Per una spesa ben fatta, occhio allo scontrino…

(Foto di Alexas_Fotos da Pixabay)

Da una vita, un po’ come tutti, nella mia famiglia di origine si fa la spesa al supermercato. E almeno da un paio di decenni, dopo aver pagato alla cassa, prima di uscire ci si ferma a controllare lo scontrino. Non vediamo mai altri che lo fanno: tutti prendono le loro sporte e se ne tornano a casa. Ma se lo facessero, avrebbero frequenti brutte sorprese e potrebbero recuperare, nel corso dell’anno, una bella sommetta.

Quando ci rechiamo a fare la spesa, abbiamo con noi una lista dove sono segnate le offerte che ci interessano e i prezzi. Sono i pieghevoli distribuiti nella posta per conto dei supermercati, a darci le informazioni per l’acquisto. E così non arriviamo impreparati.

Spesso, succede che gli importi pagati per uno o più articoli non corrispondano al prezzo dichiarato nell’offerta, o comunque sullo scaffale. Quindi, dopo averlo notato, ci rivolgiamo a chi ci ha servito alla cassa e chiediamo il rimborso.

A volte i soldini recuperati sono qualche decina di centesimi, a volte anche un euro o più. Ora, moltiplicate queste piccole cifre per le tante occasioni di un anno intero e capirete, da una parte, cosa voi potete riavere, mentre dall’altra quanti guadagni indebiti si procurano i supermercati.

Ad esempio, l’altro giorno sono stato in un Conad e ho voluto provare un pacchetto di fiocchi aromatizzati ai ceci. L’offerta diceva che costavano € 1,20. Vado alla cassa e mi fanno pagare € 1,79. Distrattamente, mi allontano dal supermercato senza controllare. La sera però, all’uscita dal lavoro, torno sulla scena del delitto, e rivolgendomi a una gentile signorina chiedo di verificare. Si scopre che sotto i fiocchi sono stati apposti, per quello preso da me e per un altro con un gusto diverso, dei cartellini che vagamente richiamano il prodotto ma che non c’entrano niente. La signorina toglie i cartellini e mi ridà la differenza pagata in più.

Un’altra cosa che posso dirvi, è che in tanti anni, con tanti riscontri di pagamenti maggiorati, non c’è stata una sola volta, neanche per pochi centesimi, che la differenza fosse a sfavore dei supermercati. Sempre ed esclusivamente, si è trattato di una perdita a danno del cliente. Non vorrei pensare male, ma non è facile credere che questo sia del tutto casuale…

Poi, non tutti gli scontrini sono chiari. Alcuni riportano lo sconto praticato sotto ogni singolo prezzo. Altri invece riportano gli sconti qua e là, con diciture diverse, anche in fondo allo scontrino. Inoltre al Conad del centro principale della nostra valle, per recuperare i soldini maltolti non ci si può rivolgere alla cassa stessa, ma bisogna ogni volta recarsi al punto di ascolto. Ho fatto notare al direttore che una simile prassi mette i clienti in difficoltà. Lui mi ha risposto, incredibilmente, che fare tutto alla cassa attiverebbe «un meccanismo strano». A me invece sembra strano, per non dire di peggio, l’andazzo che loro seguono…

Un’altra precauzione utile, quando si va a far compere, è controllare la scadenza dei prodotti. A volte infatti rimangono esposti dei prodotti scaduti. Fra l’altro, certi prodotti particolarmente delicati, come ad esempio yogurt e mozzarelle, è più facile che vicino alla scadenza comincino a deteriorarsi.

Infine, la nota più dolente riguardo ai supermercati e ai centri commerciali, è il lavoro nel giorno di domenica. La Chiesa concede ai lavoratori di ricevere dal loro Vescovo il permesso di assolvere il precetto con la S. Messa in un altro giorno, con lo stesso valore. Tuttavia, questa è una soluzione di ripiego. La soluzione vera sarebbe che i titolari delle catene di vendita non siano dei miscredenti ma uomini e donne di fede, e che la smettano una buona volta di rovinare la vita ai loro dipendenti. Bisogna santificare, non mercificare le feste! Molto poi dipende anche dai clienti: finché un certo numero di loro va a fare la spesa di domenica e nei giorni di festa, questo sarà un incentivo a tenere aperto in quei giorni. Lo sfruttamento dei lavoratori nel giorno di domenica dipende quindi molto da come si comportano i loro concittadini.

Auguro a tutti di fare una spesa economicamente e moralmente responsabile.

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