L’eleganza maschile è per tutti. Ma in cosa consiste?

(Foto di Andrea Piacquadio da Pexels)

Domenica, 15 novembre 2020

Per l’uomo, come per la donna, dimostrare l’eleganza, almeno in certe occasioni, non è questione di vanità. Tutt’altro. La vera eleganza si fonda sul bisogno che sentiamo di elevarci ad una dignità più alta. Ecco perché, malgrado i nostri tempi così tormentati, essere veramente eleganti ha ancora un senso.

Ha un senso, per l’uomo, non vestirsi con sciatteria, ma presentarsi allo sguardo della donna con quel decoro che esprime considerazione verso di lei. Anche con il nostro abbigliamento mostriamo la forza dei nostri principi, il nostro senso di responsabilità e la sensibilità che ci portiamo dentro.

Il degrado della società occidentale, che poco dopo la metà del XX secolo si è assestata sull’ateismo di massa, si riflette anche nell’abbigliamento. Le tendenze sono due: il nudismo, soprattutto delle donne, e, come imposizione dei genitori, anche dei bambini; e un abbigliamento sempre più sciatto e cencioso, proposto soprattutto ai più giovani, ma anche alle persone di ogni età.

Per rendersi conto in un rapido sguardo del passaggio dal decoro allo stile straccione, basta dare un’occhiata alle tre foto che seguono. Tutte e tre ritraggono le sfilate dei lavoratori in occasione della festa a loro dedicata, il 1° maggio. Quindi si tratta, sicuramente, di ceti medio-bassi, e magari con simpatie comuniste o socialiste. Confrontiamo allora le prime due foto, degli anni Cinquanta, ambientate una al sud e una al nord, con la terza foto, ambientata pure nel sud. I lavoratori degli anni Cinquanta appaiono vestiti come dei gran signori, mentre quelli del 2019 sono inguardabili.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ecco perché affermiamo che l’eleganza è, innanzitutto, un modo per dimostrare la propria dignità personale, ma anche la dignità della nostra famiglia e di chi rappresentiamo.

Un abbigliamento volutamente grossolano lascia trasparire la mancanza di decoro e finezza. D’altra parte, un’eleganza appariscente, che dà troppo nell’occhio, non è altro che pacchianeria. La stessa cosa può dirsi per gli atteggiamenti, l’arredamento, le automobili e così via.

In cosa consiste, quindi, l’eleganza? A ben riflettere, la potremmo definire come un fine equilibrio di bellezza e decoro.

La bellezza, secondo la definizione del più grande teologo della Chiesa, San Tommaso d’Aquino, rivela insieme tre caratteristiche: l’integrità (integritas), cioè nessuna parte deve mancare; la proporzione (proportio), per cui nessuna parte sarà troppo piccola o troppo grande, o di forma strana; e la purezza risplendente (claritas), ovvero la qualità di apparire con chiarezza e splendore. Il modello supremo di tutto questo è il Signore Gesù Cristo, il Figlio di Dio unigenito, che nell’umano manifesta la suprema e infinita bellezza divina.

Dunque la bellezza esiste come dono di Dio, che è Verità, amore e anche bellezza. Poi se Cristo è la suprema bellezza dell’uomo, la SS. Vergine Maria, Madre di Dio e dei cristiani, impersona la Verità, l’amore e la bellezza della donna.

Ecco dunque che l’uomo e la donna cattolici, ricercando con equilibrio bellezza e decoro, rimandano anche per questa via ai loro modelli, a Cristo e Maria SS. Se invece volutamente assumono un aspetto che offende la bellezza e il decoro, deturpano se stessi e non è più visibile la relazione con i nostri supremi modelli.

(Foto di Trung Nguyen da Pexels)

Ora, se anche non abbiamo più, almeno in Occidente, la consuetudine di vestirci in modo almeno simile al Figlio di Dio e alla sua Madre Immacolata, tuttavia possiamo pur sempre mantenere un certo grado di eleganza. E quindi riusciremo ancora a conciliare, nel nostro abbigliamento, bellezza e decoro.

Qui ci concentriamo in particolare sulle caratteristiche dell’eleganza maschile. Faremo anche diversi esempi.

Intanto si può osservare che i capi classici dell’uomo occidentale sono ormai da almeno un secolo camicia, con cravatta o senza, con sopra eventualmente un maglione, pantaloni solitamente sorretti da cintura, e abbinati ad una giacca nelle occasioni più formali. Le calzature maschili si trovano di tutti i tipi, ma sono classici soltanto i mocassini (per il tempo libero), i modelli Derby (meno formali) e le Oxford o francesine (che se nere, soddisfano i più stretti requisiti di cerimonia).

