Come può l’uomo onorare la sua sposa?

Ad un certo punto, nella mia vita, ho compreso che la vera donna è mistero di bellezza. Bellezza del suo cuore tutto intessuto d’amore, dei suoi nobili pensieri e delle sue fattezze che riflettono esteriormente il dono unico della grazia femminile.

L’uomo vero è capace di donare un amore purissimo e divampante come un incendio. Ma per quanto perseveri, un uomo vero non sarà mai capace di raggiungere le profondità dell’amore al pari di una donna vera. L’uomo vero sa amare, ma la donna vera è l’amore fatto persona.

Non a caso è donna, è Maria Santissima, la creatura che Dio ha posto sopra ogni altra creatura, perché è Lei che ha amato e adorato Dio più di ogni altro. Inoltre, il Signore l’ha innalzata «perché ha guardato l’umiltà della sua serva» (Magnificat, Vangelo di Luca 1, 48). Ogni dimostrazione di umiltà cristiana da parte della sua sposa, spinge l’uomo ad innalzarla grandemente e farsi più umile lui stesso. Per cercare di essere all’altezza delle persone umili, c’è un solo modo: sprofondare nell’umiltà.

L’uomo non finirà mai di conoscere il mistero di una donna vera, perché è un mistero che sconfina nel divino, pur appartenendo a una creatura. E per cominciare a conoscere e riverire profondamente il mistero della donna, l’uomo ha bisogno di due esempi: la Madonna, che solo l’educazione cattolica tradizionale ci può aiutare ad aver vicina, e una vera donna nella propria vita. La vera donna bisogna che sia possibilmente già la propria mamma, e poi almeno un’altra fra le gentildonne incontrate. Il disprezzo e l’indelicatezza degli uomini verso le donne nascono proprio dal non aver avuto stima per la propria mamma.

L’uomo e la donna più disgraziati di tutti sono quelli che non provano devozione verso la Madonna, Madre di Dio e nostra se siamo cristiani. Quelli che non dimostrano devozione alla Madonna e non si consacrano a Lei, non saranno mai abbastanza devoti neppure verso la vera donna, che è figura di Maria Santissima sulla terra. Quelli poi che sono troppo poco devoti alla Madonna, anche se a Lei consacrati, mostrano sempre una certa indelicatezza e una carenza nel senso della purezza, virtù tanto cara a Maria.

Ricordiamo, fra l’altro, che il poeta più grande di tutti i tempi, Dante Alighieri, ha realizzato i suoi più grandi capolavori con i versi dedicati alla Madonna e a Beatrice, colei che ai suoi occhi rappresentava l’ideale della donna cattolica. Quando compone le sue lodi a Beatrice, pur senza adularla deve riconoscere che al vederla ed all’udire il suo saluto «ogne lingua deven tremando muta / e li occhi no l’ardiscon di guardare»: «ogni lingua diviene, tremando, muta / e gli occhi non ardiscono di guardarla». Questo è il vero atteggiamento cattolico, il sentimento dell’uomo vero che sente di osare qualcosa di grande nell’accostarsi alla donna vera.

Quando un uomo comincia seriamente a formarsi, prova istintivamente riverenza verso le gentildonne, soprattutto se sono pie.

Ma l’uomo vero adorerà perdutamente solo la donna che corrisponda in pieno all’ideale della sposa cattolica. L’uomo vero non chiederebbe mai nulla per sé alla sua sposa, ma non può essere felice se si sente rispondere di no quando si tratta di chiedere per il Signore.

Ecco perché il fidanzamento è così importante. È allora che l’uomo e la donna hanno l’occasione preziosa di vedere se entrambi sono radicati nella fede cattolica tradizionale, se il futuro coniuge è esemplare per purezza e s’impegna in ogni virtù, se è disponibile ad accogliere i figli che Dio, non la volontà umana, ha stabilito per gli sposi.

Nel fidanzamento si inizia a condividere pienamente la vita di fede e tutti i princìpi che regoleranno l’unione sponsale. Si evita, sapendo che è peccato mortale, qualsiasi atto possa eccitare, e che quindi è riservato a persone unite dal sacramento del Matrimonio. Ci si potrà scambiare solo un casto bacino sulla guancia, e l’uomo si limiterà ad un tenero e devoto baciamano.

Bisognerà anche vedere se il fidanzato o la fidanzata vuole fare qualcosa, anche la più piccola cosa, a modo suo, o come Dio comanda. L’educazione cattolica ci offre su tanti punti un insegnamento più alto della pratica comune, e sarebbe triste restare ancorati al livello più basso. Questo è tipico delle persone orgogliose e mediocri, che sono da evitare, se non si vuole andare incontro a delusioni.

