Possono i cattolici essere lefebvriani?

Mons. Marcel Lefebvre, al centro, insieme ai quattro vescovi da lui ordinati nel 1988 contro l’autorità del Papa allora regnante.

Un uomo o una donna di valore saranno inevitabilmente cattolici, saldi sulla roccia della fede tradizionale. A meno che, ovviamente, non abbiano mai ricevuto l’annuncio del Vangelo. Poi certo, sappiamo di non dover chiudere la porta a nessuno, e cerchiamo di venire incontro a tutti per trarne qualcosa di buono. Tuttavia, bisogna mettere bene in chiaro quale sia la retta fede.

Non si devono tacere i gravi errori che vengono da sinistra, ma neppure quelli che sono propagati da destra. La fede cattolica deve risplendere in tutta la sua purezza, e solo su questo fondamento si possono costruire famiglie, amicizie, associazioni e comunità degne di esistere.

Nel presente articolo ci occuperemo poco degli errori sparsi dai progressisti. Desideriamo invece rispondere alla domanda: Possono i cattolici essere lefebvriani?

LE PREMESSE

Papa Pio XII, ricordato con l’appellativo di Pastore Angelico, morì nel 1958, e dopo di allora nella Chiesa ufficiale è avvenuto il trionfo del modernismo. Il modernismo è lo spirito di rivolta, che attacca tutto ciò che è cattolico e quindi cristiano.

Il successore che Pio XII avrebbe voluto era il Card. Giuseppe Siri, un forte conservatore. Ma nel segreto del conclave successe qualcosa. Vi fu una fumata bianca, che evidentemente segnalava l’elezione del nuovo Papa. In base a rivelazioni certe, presumiamo di origine mistica, quel Papa era Giuseppe Siri. Ma lo minacciarono terribilmente di ogni male nei confronti della Chiesa, se lui non si fosse dimesso. Il nuovo Pontefice, con debolezza colpevole, rinunciò al trono di Pietro. Venne così eletto Giovanni XXIII, si ebbe una seconda fumata bianca e i nemici di Cristo non fecero più obiezioni.

Il clero e laici che abbiamo oggi sono in grandissima parte gente mondana, che detesta la Verità cattolica ed accetta solo chi si piega al suo gioco. La Sacra Scrittura ha per loro le parole più adatte (Mt 15,8-9):

Questo popolo mi onora con le labbra
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano essi mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini.

Eppure, la Chiesa non cessa di esistere. Ricordiamo che la Chiesa è una, santa, cattolica, apostolica. Il suo carattere apostolico significa che la sussistenza della Chiesa non è legata solo al rispetto della dottrina, ma anche alla successione apostolica dei Papi e dei Vescovi, fin dai tempi di Cristo.

Gli eretici e gli apostati, anche se vestono da preti, Vescovi, Cardinali e Papi, sono dei morti vivi che si trovano fuori della Chiesa. D’altra parte, quelli che disobbediscono all’autorità del Papa e dei Vescovi, e arrivano a macchiarsi di atti scismatici, sono ugualmente fuori della Chiesa. Insegna infatti il Catechismo Maggiore di San Pio X:

225. Chi sono quelli che si trovano fuori della vera Chiesa?
Si trovano fuori della vera Chiesa gli infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.

LA VICENDA DEI LEFEBVRIANI

Ed ora passiamo a parlare, più nello specifico, dei lefebvriani, cioè dei seguaci di Mons. Marcel Lefebvre.

Mons. Marcel Lefebvre (1905-1991) è stato il fondatore della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX). Si rimane ammirati, a leggerne la biografia, della sua formidabile e coraggiosissima attività di Arcivescovo missionario. Venne poi il tempo del Concilio Vaticano II e delle riforme di Paolo VI rivolte contro la Liturgia tradizionale e la sacralità della SS. Eucaristia (S. Comunione in mano, uomini e donne laici che toccano e distribuiscono il Corpo di Cristo…). Mons. Lefebvre iniziò la sua battaglia contro l’ondata di pervertimento che investiva la Chiesa, ma non tutto andò per il verso giusto.

Ad esempio, è formalmente lecito, come stabilito dalla Chiesa attraverso Papa San Pio V nella bolla Quo Primum, il rifiuto della FSSPX di celebrare la S. Messa secondo il rito valido ma gravemente distorto e abusivo stabilito da Papa Paolo VI. Tuttavia, qui si pone un primo problema: di fronte al rischio di perdere la cura delle anime, è necessario, per ragioni di santa prudenza e carità, accettare di celebrare secondo il Novus Ordo, nella maniera più decorosa possibile. Non si può prescindere dalla cura delle anime e pretendere di badare solo alle poche che rimangono quando subiamo le conseguenze disciplinari, per quanto ingiuste, del nostro rifiuto. Altrimenti, già così ci s’incammina sulla via del settarismo.

