Come trovare l’amore e l’amicizia nella nostra vita?

(Foto di Gleb Lukomets da Unsplash)

Sappiamo un po’ tutti bene che al mondo ci sono tante persone che pensano di aver trovato l’amore, o l’amicizia. Poi però quasi tutte, amaramente, finiscono per sentirsi sole. Perché avviene questo? Eppure, all’inizio, si credeva di dare il meglio di noi stessi, e di ricevere il meglio dall’altro o dall’altra.

Il fatto è che l’amore, l’amicizia, non possono essere solo un sentimento, per quanto intenso. Il sentimento è indispensabile, ma senza un fondamento è destinato a scomparire.

Il fondamento dell’amore è la Verità. Infatti la fede ci insegna che Dio è Verità e amore. Innanzitutto Verità, e poi amore. È la Verità che rende vero l’amore.

Ma che cos’è la Verità? Intanto, se riflettiamo un momento, non può essere qualcosa di duro. Se la Verità ci rende capaci di amare veramente, si può dire anzi che Verità e amore vero coincidano. E dunque la Verità è luminosa, splendida, confortante.

Le verità principali sono due: l’unità di Dio, Padre e Figlio uniti nello Spirito Santo come una sola cosa, un solo Dio; e l’incarnazione, morte e resurrezione del Figlio unigenito di Dio, Nostro Signore Gesù Cristo. Sono verità in cui risplende l’amore infinito di Dio. È quell’amore che fa dire al Signore Gesù, alla vigilia della sua Passione (Gv 17,20-21):

Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

Cristo stesso, vero Dio e vero uomo, è la Verità che si mostra a noi: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). E ancora (Gv 18,37):

Rispose Gesù: «Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

La tragedia dell’uomo, e l’origine di tutti i suoi guai, è fare come Pilato che chiede: «Che cos’è la verità?», ma si allontana subito, senza fermarsi in attesa della risposta. E poi se ne laverà le mani, accettando la condanna degli uomini contro il Signore della vita.

La Santissima Vergine Maria, Madre di Dio e dei cristiani, è la Verità della donna. Contemplando Lei, la donna impara ad essere vera, e l’uomo ad onorare e riverire profondamente il mistero della donna.

Ma l’umanità di oggi, nella sua spaventosa ostinazione e durezza di cuore, se ne lava le mani di Cristo e di Maria Santissima. Ed è per questo che l’Italia e il mondo, oggi, sono sull’orlo dell’abisso.

Dunque, per il tempo che ci rimane da vivere, è semplice quello che dobbiamo fare per trovare l’amore vero, l’amicizia vera. Bisogna noi per primi accogliere la Verità e l’amore, accogliere Dio e la Madonna, consacrandoci con profonda devozione a Maria Santissima, per lasciarci da Lei guidare alla santità, alla pienezza della vita cristiana. E poi bisogna che non ci accontentiamo mai della compagnia di chi non vuole avere la rettitudine della fede, di chi non è innamorato di Cristo e di Maria, e non accoglie nel cuore il tesoro inseparabile della Verità e dell’amore.

L’uomo vero e la donna vera, ancora prima che incontrino l’amore o l’amicizia, non sono poveri e soli. Sono invece ricchi del dono di Cristo e di Maria, che portano nel cuore, che servono nella vita. E come il Signore Gesù e la Madonna sono sempre desiderosi di donarsi a noi, se vogliamo corrispondere il loro amore, così l’uomo vero e la donna vera sono impazienti di offrire il dono più grande, Gesù e Maria, e con quel dono se stessi.

Attenzione a non illuderci: la bellezza esteriore, la poesia, bontà e dolcezza di un volto, la soavità di una voce, l’intensità di un gesto d’affetto, le promesse più grandi, i regali più raffinati, e altro ancora, sono niente quando manca la rettitudine della fede. Sono solo apparenza, superficialità destinata a finire.

Non si può amare la creatura senza amare il Creatore sopra ogni creatura. Non si può amare un uomo che non mediti su Cristo come suo modello. Non si può amare una donna che non guardi alla sublimità di Maria Santissima, rapita dal suo esempio e decisa ad imitarla anche e soprattutto nella purezza di cuore e nella dignità dell’abito, per quanto possibile in una società impazzita. Un uomo che non preghi e si lasci ispirare dal Signore Gesù, cuore a Cuore, non potrà avere verso la donna le attenzioni più grandi. Una donna che non porti la Madonna nel profondo di sé, non potrà dimostrare la dolcezza e l’amore, e non avrà il desiderio di riversare quei teneri sentimenti su tutti i figli che Dio manda.