Un paio di Oxford (o francesine) fantasiose. Si riconosce il modello dai lembi dell’allacciatura combacianti.

Per tutto ciò che è tessuto e per le cinture, ci si destreggia con risultati almeno decorosi anche con spesa contenuta. Quanto alle scarpe formali, invece, la situazione, sul mercato italiano e occidentale, è divenuta estremamente incresciosa. Ormai prevalgono calzature maschili dalla forma del tutto ridicola, soprattutto allungata, che dà a chi le porta un’aria da pagliaccio. Riuscire ad acquistare un paio di scarpe formali di vera eleganza è quasi come trovare un ago nel pagliaio. Ma su questo, a Dio piacendo, torneremo più in dettaglio in un articolo successivo.

Scarpa Oxford (o francesina) con disegno a coda di rondine e full brogue. Con questa forma, la ridicolaggine è servita.

Ed ecco che, sia pure di sfuggita, abbiamo appena fatto un esempio di cosa è elegante e cosa non lo è. Una scarpa dalla forma allungata non è bella, perché manca della fondamentale caratteristica della proporzione. Non è proporzionata al piede, ma ne deforma la figura. Non solo, ma questo si accentua ancor di più se chi la porta ha una misura di piede sopra la media.

Oppure, non è elegante un nodo della cravatta troppo largo o troppo stretto, per lo stesso requisito della proporzione. Non lo è neppure un pantalone con la vita troppo bassa o troppo alta; qui non ne va solo della proporzione, ma nel caso della vita bassa, anche della decenza.

Mancano di eleganza una camicia, una giacca o un paio di pantaloni troppo larghi o stretti, lunghi o corti. Il motivo è sempre l’esigenza della proporzione, ma anche dell’integrità, nel caso dei capi corti, che sembrano essere monchi. Perciò, in caso di larghezza o lunghezza eccessive, sarà il caso, potendoselo permettere, di ricorrere alla mano esperta di un sarto, per gli aggiustamenti necessari.

I jeans vanno bene come abbigliamento per lavori manuali, ma nel tempo libero sono piuttosto indecorosi. Non a caso, i burattinai delle mode imperanti si sforzano di peggiorare il degrado, proponendo jeans strappati e sporcati appositamente.

Magliette a maniche corte, canottiere, pantaloncini e bermuda non sono altro che l’abbigliamento ordinario dettato da una mentalità nudista, ormai completamente estranea all’ideale della purezza cristiana.

La camicia senza cravatta va aperta solo al primo bottone, quello del colletto, e sono da evitare come la peste magliette o altro attillati, magari con sfoggio cafonesco di muscoli. La nudità della donna è verso l’uomo una provocazione, ma la nudità dell’uomo è verso la donna un affronto, o perlomeno una dimostrazione d’indelicatezza.

L’eleganza, ovviamente, va rapportata alle occasioni. A seconda delle circostanze, non dovrà essere eccessiva né carente.

Comunque, l’uomo e la donna di vera fede, a qualunque ceto appartengano, un motivo per essere eleganti, almeno una volta alla settimana, ce l’hanno sempre. È la S. Messa, il Sacrificio Eucaristico che regge le sorti del mondo, sia pure nella versione abbrutita della Messa in lingua volgare, che ha soppiantato illecitamente la S. Messa tradizionale in latino. Come diceva Padre Pio, oggi venerato come S. Pio da Pietrelcina, «Sarebbe più facile che la terra si reggesse senza il sole, anziché senza la Santa Messa».

Dignità della S. Messa, dignità dei cattolici.

Ed ora vi lascio alle garbate e pratiche osservazioni di un esperto di eleganza maschile, un distinto signore che con uno pseudonimo inglese chiarisce tanti aspetti. Passi per il nodo della cravatta un po’ elefantiaco… Questo è il suo video più lungo, e dura circa mezz’ora. Risponde tuttavia a una domanda: come e dove acquistare, noi uomini, un abbigliamento elegante? I casi considerati sono quattro, con tanto di prezzi e consigli per l’acquisto: da chi non ha il minimo problema di spesa, via via restringendo fino a chi naviga in cattive acque. Per me è stato molto utile… a parte per le scarpe. Qui potrò darvi io qualche indicazione su cosa e dove comprare, nel prossimo articolo.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...