Conviventi o divorziati risposati, anche con figli: come tornare in grazia di Dio?

Ultimamente, cari lettori, avrete sentito parlare anche voi, dentro la Chiesa Cattolica, di ammettere ai sacramenti le persone che non si mantengono fedeli al loro matrimonio, perché vanno con un altro o un’altra. Così, dopo il sacrilegio contro il sacramento del matrimonio, si spingono questi nostri fratelli e sorelle ad un sacrilegio ancora più grave contro altri due sacramenti: la Confessione e l’Eucaristia.

Avete mai visto un medico che a un malato con il cancro dice di tenerselo e festeggiare? Se capitasse a voi, pensereste che quel medico o è pazzo o vi odia e vuole rovinarvi del tutto. Ed è proprio quello che fanno i falsi amici del popolo che predicano la S. Comunione per chi non è in grazia di Dio.

No, amati fratelli e sorelle, non lasciatevi ingannare! La fedeltà è l’unica via per il Paradiso, e grazie a Dio possiamo ricominciare ad essere fedeli in ogni istante e in ogni situazione della nostra vita.

La fedeltà ci fa ottenere già ora la pace nel cuore per aver fatto quello che è giusto, davanti a Dio e nei confronti degli altri.

Sei con il tuo sposo o la tua sposa e non vai d’accordo? Mettiti in ginocchio davanti a Dio e domanda la grazia di saper riconoscere le tue mancanze, di aver pazienza e di riconciliarti.

Sei con il convivente o la convivente, o con la moglie che ti ha dato lo Stato, non Dio, dopo aver dichiarato finito il matrimonio indissolubile? Inginocchiati davanti a Dio con cuore sincero e contrito. Domanda perdono per l’infedeltà al tuo vero matrimonio e chiedi la forza di ricominciare a onorarlo.

Alla tua vera sposa o al tuo vero sposo devi fare tanto bene, con l’amore, il perdono, i sacrifici, la preghiera, il dialogo e una vita cristiana esemplare.

Lotta e spera di tornare al tuo matrimonio, con la sposa o lo sposo che Dio ti ha dato nella tua giovinezza, quando insieme credevate e vi amavate. Se succede questo miracolo della grazia di Dio e volete tornare insieme, allora va affrontata la questione dei figli nati dalla relazione illegittima.

I figli sono preziosi e non si deve trascurare il loro bisogno di due genitori, anche solo naturali e non sposati, che li crescano con fede e amore.

Le persone con un matrimonio alle spalle, generando figli nella convivenza si obbligano come genitori e devono da quel momento in poi prendersi cura dei figlioli, almeno finché questi non raggiungano una certa età.

Quindi neppure il miracolo di grazia che fa rinascere i sentimenti tra gli sposi può giustificare meno attenzione per i figli. Ciò non toglie che gli sposi possano rivedersi di tanto in tanto.

La Chiesa permette ai conviventi o ai divorziati risposati civilmente di rimanere in casa con l’altra persona, finché sia necessario per il bene dei figli. Si deve però vivere come fratello e sorella, senza toccarsi come si fa tra veri sposi.

Ovviamente, bisogna sempre vedere caso per caso, e il consiglio di un buon sacerdote è molte volte indispensabile.

Per esempio, nel caso di un uomo che dovrebbe rimanere con la sua convivente per il bene dei figli, ma è troppo debole per vivere in perfetta castità, sarebbe giustificato che non rimangano insieme. Rischierebbero di commettere altri peccati mortali.

Oppure può succedere che i conviventi non possano restare insieme, perché uno dei due detesta l’altro. In questo caso avviene l’affidamento legale dei figli, e il tribunale di solito decide a favore della madre, con il diritto per il padre di vederli ogni tanto.

Lo stesso discorso vale più o meno per chi ha figli da una convivenza o da un matrimonio solo civile, ma senza un vero matrimonio alle spalle.

Anche qui la prima cosa da fare è tornare in grazia di Dio. Andiamo a confessare i nostri peccati. E quando saremo tornati alla purezza, potremo capire qual è la nostra vocazione. Un buon sacerdote saprà consigliarci.

Matrimonio, e con chi? La persona con cui avevamo certe confidenze è da sposare? Ci si può formare insieme una famiglia cattolica? O è il caso di pensare a un vero matrimonio con un’altra persona? Questo però, se siamo certi che Dio ci vuole marito e moglie, sarà lecito solo quando i figli della convivenza saranno cresciuti. Prima di allora, bisogna pensare a loro insieme alla persona convivente, vivendo in completa castità.

Oppure il Signore ti chiama a servirlo nella consacrazione, e tu ora te ne stai rendendo conto? Devi comunque aspettare finché ci sono i figli da crescere, restando come fratello e sorella con la persona che te li ha dati.

Raccontiamo adesso una storia vera, per far capire che i progetti di Dio per noi sono sempre grandi.

Un uomo di nome Agostino nacque nel 354 dopo Cristo a Tagaste, nel Nordafrica. Crescendo, con le sue doti intellettuali conquistò un grande prestigio negli ambienti mondani. Intanto ebbe relazioni con diverse donne, tra cui una convivenza dalla quale gli venne un figlio. Finalmente iniziò seriamente a cercare Dio, spinto nel segreto dalle preghiere e dalle lacrime di sua madre, Santa Monica. E lo trovò.

Al figliolo aveva messo il nome di Adeodato, “donato da Dio”, perché era felicissimo di averlo avuto. Dopo la conversione di Agostino, padre e figlio ricevettero insieme il Battesimo cristiano. Adeodato era ormai un giovane di quindici anni, di straordinaria intelligenza, e da quanto si sa morì solo un anno dopo.

Sinceramente pentito dei suoi trascorsi, Agostino comprese che la sua vocazione era di consacrarsi nella vita religiosa. Diventò sacerdote, poi Vescovo, e fece cose grandi al servizio di Dio, tanto che oggi è per noi Santo e Dottore della Chiesa.

Anche tu e io possiamo fare cose grandi, perché davanti a Dio è grande chi è fedele, non chi ha successo. E Dio ricompenserà la nostra fedeltà con il suo aiuto e la sua generosità infinita.

Non c’è che da iniziare il nuovo cammino, magari cercando altri buoni cattolici, per sostenerci e volerci bene a vicenda.

Bisogna aver fiducia perché, come annunciava profeticamente la Beata Caterina Emmerick (1774-1824), la Chiesa «sarebbe risorta. Anche se rimanesse un solo cattolico, la Chiesa vincerebbe di nuovo perché non si fonda sui consigli e sull’intelligenza umani».

C’è una Chiesa viva, fatta di clero e laici che mantengono la vera fede cattolica di sempre, e sono profondamente devoti alla Madonna. È il piccolo resto di cui a volte parla anche la Bibbia.

Non perdiamo tempo dietro alle persone orgogliose, ma cerchiamo i veri cristiani. Con loro cammineremo insieme verso un futuro migliore.

Tratto da Isidoro D’Anna, Fidanzati e sposi sulla via del Paradiso, Youcanprint.

Per saperne di più sul libro:

https://lucechesorge.org/2020/04/11/i-miei-libri/


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