Chi rimane legato alla mentalità del mondo e non vuole possedere la rettitudine della fede, sarà sempre isolato, oppure legato a una cerchia di persone orgogliose e mediocri. E che sposo o sposa, amico o amica potrà mai essere?

Non facciamoci illusioni: l’uomo vero, la donna vera, ai nostri tempi sono rarissimi. Non sono persone a metà, non hanno sentimenti deboli, e sanno inserirsi nel mondo quanto necessario, ma sanno bene quanto il mondo sia falso, e attendono. Il loro cuore è ardente, il loro amore è puro e divampante. Non si accontentano delle persone mediocri, che del resto degli uomini e delle donne vere non sanno che farsene. Ai mediocri e agli orgogliosi basta far parte di una cerchia, dove le persone sembrano importanti, ma sono in realtà perfettamente sostituibili. Ogni cerchia di orgogliosi ha le sue false dottrine, il suo conformismo, le sue condizioni per entrare ed essere copie di altre copie. Ma questa non è vita.

L’uomo vero, la donna vera, se anche tu vuoi essere vero, o vera, li riconoscerai perché mostreranno di averti sempre atteso. Ti faranno sentire desiderato, desiderata dal profondo del cuore. L’onore che si legge nel tuo sguardo, si sente nella tua voce e si nota nel tuo abbigliamento, saranno per loro un richiamo inequivocabile, e per te lo sarà l’onore che risplende nella loro persona. La profonda riverenza e l’ammirazione devotissima che l’uomo rivolgerà alla donna, sarà per lei la conferma che non poteva essersi sbagliata. La delicatezza e l’amore sublime nella risposta di lei, saranno per l’uomo il segno certo che lo farà esultare nel cuore. La lealtà e il coraggio della fedeltà che nel primo approccio risuoneranno in ogni parola, ci daranno la prova che sta nascendo tra noi l’amicizia sognata.

E poi, il vero amore, la vera amicizia, si dimostrano con le attenzioni. Chi ci fa mancare l’interesse per la nostra fede, che è il nostro dono più grande, non è degno di essere più cercato. Chi non ha verso l’altro, o l’altra, le premure più affettuose e assidue, forse vorrà anche bene, ma non abbastanza da essere per noi l’amore vero, l’amicizia vera. Chi vuole fare qualcosa a modo suo, e non come Dio comanda, anche dopo aver conosciuto la Verità cattolica al riguardo, non potrà mai stabilire un vero legame, perché è ancora legato all’orgoglio e al mondo.

Oggi la fede cattolica, pur così bella e alla portata dei semplici, è tradita dalla quasi totalità delle persone. Gli uomini e le donne di oggi sono con pochissime eccezioni malati di orgoglio, e il loro pensiero è distorto, incoerente. Se non si danno al volgare modernismo, cioè ad una falsa fede in stile mondano, si votano al lefebvrismo.

I seguaci di Mons. Lefebvre, e purtroppo anche altri che non possiedono la solidità della fede, arrivano a giustificare l’enormità delittuosa di aver nominato quattro vescovi contro l’autorità del Papa allora regnante, Giovanni Paolo II. E poi lodano Mons. Lefebvre, perché grazie a lui si sarebbe preservata la Tradizione. Ma formare delle cerchie chiuse, fuori dalla comunione con la Chiesa, invece di prendersi cura di tutte le anime che attendono le nostre cure nelle disastrate parrocchie, è solo settarismo.

La Tradizione è stata preservata dal clero che, mantenendosi nell’obbedienza, è riuscito a rimanere con i fedeli. Lo ha fatto accettando di celebrare la S. Messa illecitamente riformata, ma cogliendo sempre ogni occasione per celebrare la S. Messa tradizionale in latino, e per istruire la gente su quale sia la Verità cattolica. Per questo, il clero fedele e obbediente è oggi perseguitato a morte, mentre a modernisti e lefebvriani sono concessi riconoscimenti e favori. La falsa Chiesa premia quelli che mostrano di lavorare contro il bene delle anime, e cerca di annientare chi si dimostra buon pastore.

A noi la scelta se essere veri e andare incontro a chi vuole esserlo, o accodarci a tutti gli altri.


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