita. Poi viene la finalità dell’aiuto reciproco degli sposi a crescere verso la santità. Per ultima, si ha la cosiddetta quiete della concupiscenza, cioè la possibilità di acquietare i desideri sensuali nell’atto coniugale.

«Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite», dice il Signore Gesù (Vangelo di Marco 10, 14). Non glielo impedite, rifiutando la procreazione… (Foto di Sarah Clark da Pixabay)

L’uomo vero si accosterà sempre con riverenza e tenerezza alla sua sposa, e anche nei momenti più intimi non si dimenticherà di esprimerle l’amore e l’adorazione che prova per lei.

Per rendere completo il discorso, tocchiamo adesso appena altri due aspetti. Il primo, è il bacio sulla bocca, che potendo eccitare è lecito solo tra gli sposi. Il secondo aspetto riguarda l’atto coniugale in rapporto al concepimento e alla procreazione.

Gli impuri hanno infatti diffuso anche un altro pregiudizio. Secondo certi individui, per baciare una donna in modo soddisfacente, si dovrebbe praticare il cosiddetto bacio profondo. Lo insegnano fra l’altro il sudiciume della televisione e la propaganda contro la purezza. Ma questa è una pratica immonda, che uomini e donne degni non si sognerebbero mai di considerare. Il bacio sulla bocca è giusto che sia un’espressione tenera e struggente di amore, non una pratica oscena!

Inoltre, in questo mondo decadente, l’atto coniugale è visto come una specie di obbligo, come un dovere ossessivo, quasi militare, anche quando non è per la procreazione. Quindi si ricorre alla contraccezione, che è peccato mortale, o ai metodi naturali, che sono moralmente leciti. Ma la natura dell’atto parla chiaro, e mostra che nessun tipo di metodo può sempre escludere il concepimento. È illusorio pensare di reprimere o aggirare la potenza generativa dell’atto di unione tra gli sposi… Con la contraccezione ci si rovina la vita, e con i metodi naturali ce la si complica. Da uomo cattolico, proporrei di vivere l’unione completa tra gli sposi finché non arriva il concepimento, rispettando poi la sacralità e la purezza del bimbo che si va formando. Di baci, abbracci, carezze e coccole gli sposi se ne possono donare tanti…

Questo articolo è stato scritto per salvare quei giovani e adulti che rischiano di arrivare troppo tardi a conoscere la verità sull’amore. Forse in giro non si trovano spiegazioni così esaurienti, mentre i problemi che qui abbiamo affrontato sono seri e riguardano tante persone. Perciò, invito i gentili lettori a diffondere l’articolo, come potranno. Grazie.


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