L’uomo vero, ad esempio, nel fidanzamento si assicurerà che la sua sposa sia felice di coprirsi castamente e in modo femminile, con abiti o gonne. Ma assicurato questo, sarà per lo sposo una gioia assecondare in tutto il gusto della sposa, non solo per come veste lei, ma anche per come veste lui stesso. Lo sposo vive per rendere felice la sua sposa. Vedere felici lei e i loro figli è la sua gioia più grande.

Il vero gentiluomo saprà prima del Matrimonio se la sua sposa è una vera gentildonna cattolica, e se quindi vuole riconoscerlo come capofamiglia. Ma una volta accertato questo, fin dal fidanzamento l’uomo sarà il primo servitore della sua futura signora. Sarà la sua gioia anteporre sempre, in tutto, il gusto e le preferenze della sposa ai propri, purché sia tutto conforme alla volontà di Dio. Così, mentre gli sposi insieme assolveranno i precetti divini, lo sposo in aggiunta accoglierà con cuore gioioso ogni desiderio della sposa come un ordine, da adempiere prontamente.

Deve essere così, perché come la Madonna, che si è fatta più umile di tutti, è divenuta la Regina dell’universo, così la sposa, che si fa umile nel donarsi a Dio e al suo uomo, diventa la signora e regina dello sposo. Lo sposo cattolico è un re, che s’inchina riverente alla sua regina. Ogni giorno lo sposo, nel Matrimonio ben fondato fin dal fidanzamento, si alzerà al mattino con l’ardente desiderio di servire Dio e la sua sposa meglio di come abbia fatto finora.

Quando la sposa, a Dio piacendo, concepirà il primo figlio, il grembo della donna sarà per lo sposo il santuario della vita. Allora l’uomo circonderà la sposa e il bambino delle attenzioni più pure, non osando neppure pensare di poter accedere all’intimità di quel grembo benedetto.

L’uomo vero, a tavola e in qualsiasi altra occasione, sarà sempre attento a servire la donna, non aspettandosi mai che sia lei a servirlo. È la forza che deve inchinarsi alla grazia e servirla, non viceversa.

Lo sposo cattolico solleverà, finché possibile, la sua sposa dal peso delle fatiche domestiche. Ad esempio, dopo cena, quando entrambi avranno assolto ai compiti della giornata, lo sposo finché ne avrà forza provvederà alle ultime faccende, perché lei possa riposarsi. Questo non è femminismo, ma nobiltà di gentiluomo.

L’uomo vero non si sposa per essere servito, ma per servire. Non sono proprio queste le parole di Nostro Signore Gesù Cristo? «Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Vangelo di Marco 10,45). La donna pia merita davvero che l’uomo dia la propria vita per lei e per i loro figli. E non insegna San Paolo che marito e moglie vivono sull’esempio di Cristo e della Chiesa, che sono il Capo e il Corpo indissolubilmente uniti? «E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei» (Lettera agli Efesini, 5,25).

Il vero sposo cattolico terrà sempre altissimo l’onore della sua pia sposa. Sarà sempre il primo a lodarla, a ricoprirla di ogni attenzione, a inchinarsi a lei, a baciarle devotamente la mano. Ai figli mostrerà quanto stima la loro mamma, e li esorterà ad avere nei confronti di lei la più grande riconoscenza e considerazione.

Fra le attenzioni dello sposo, non mancheranno le effusioni amorose, che coinvolgendo i sensi dimostreranno alla donna quanto il suo uomo la trovi bella e adorabile. Eppure anche in quei baci, carezze e abbracci la sposa sarà trattata con delicatezza, sentendo così di essere in ogni momento la regina del suo sposo.

L’uomo per la sua donna curerà sempre al massimo il proprio aspetto, sia riguardo alla forma fisica e al corpo in generale, sia nel decoro dell’abbigliamento. Potendoselo permettere, bisogna offrire alla propria sposa un uomo vestito sempre con sobria eleganza. Comunque, anche nelle spese l’uomo terrà a dar precedenza alla donna, perché lei se lo desidera si vesta e si adorni come preferisce. S’intende, però, che in un matrimonio ideale, come quello che stiamo considerando, né l’uomo né la donna praticheranno il lusso e il consumismo.

I due sposi saranno sempre più innamorati, se vorranno perseverare insieme nella devozione al Signore Gesù Eucaristico e alla Madonna, pregando insieme con i figli: Santo Rosario e meditazione. Il romanticismo esiste, ed è nella vita di due sposi uniti come un cuore e un’anima sola.


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