Ricordiamo inoltre che la FSSPX ha esortato i cattolici a non partecipare alla S. Messa riformata. Ma questa assolve il precetto, e guai a non assolverlo o a spingere i fedeli a non assolverlo! È peccato mortale non partecipare alla S. Messa nei giorni di precetto! Un invito simile, da parte dei lefebvriani, è sufficiente a dimostrare che si trovano fuori della Chiesa Cattolica.

Ma c’è di più. Com’è noto, Mons. Lefebvre, lasciandosi ingannare dalle lusinghe sottili dell’orgoglio, che si ammanta di pretesti, commise un vero e proprio scisma. Nel 1988, infatti, nominò quattro vescovi contro la volontà del Papa di allora, Giovanni Paolo II. Incorse così nella scomunica, insieme agli altri quattro personaggi.

Il disconoscimento dell’autorità del Papa regnante è pienamente dimostrato e concretizzato in un atto simile. La presunta condizione di necessità che lo giustificherebbe è un’assurdità concepita e riaffermata solo nell’ambito dei lefebvriani. Questo non è più un sentire cattolico, la fedeltà cattolica che ci fa riconoscere e riverire il carattere apostolico della Chiesa, e quindi la legittimità della successione apostolica, dei Papi e dei Vescovi. Si può venir meno all’obbedienza gerarchica solo quando ci viene richiesto di commettere un peccato, e non era questo il caso. Il peccato, grave, invece, lo commise Mons. Lefebvre.

Inoltre, poiché l’atto scismatico non è mai stato riparato, la FSSPX rimane fuori dalla comunione con la Chiesa, e quindi l’amministrazione dei sacramenti da parte della FSSPX è valida ma non lecita. Giustamente, ha osservato il Card. Raymond Leo Burke che si provano perplessità nel vedere la scomunica ritirata da Papa Benedetto XVI, quando non è stato mai riparato l’atto scismatico che ha causato la scomunica.

La tendenza degli uomini e delle donne orgogliosi e mediocri è di associarsi con altri orgogliosi, lasciandosi indottrinare e ripetendo a loro volta le «dottrine che sono precetti di uomini». La mancanza di uomini e donne veri si vede dal fatto che moltissimi cattolici, se non sono modernisti, sono lefebvriani. I misfatti dei modernisti e dei lefebvriani sono il segno dello spirito di rivolta dominante nei nostri tempi. Azioni simili, i cattolici di una volta non si sognavano nemmeno di compierle. Sono vicende e idee completamente fuori dalla retta fede.

Eppure, quasi tutti si accontentano di stare alla catena, preferendo le false sicurezze della loro cerchia alla limpida conoscenza della Verità.

I LEFEBVRIANI CHE HO CONOSCIUTO

Un sacerdote presente su internet ha sottolineato il carattere settario dei lefebvriani, come pure l’aridità e la presunzione che si riscontrano in tanti di loro. Evidentemente, il reverendo ha una conoscenza abbastanza approfondita della loro realtà.

Chi scrive ha pure conosciuto un certo numero di lefebvriani, e le conclusioni sono le stesse presentate dal sacerdote. I lefebvriani hanno un repertorio di argomentazioni categoriche usate per giustificarsi. Sono affermazioni prive di luce, originalità, verità. Solo i lefebvriani ci credono, spinti dall’orgoglio e dalla poca sapienza, invece che dall’amore genuino per la Verità cattolica.

Inoltre, fra i lefebvriani non di rado si riscontrano atteggiamenti mondani e a volte peccaminosi: scortesia, gusto dell’immodestia nel presentare la figura femminile, e un problema evidente nel rispettare il decoro del linguaggio. L’orgoglio riporta sempre sul piano del mondo…

Quasi tutti i laici presenti su internet con un dichiarato tradizionalismo, sono lefebvriani, o persino sedevacantisti. Questi ultimi, nella loro esclusiva chiaroveggenza, sostengono che l’ultimo Papa effettivo sia stato Pio XII. Dopo non ci sarebbe stato più alcun Papa, in quanto i successori non avrebbero mantenuto la fedeltà alla dottrina cattolica.

Poi non so se considerare più ridicolo o più triste un progetto che coinvolge due intellettuali e altri collaboratori. Si tratta di un appello dall’aria grandiosa per la rinascita cattolica e cristiana dell’Italia. E questo, mettendo in bella mostra iniziative lefebvriane, che solo i lefebvriani condividono. A tal punto arriva la presunzione… e la sterilità di chi non sa guardare oltre la propria cerchia.

CONCLUSIONE

Guardiamoci dalle persone sazie, contente di ripetere la loro lezioncina e incapaci di volare alto. Ci sono da qualche parte, speriamo vicino a noi, uomini e donne, anche giovani, che non amano conformarsi, se non a Cristo e a Maria Santissima. Impegniamoci e preghiamo la Madonna che ci aiuti a incontrare questi puri di cuore. Insieme a loro potremo veramente essere il sale della terra, e luce posta in alto per illuminare la vita delle persone.


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